Partito Democratico: bilancio in perdita di 62 milioni. Fare opposizione costa

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Pierluigi Bersani

Fare politica costa. E tanto anche: non parliamo di investimenti a livello emotivo, ma proprio di soldi, di dané, di piccioli, chiamateli come volete. Il quotidiano Libero, che quando si tratta di fare le pulci alla Sinistra non è seconda a nessuno, ha pubblicato un’inchiesta secondo cui il Partito Democratico di Pierluigi Bersani avrebbe un buco nei propri conti pari a 62 milioni di euro, e il motivo principale è da rintracciarsi nei contributi ad associazioni e ai costi delle campagne elettorali per le campagne elettorali. Se non altro, nessuno potrà dire che sono politici fannulloni

Il paradosso è che il Pd ha un bilancio disastroso proprio da quando alla guida c’è Bersani, che pure di economia se ne intende, visti gli incarichi ricoperti in passato: infatti sia Veltroni che Franceschini avevano lasciato in attivo il bilancio. Ma, per parafrasare una nota pubblicità, battere Berlusconi non ha prezzo per Bersani, peccato che invece un costo ce l’abbia, ed anche salato, senza contare che queste spese si riferiscono alla campagna per le regionali, il risultato elettorale più basso nella giovane storia del Pd.

Per capire il buco 2010 bisogna dare un’occhiata alle spese di gestione del partito, più che raddoppiate rispetto all’epoca di Veltroni: 97,8 milioni contro i 44,8 di allora. Oltre ai costi della campagna elettorale ci sono le spese di funzionamento, dal personale al numero degli uffici, che si sono allargati con due nuovi contratti di affitto, oltre alla sede centrale. Caro Bersani, ‘ma siamo diventati pazzi?‘ direbbe il tuo imitatore di fiducia Maurizio Crozza, e noi sottoscriviamo…

mer 22/06/2011 da Giulio Ragni in Partito Democratico.

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