Statue distrutte dai talebani: ricercatori tedeschi ricostruiranno un Buddha gigante

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Statue distrutte dai talebani: ricercatori tedeschi dicono di poter ricostruire almeno un Buddha gigante

Una delle due statue distrutte dai talebani a Bamiyan, in Afghanistan, potrebbe essere ricostruita da un team di ricercatori tedeschi. Queste opere d’arte, costruite millecinquecento anni fa e che erano sopravvissute, oltre al passare dei secoli, anche a guerre ed abbandono, erano state abbattute con la dinamite nel 2001 per ordine del leader talebano Mullah Mohammed Omar: dal momento che raffiguravano il Buddha, esse erano anti-islamiche e dovevano perciò essere cancellate (anche se gli studiosi sostengono che il gesto, più che un significato religioso, voleva essere un segno contro l’opposizione locale e la comunità internazionale).
Oltre a terrorizzare la popolazione afghana, sfregiare i volti e uccidere gli oppositori al loro regime di paura, i talebani hanno fatto scempio della storia del loro paese.

Le statue, che come quelle dell’antica Grecia un tempo erano colorate ma poi col passare dei secoli sono sbiadite, erano state costruite nel sesto secolo nel fianco di una montagna di arenaria sulla Via della Seta. Come detto, nel 2001 non sopravvissero alla decisione di Omar, nonostante anche la comunità internazionale avesse cercato di distoglierlo dal suo proposito.

Oggi, un decennio dopo la distruzione, Erwin Emmerling della Technical University di Monaco di Baviera crede di poter ricostruire la più piccola delle due statue, usando un composto organico a base di silicio.

Tuttavia, il tempo a disposizione è piuttosto breve, poiché l’arenaria, avverte Emmerling, è un materiale molto poroso, che se esposto alle intemperie come lo sono le parti più grandi delle due statue (le parti più piccole sono state stoccate in depositi) si deteriora molto velocemente.

Non è chiaro, tuttavia, quanto costerebbero la conservazione e la ricostruzione, o quanto tempo richiederebbe il processo. Inoltre, ricomporre la statua sarebbe, come si può immaginare, un compito enorme, che potrebbe richiedere il trasporto di circa 1.400 pezzi verso la Germania o la costruzione di una fabbrica a Bamiyan. Emmerling intanto nel corso degli ultimi anni ha già visitato il sito 15 volte, per studiare al meglio il da farsi.

Non resta che sperare che il progetto degli studiosi tedeschi si riesca ad attuare, in modo che almeno la più piccola delle due statue possa non essere aggiunta al già troppo lungo elenco di opere d’arte perdute per sempre a causa della stupidità umana.

mer 02/03/2011 da Gea Ferraris in Afghanistan, Germania, Religione.

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