Dormire fa bene alla memoria. E l’apprendimento è migliore nelle prime ore della giornata

  • Commenta
  • Email
  • Condividi

Chi dorme non piglia pesci. Ma apprende con più facilità

‘Chi dorme non piglia pesci’, recita il famoso adagio. E non si può negare che sia vero, dal momento che dormire è bellissimo ma le cose accadono nel mondo reale. Ma al tempo stesso non si può prescindere dal sonno giornaliero, perché fa parte di una vita sana e regolata. Gli studiosi svolgono da tempo ricerche sul sonno, e l’argomento è molto più ampio di quanto possiamo pensare. Ed è di questi giorni una nuova scoperta in questo ambito.

Sappiamo che dormire fa bene al fisico. E sappiamo altresì che un buon sonno prima di un esame può rivelarsi molto più utile di una frenetica ultima notte in bianco per ripassare ancora una volta. Ma gli scienziati sono andati oltre: anche dormire prima di studiare aiuta il cervello ad assimilare meglio le nozioni.

Lo studio è stato condotto dall’Università della California Berkeley, sotto la supervisione del dottor Mattew Walker. I volontari, 27 donne e 17 uomini, sono stati suddivisi in due gruppi: il primo ha dovuto memorizzare 100 nomi associati a volti dopo un sonno pomeridiano durato dalle 14.00 alle 15.40, il secondo ha dovuto fare la stessa cosa ma senza aver fatto prima il ‘sonnellino’. I test sono poi stati ripetuti ad orari diversi, per studiare anche come il processo di apprendimento si modifichi durante l’arco dell’intera giornata.

I risultati hanno messo in luce come i risultati del primo gruppo, quello dei ‘dormienti’, siano stati migliori del 20% in più rispetto a quelli del secondo gruppo. Inoltre, si è scoperto anche che la capacità di apprendimento peggiora col trascorrere delle ore: i risultati dei test della sera erano mediamente peggiori del 12% rispetto a quelli del pomeriggio. Indipendentemente da questo, però, i risultati dei ‘dormienti’ erano comunque migliori rispetto a quelli degli altri.

La ricerca ha rilevato che la fase del sonno chiamata NREM (nonrapid eye movement) sembra essere collegata direttamente al processo di apprendimento: il cervello infatti è attraversato da scariche elettriche che sembrano avere un’influenza positiva sull’apprendimento una volta svegli. Pare infatti che queste scariche servano a trasferire le informazioni acquisite dalla corteccia prefrontale all’ippocampo, zona del cervello che ospita la memoria a lungo termine: ‘È come cancellare le e-mail della propria casella di posta in modo tale da poter ricevere nuove e-mail il giorno dopo‘ spiega Walker. Forse questa stessa attività elettrica, meno intensa negli anziani, è la causa della labilità della loro memoria.

Insomma, l’ennesima conferma che dormire è fondamentale. Ma che questo non serva agli studenti come giustificazione per aver dormito in classe!

mer 09/03/2011 da Gea Ferraris in cervello, memoria, USA.

SEGUI TUTTOGRATIS

© 1998-2012 Trilud S.p.A. - P.iva: 13059540156 - Tutti i diritti riservati

Tuttogratis.it, testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano n° 314/08