Amministrative 2012: ecco i promossi e i bocciati alle urne

Con l’esito dei ballottaggi si è chiusa questa tornata di elezioni amministrative, ed è possibile trarre un bilancio definitivo per i partiti: chi sono i promossi e chi i bocciati? Sono state elezioni molto difficili, con un Paese devastato dalla crisi economica, a cui si sono aggiunti proprio nel weekend elettorale il gravissimo sisma in Pianura Padana e l’attentato a Brindisi. Episodi che hanno lasciato profondo sgomento nella popolazione, che appare sempre più distante dai partiti, incapaci di rappresentare davvero le istanze degli elettori.
Promossi: grillini, Idv e Udc

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Chi può sorridere del responso delle urne? Sicuramente il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, che conquista quattro comuni, tra cui quello di Parma, fortemente indebitata e con i bilanci a pezzi. Ora gli esponenti del M5Stelle dovranno dimostrare di essere dei buoni amministratori, di non essere solo una forza anti-sistema, e avere la capacità di andare oltre il fervido populismo di Grillo: il fatto che il blogger abbia detto di voler fermare l’inceneritore, e che il neo-sindaco di Parma Pizzarotti gli abbia risposto con un ‘Vedremo‘, è un esempio calzante delle possibili contraddizioni tra il leader e i suoi candidati.
Per quanto riguarda gli altri partiti, l’Italia dei Valori può essere contenta della vittoria di Leoluca Orlando a Palermo, perché questa sfida elettorale tutta a sinistra nel capoluogo siciliano permette a Di Pietro di poter rilanciare l’alleanza con Pd e Sel mettendo una grossa ipoteca su nomi e strategie future. Più sfumato il giudizio sul Terzo Polo, ma l’Udc può almeno sorridere di aver strappato nel Nord Italia un comune alla Lega.
Tuttavia per i partiti c’è poco da sorridere: oggi il primo partito italiano è l’astensionismo. Dati alla mano, soltanto il 51,38% degli aventi diritto si è recato a votare al secondo turno: sommando questo dato ai voti di Grillo, appare evidente che l’Italia è stufa di chi li ha rappresentati negli ultimi venti anni.
Rimandati: Partito Democratico

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Il Partito Democratico, come al solito, è un rebus: Bersani esulta e parla di ‘vittoria senza se e senza ma‘, e i numeri sono sicuramente dalla parte del Pd, che però deve scontare il peccato originale dell’esito delle primarie, che ha portato a Genova un candidato esterno al partito come Doria, poi eletto sindaco, e lo stesso a Palermo con Ferrandelli, che ha addirittura perso con Orlando. Inoltre l’europarlamentare Debora Serracchiani ha gelato il suo segretario affermando: ‘Non nascondiamo la testa sotto la sabbia: il risultato di Parma offusca ogni altra vittoria del Pd‘. Nella città reduce dalla disatrosa gestione del Pdl infatti, il Pd ha perso contro Grillo. Dunque al Partito Democratico non basta la conquista di 100 dei 168 comuni con più di 15mila abitanti che sono andati al voto in questa tornata elettorale, poiché si moltiplicano le voci di distinguo e riflessione: soltanto il Pd riesce a trasformare in sconfitte anche le vittorie.
Bocciati: Pdl e Lega Nord

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La Lega Nord esce massacrata da questi ballottaggi: sette sconfitte su sette, dopo la Caporetto del primo turno. Fatale è certamente lo scandalo che ha travolto il partito fino alle sue più alte sfere, ma viene da chiedersi se i suoi candidati non abbiano pagato anche il prezzo salato di un partito diventato troppo ‘romanocentrico’ e che non guarda più ai bisogni concreti del territorio, perdendosi nel recente passato in ridicole battaglie pseudo-simboliche come l’apertura dei ministeri a Monza. A sorridere è solo Verona con la riconferma di Flavio Tosi, il più ribelle dei leghisti: anche questo non può essere solo una coincidenza.
L’altro grande sconfitto è il Pdl, che paga più tre anni e mezzo di governo dissennato che non il sostegno al governo Monti: troppo il divario con il Partito Democratico, che sostiene anch’esso l’esecutivo tecnico, per attribuire la debacle tutta al malcontento per l’Imu e alla riforma delle pensioni (che tra l’altro voleva fare proprio il governo Berlusconi…). Il segretario Alfano promette una ‘nuova proposta politica‘ per riunire le grandi forze moderate: ma e non cambiano le facce e soprattutto i comportamenti, alle politiche del 2013 il centrodestra verrà spazzato via, e forse non da sola. Ai partiti si chiedeva una nuova legge elettorale e tagli consistenti ai costi della politica in questo anno lasciato in mano al governo dei tecnici: nessuna delle due si è concretamente realizzata, e gli elettori sono pronti a voltare definitivamente le spalle a chi ha prodotto il disastro. La Seconda Repubblica è ormai al tramonto, ma chi più di ogni altro se ne doveva accorgere, ha girato il proprio sguardo altrove.
gio 22/05/2012 da Giulio Ragni in Ballottaggi, Ballottaggi 2012, Beppe Grillo, Debora Serracchiani, elezioni amministrative, Elezioni Amministrative 2012, Fabrizio Ferrandelli, Federico Pizzarotti, Flavio Tosi, Italia dei Valori, Lega Nord, Leoluca Orlando, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, pdl, UDC.
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