Senato, ristorante addio? Prezzi triplicati e onorevoli in fuga

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buvette senato

Ah, come erano belli i tempi in cui al Senato con dieci euro facevi un pranzo da re: bastavano 5,23 euro per filetto di orata in crosta di patate e 2,76 euro carpaccio di filetto con salsa al limone, oppure, per i più mangioni, con 45 euro facevi primo secondo, terzo caffé e ammazzacaffé, tra prelibatezze romane come carbonara e amatriciana, e carni di prima scelta servite secondo i propri desideri. Tutto finito. Da quando la crisi si è abbattuta sul nostro paese, anche i prezzi del ristorante si sono dovuti adeguare: il risultato? Senatori in fuga verso le trattorie vicine e gestori che sono ormai ad un passo dal chiudere le serrande.

Eh si, perché dopo le proteste anche la buvette del Senato si è dovuta adeguare ai prezzi di mercato, e così il ristorante di Palazzo Madama, che fino a tre mesi fa era preso d’assalto dagli onorevoli manco fossero stati affamati a pane e acqua per anni, ora è quasi svuotato, al massimo ci si va per un piatto di riso all’inglese. Rapido, ma soprattutto economico. E così la Gemeaz Cusin, la società che gestisce il ristorante, ha chiesto all’amministrazione di Palazzo Madama ‘una soluzione amichevole‘, per rescindere consensualmente il contratto stipulato nel febbraio 2010.

In una relazione redatta dagli avvocati della società appaltatrice si legge che, prima di tagliare i costi, ‘i senatori pagavano per un pranzo il 13% del prezzo effettivo, anche per i pasti di tipo superiore o pregiato, il cui costo ricadeva, quasi per intero, sull’Amministrazione‘: detto in parole povere, i senatori sbafavano tutto con i nostri soldi. Ora che però lor signori devono pagare di tasca loro una quota ben più consistente, ‘si è verificata una eccezionale diminuzione dell’attività, con una riduzione dell’affluenza di oltre il 50%, ed una riduzione del 70% dei pasti prodotti‘. La prima e più immediata conseguenza è la richiesta di cassa integrazione per 20 dipendenti del ristorante. Finita la pacchia per i senatori, è passata anche la fame.

ven 02/12/2011 da Giulio Ragni in Costi della politica, Senato.

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