Libia ultime notizie in diretta: pescherecci con 21 italiani sequestrati al porto di Bengasi

  • Commenti (14)
  • Email
  • Condividi

Libia ultime notizie in diretta: la Cirenaica vuole il federalismo come la Padania

Tre pescherecci di Mazara del Vallo (Trapani) con a bordo 21 italiani, sono stati sequestrati in Libia, nei pressi di Bengasi. Il sequestro si sarebbe verificato subito dopo l’incontro tra l’imbarcazione e una motovedetta libica. I tre pescherecci italiani, Boccià, Maestralè e Antonino Sirratò, sono stati bloccati ieri quando erano giunti a 30 miglia dalle coste libiche. Una volta agganciate dalla motovedetta sono state dirottate al porto libico di Bengasi. I membri dell’equipaggio avrebbero trascorso la notte a bordo e nessuno sarebbe sceso dall’imbarcazione – è quanto si apprende dal messaggio trasmesso all’Adnkronos dall’armatore del Maestralè, Vito Margiotta, in contatto con il console in Libia: “I membri dell’equipaggio stanno bene e il fatto che abbaino dormito a bordo potrebbe essere un segnale positivo“.
Per intimare i pescatori a fermare le navi, i libici avrebbero ricorso anche alle armi da fuoco scoppiando alcuni spari in aria. Una volta fatte fermare le imbarcazione, due libici in borghese e armati sarebbero saliti a bordo del Maestralè e altri due a bordo del Boccià, mentre un ultimo che si trovava a bordo della motovedetta si sarebbe affiancato all’Antonino Sirratò.

  • CNN
  • El Mundo
  • El Pais
  • Le Monde
  • The New York Times

Anche la Libia ha la sua Padania. Più di mille, infatti, sono stati i partecipanti al ‘Congresso del Popolo della Cirenaica‘ che ha portato avanti la proposta di una Libia federale e di una Cirenaica, ossia la regione più ricca di petrolio, autonoma dal resto del paese. A Bengasi, inoltre, i leader del movimento hanno nominato Ahmed al-Zubair, strenuo oppositore alla dittatura di Gheddafi, a capo del consiglio regionale che dovrebbe fungere da governo locale. Sono molti, però, gli oppositori che accusano il Congresso della Cirenaica di volere la frantumazione della nazione. I leader del movimento rispondono che il loro solo desiderio è che la regione possa decidere in materie come l’istruzione, la politica degli alloggi e in altre materie di interesse locale, lasciando la difesa, i rapporti con l’estero e le materie più delicate al governo centrale.

3 febbraio 2012 – All’asta la maglietta insanguinata e l’anello nuziale di Gheddafi

Un cittadino libico, Ahmed Warfali, ha deciso di mettere all’asta per la cifra di due milioni di dollari l’anello nuziale e la maglietta insanguinata che il colonnello Gheddafi indossava nel momento in cui è stato catturato e ucciso. La notizia di questa macabra asta a soli tre mesi dalla morte del dittatore è stata pubblicata dal Daily Mail che, però, ha scritto di non essere a conoscenza di come mai Warfali fosse in possesso di questi oggetti appartenuti al Rais. Naturalmente le polemiche seguite a questa iniziativa sono state subito roventi. Così come c’è chi accusa Warfali di essere un truffatore e un approfittatore. Dal canto suo lo speciale battitore d’asta si difende e dichiara che se avesse organizzato l’asta in Europa avrebbe potuto guadagnare molto di più. Non ci resta che aspettare per vedere chi sarà il ‘fortunato’ acquirente.

16 dicembre 2011 – Riattivato il trattato di amicizia tra Roma e Tripoli

Dopo la morte di Gheddafi, e terminata la guerra, ecco che i rapporti tra L’Italia e la Libia tornano a rinsaldarsi. Il vecchio trattato di amicizia tra i due paesi, infatti, congelato durante il conflitto, è stato riattivato in seguito all’incontro tra il nostro Presidente del Consiglio Mario Monti e il leader del Comitato Nazionale Transitorio Libico, Mustafa Abdel Jalil. Si tratta di un grosso segnale di fiducia da parte del nostro paese nei confronti della nuova Libia. Roma, infatti, si impegna a versare nelle casse del paese africano ben 5 miliardi di dollari in 20 anni. E le imprese italiane che operano in Libia possono tirare un sospiro di sollievo. L’Italia ha ingenti interessi di natura economica nel paese appena liberato dalla dittatura di Gheddafi e la rinnovata collaborazione Roma-Tripoli non può che essere stata accolta positivamente da entrambe le parti. Come ha riferito lo stesso Jalil, la Libia ‘ha ormai raggiunto il 70% della produzione precedente di petrolio‘, e questo grazie ‘alle aziende petrolifere italiane e in particolare alll’Eni, che ha deciso di tornare alle postazioni di lavoro al fianco dei libici con tutti i pericoli‘.

27 ottobre 2011 – Gheddafi dedicò una canzone a Condoleezza Rice

Gheddafi ha sempre avuto un debole per il gentil sesso. E questa sua non tanto segreta passione per le donne pare fosse addirittura superiore all’odio del rais nei confronti del nemico giurato: gli Stati Uniti. L’ex segretario di stato dell’amministrazione Bush Condoleezza Rice, infatti, in un libro di memorie in uscita negli Usa, racconta come durante una visita di stato a Tripoli nel 2008, il colonnello non abbia perso l’occasione per dimostrarle tutta la sua ammirazione, tanto da dedicare alla bella Condoleezza addirittura una canzone fatta scrivere appositamente per lei da uno dei più famosi aritsti libici. Il titolo della canzone era ‘Black Flower in the White House‘, un fiore nero alla Casa Bianca.

L’approccio di Gheddafi

Le voglio mostrare un video’, disse il colonnello alla Rice per attirare la sua attenzione. La Rice, molto stupita, acconsentì e si trovò a vedere un inquietante filmato che la ritraeva con i principali leader mondiali. Ma il pezzo forte del video era, sicuramente, la colonna sonora costituita dalla canzone composta in suo onore.

Ho il migliore compositore di tutta la Libia e gli ho chiesto di scrivere questa canzone per lei‘ dichiarò Gheddafi ad una Rice sempre più imbarazzata che cercava in tutti i modi di svignarsela.

Chissà se il rais avrà spiegato questi suoi trucchetti anche al nostro premier Berlusconi. Anche se, bisogna dire, in questo caso non pare che Gheddafi sia riuscito nel suo intento di sedurre la bella Condoleezza.

GP

25 ottobre 2011 – Gheddafi sepolto in un luogo segreto

Il corpo del colonnello Gheddafi è stato sepolto nel deserto in un luogo destinato a rimanere segreto per evitare che la tomba diventi luogo di culto e pellegrinaggio per i lealisti o venga fatta oggetto di atti vandalici. Insieme al rais, nello stesso luogo, è stato tumulato il figlio Mutassim, anch’egli ucciso in circostanze poco chiare. Subito dopo la morte le salme erano state esposte al pubblico in una cella frigorifera alla periferia della città, ma ora, anche per motivi di sicurezza, si è optato per il trasferimento dei corpi in un luogo segreto. ‘Il nostro lavoro e’ finito. Gheddafi e’ stato trasferito e il Consiglio Militare di Misurata lo ha portato in un luogo segreto. Non so se verra’ sepolto o meno‘, ha dichiarato una guardia di sicurezza. Difficilmente, quindi, saranno rispettate le ultime volontà del colonnello che, nel suo testamento, aveva chiesto di essere sepolto a Sirte.

GP

20 ottobre 2011 – Gheddafi ucciso a Sirte

Fine dei giochi. Gheddafi è stato ucciso a Sirte, sua roccaforte espugnata oggi dai ribelli.
Il Colonnello è stato ferito alle gambe da una raffica sparata da elicotteri Nato inviati a supporto dei ribelli. La corsa verso l’ospedale è stata inutile, giunto in sala operatoria il Raìs era già cadavere. Le prime concitate notizie lo volevano ferito, ma in condizioni di salute tutto sommato buone. Ora la notizia della sua morte.
Il consiglio dei ribelli assicura i suoi familiari avranno un processo equo e un trattamento umano.

Nei giorni scorsi era stato ucciso Khamis, 28 anni, ultimogenito del Colonnello. Khamis era la ‘spada’ di Gheddafi, il capo della brigata più temuta e agguerrita dell’esercito libico, la 32esima.

Negli scontri sono morti oltre 20 uomini di Gheddafi. In queste ore sono in corso rastrellamenti casa per casa per scovare gli ultimi combattenti del regime. I lealisti arrestati finora sarebbero almeno 16.
Sequestrate grandi quantità di armi, fra cui gas.

Versioni contrastanti

Come spesso succede in questi casi, c’è un po’ di confusione riguardo a quanto accaduto. Le notizie si sono rincorse in maniera caotica. ‘Gheddafi è stato arrestato, è ferito, ma sta bene’ avevano dichiarato in un primo momento i ribelli libici. Un’altra versione voleva Gheddafi scovato in una buca simile a quella nella quale è stato trovato Saddam Hussein. Aperta la botola e vistosi circondato, il Colonnello avrebbe urlato ‘Non sparate, non sparate!’.

Libia ultime notizie in diretta: Gheddafi ucciso a Sirte

Il corpo di Gheddafi

Il cadavere di Muammar Gheddafi è stato portato in una località segreta. Si teme che i lealisti tentino un ultimo colpo di coda per vendicare il loro leader e recuperare la salma per esporla come quella di un martire.

Ecco il ragazzo che ha scovato Gheddafi

Sarebbe stato un giovane miliziano di 20 anni, Mohammed, a scovare il Rais nascosto nella sua buca e raccontare come sarebbe successo al Consiglio nazionale transitorio.
Il ragazzo si mostra trionfante alla Bbc, impugnando una pistola d’oro che pare appartenesse al colonnello libico mentre i suoi compagni lo sollevano in aria. Il giovane è già un mito del web; da poche ore online, la sua immagine, in cui orgoglioso e felice impugna l’arma strappata dalle mani del colonnello nascosto, è la più cliccata. Chissà se al giovane eroe sarà consegnato il premio di 20 milioni di dollari che era stato offerto per la cattura del colonnello.

Festa nelle strade

Metà del popolo libico è a lutto, soprattutto chi ha un parente nell’esercito o nella polizia. L’altra metà invece è in festa. Scene di giubilo si sono registrate nelle strade. Musica a tutto volume, balli e clacson strombazzanti. A qualunque fazione si appartenga, oggi è un giorno memorabile per la Libia.

Libia ultime notizie in diretta: Gheddafi ucciso a Sirte

La notizia sulla stampa internazionale

La morte di Gheddafi è chiaramente la notizia del momento. Vediamo come è stata trattata sulle principali testate internazionali.

La morte di Gheddafi sui siti  esteri

  • CNN
  • El Mundo
  • El Pais
  • Le Monde
  • The New York Times

19 ottobre 2011 – Italia in guerra in modo illegale

Non è cambiato granché nella guerra in Libia nelle ultime due settimane: l’intelligence USA continua a sostenere che Muammar Gheddafi sia nel sud del paese e che si stia organizzando per mettersi alla testa dei ribelli tuareg attivi nel nord del Mali. L’informazione è estremamente generica dal momento che ‘il sud del paese’ è un territorio vastissimo. Equivale a dire: ‘Gheddafi è da qualche parte e sta facendo qualcosa’.

La notizia del giorno non riguarda la Libia, ma l’Italia: alcuni parlamentari del PD denunciano che la missione africana sarebbe rimasta senza copertura e per questo sarebbe illegale. Da accordi internazionali le operazioni militari italiane in Libia sarebbero dovute cessare il primo ottobre. Invece siamo ancora lì.

‘Siamo in una situazione chiaramente illegale’, sbotta il capogruppo al Senato dei democratici, Luigi Zanda.
Replica il ministro della Difesa Ignazio La Russa: ‘Diciamolo! Non abbiamo bisogno di altre risorse Praticamente, i nostri aerei non volano più!’
Ma non è vero: lo Stato Maggiore della Difesa riferisce che ’18 missioni aeree’ sulla Libia sono state effettuate nella ‘settimana precedente con Tornado, F16 Falcon, AMX, velivoli a pilotaggio remoto Predator B’.
come al solito quando ci siamo di mezzo noi italiani tutto finisce in farsa.
Il Pd, che è comunque favorevole alla partecipazione italiana alla guerra, ha ottenuto che la prossima settimana il governo chiarisca la nostra posizione.

MDG

28 settembre 2011 – Gheddafi protetto dai Tuareg

Secondo Hisham Buhagiar, un importante esponente militare del Consiglio Nazionale di Transizione, Muammar Gheddafi potrebbe trovarsi nel sud della Libia, al confine con l’Algeria, sotto la protezione dei Tuareg. ‘Una tribù, i tuareg, ancora sostengono Gheddafi che si ritiene sia nell’area di Gadames‘, ha dichiarato Buhagiar. Il militare continua e spiega come ci siano ‘stati scontri tra i tuareg fedeli a Gheddafi e gli arabi che vivono nel sud. Stiamo negoziando. La caccia a Gheddafi sta prendendo una piega diversa‘. La stessa fonte del Cnt riferisce che i figli di Gheddafi potrebbero trovarsi a Bani Walid e Sirte. ‘Stanno entrambi pensando di lasciare la Libia per fuggire forse in Niger‘, ha rivelato Buhagiar.

GP

26 settembre 2011 – Scoperta fossa comune nel carcere di Abu Salim

Una fossa comune con i cadaveri di quasi duemila persone è stata scoperta all’interno della famigerata prigione di Abu Salim, nei dintorni di Tripoli. Insomma, un vero e proprio cimitero in questo carcere utilizzato dal regime di Gheddafi per rinchiudere e torturare i prigionieri ‘politici’ che, per fortuna, ora è stato liberato dai ribelli. La strage, di cui ora sono stati scoperti i tristi resti, è avvenuta nel 1996, quando i prigionieri osarono ribellarsi e protestare per le disumane condizioni in cui erano costretti a vivere. Il regime reagì uccidendo 1795 prigionieri e seppellendo i loro corpi in questa fossa comune di circa cinquanta metri di lunghezza per trenta di larghezza, sita tra le mura di due braccia del carcere.

GP

16 settembre 2011 – Sarkozy e Cameron arrivano a Tripoli

Accoglienza trionfale in Libia per il premier britannico David Cameron e il Presidente francese Nicolas Sarkozy. I due leader sono atterrati a Tripoli con due aerei separati ma si sono subito incontrati per compiere assieme questa visita storica in questo difficile momento di transizione. Cameron e Sarkozy hanno dichiarato che faranno di tutto per aiutare i ribeli a catturare Gheddafi e che la missione della Nato proseguirà fino a che sarà necessario proteggere i civili innocenti.

Il Presidente francese è accompagnato dal filosofo Bernard-Henry Levy, che è stato molto attivo in questi mesi nei suoi contatti con le forze ribelli protagoniste della Primavera libica. Mentre Cameron è arrivato in Libia con il suo ministro degli Esteri William Hague.

Dopo aver visitato Tripoli, i due leader hanno proseguito il loro viaggio fino a Bengasi, la città da cui ha preso il via la rivoluzione. E l’accoglienza della popolazione è stata incredibile. Un vero bagno di folla ha accolto Cameron e Sarkozy nella prima città ad essere stata liberata dai ribelli. ‘È straordinario ritrovarsi in una Libia libera‘, ha dichiarato David Cameron. Mentre Sarkozy ha espresso tutta la sua gioia di trovarsi in una ‘Libia unita e non in un Libia divisa‘, riferendosi alle zone della Cirenaica e della Tripolitania.

GP

6 settembre 2011- Gheddafi in esilio in Burkina Faso?

Ore concitate per il colonnello Gheddafi. E’ braccato in tutto il territorio libico da Nato e ribelli che non vedono l’ora di fagli la festa. Vista la gravità della situazione i suoi familiari sono già da qualche giorno in Algeria e lui sta trattando segretamente un asilo con un paese amico. Meglio puntualizzare: un paese amico che abbia la volontà di resistere alle pressioni degli organismi internazionali che in futuro chiederanno l’estradizione di Gheddafi per un processo ed una probabile condanna a morte.
Di paesi amici la Libia in Africa ne ha molti, dal momento che ha distribuito soldi a destra e a manca salvando intere economie dalla bancarotta e creando legami politici di ferro.
Ma quale paese africano può resistere a Nato e Onu e ad una richiesta di estradizione?

Secondo il quotidiano inglese The Telegraph, un accordo sarebbe in via di definizione e l’esilio dorato di Gheddafi potrebbe essere in Burkina Faso. Proprio questo paese potrebbe essere la meta finale del grande convoglio che pochi giorni fa ha attraversato il Niger, trasportando funzionari, denaro e oro. E’ possibile che a bordo di quelle vetture di lusso e blindate potesse esserci proprio Gheddafi.

6 settembre 2011 – Gheddafi potrebbe essere fuggito in Niger

Per il portavoce del regime di Tripoli Moussa Ibrahim, il colonnello Gheddafi sarebbe in ottima salute e starebbe ‘pianificando e organizzando la difesa della Libia‘. Voci sempre più insistenti, intanto, vogliono il Rais rifugiato in Niger. Un enorme convoglio di veicoli sia civili che militari provenienti dalla Libia, infatti, è stato visto da più testimoni attraversare la città a nord del Niger di Agadez. E per molti questo convoglio avrebbe ospitato il colonnello Gheddafi e i suoi figli. ‘Si tratta di molte decine di veicoli entrati ad Agadez e provenienti da Arlit, una città mineraria vicina alla frontiera algerina, che si dirigevano verso Niamey‘, ha dichiarato una fonte militare rimasta anonima. ‘Molti testimoni hanno detto di avere visto nell’ambito di questo convoglio Rhissa Ag Boula, una delle figure di spicco delle due rivolte tuareg in Niger molto vicina a Gheddafi‘, ha rivelato sempre la stessa fonte.

Intanto è stato raggiunto un accordo a Ban Walid tra gli insorti e i lealisti del regime per evitare un bagno di sangue e consentire ai ribelli di entrare nella città dove in molti ritengono fosse rifugiato Muammar Gheddafi negli ultimi giorni.

GP

5 settembre 2011 – Bani Walid circondata dai ribelli

I ribelli hanno ormai circondato e tengono sotto stretto assedio Bani Walid, una delle quattro ultime roccaforti di Gheddafi in Libia. I combattenti del Rais, però, nonostante le trattative per arrivare ad una resa pacifica si siano protratte per tutta la notte, non hanno sventolato bandiera bianca e non si sono arresi. Secondo il caponegoziatore dei ribelli Abdullah Kenshil, a fare saltare l’accordo è stata la richiesta dei lealisti di Gheddafi di essere lasciati uscire alla città armati e che a loro volta i ribelli vi entrassero disarmati. Le possibilità di un agguato, infatti, sarebbero state molto elevate.

Mentre non si hanno ancora notizie del Rais, anche se il capo degli insorti dichiara di sapere dove potrebbe trovarsi, i ribelli hanno catturato Mohamed Ahmed El-Mshai, responsabile dei checkpoint di Tripoli, un brutale assassino che ha mandato in prigione migliaia di persone, molte delle quali sono state poi torturate.

GP

2 settembre 2011 – L’Algeria nega l’asilo a Gheddafi


‘Continuate a combattere anche se non sentite la mia voce. Non ci arrenderemo mai, non siamo donne’
. Gheddafi incita a combattere quei pochi che gli sono rimasti fedeli.
Non si sa dove sia nascosto il Colonnello. Il Consiglio nazionale di transazione libico (Cnt) dice che il suo nuovo rifugio è a Bani Walid (sudest di Tripoli). E giù bombe e attacchi a Bani Walid.
L’altro giorno si diceva che Gheddafi fosse a Sirte. E giù bombe e attacchi a sirte.

Intanto Gheddafi avrebbe cercato rifugio in Algeria insieme ai suoi familiari, ma avrebbe trovato le porte chiuse. Lo riferiscono fonti vicine alla presidenza di Algeri, citate dal quotidiano al-Watan. ‘Gheddafi ha provato a contattare per telefono il presidente Abdelaziz Bouteflika, ma egli ha rifiutato di parlargli’.

1 settembre 2011 – Anche Russia e Algeria riconoscono il consiglio nazionale transitorio

Quando manca poco all’inizio dell’apertura della Conferenza Internazionale degli Amici della Libia a Parigi, anche la Russia ha deciso di riconoscere il Cnt, il Consiglio nazionale transitorio, ossia il governo dei ribelli che, ad oggi, è la sola autorità politica legittima e operativa in Libia. Mosca, inoltre, ha anche espresso la speranza che gli accordi bilaterali con il paese nord africano stipulati in precedenza restino in vigore.

Anche l’Algeria, nonostante il Cnt l’abbia accusata di aver ospitato sul suo territorio il leader libico Gheddafi e la sua famiglia, è pronta a riconoscere il consiglio nazionale non appena verrà formato un governo. ‘Il Cnt annuncia un nuovo governo rappresentativo di tutte le regioni del paese. Una volta che l’avrà fatto, lo riconosceremo‘, ha dichiarato il Ministro degli Esteri algerino Mourad Medelci.

Insomma, sono ormai più di cinquanta gli stati che hanno riconosciuto la legittimità del consiglio nazionale transitorio libico.

GP

31 agosto 2011 – Sono 50 mila i morti dall’inizio della guerra

La guerra civile in Libia, pare, è arrivata agli sgoccioli. E allora si iniziano a tirare le somme di questo bagno di sangue. In 6 mesi di conflitto le vittime sono state circa 50 mila.
Per evitare altri massacri da ambo le parti, il Consiglio nazionale transitorio degli insorti ha invitato alla resa i cosiddetti Lealisti, cioè i fedelissimi di Gheddafi: ‘Abbiamo dato un termine fino a sabato a Sirte e alle altre città fedeli a Gheddafi perchè si arrendano’. Così ha detto il presidente del CNT, Mustafa Abdel Jalil nel corso di una conferenza stampa a Bengasi.

La famiglia Gheddafi in Algeria

Ieri Aisha Gheddafi, unica figlia del Colonnello, ha partorito una bambina in Algeria. Quasi tutta la famiglia Gheddafi si trova in Algeria da qualche giorno.
La posizione dell’Algeria è a questo punto ambigua: Gheddafi potrebbe cadere da un momento all’altro e l’aiuto fornito dall’Algeria alla famiglia del rais potrebbe causare un incidente diplomatico col nuovo governo libico. Anche perché dopo la guerra ci sarà quasi certamente un processo e la famiglia Gheddafi sarà chiamata alla sbarra, o da un tribunale libico o da un tribunale internazionale. L’Algeria lascerà andare la famiglia Gheddafi che ufficialmente ha accolto per ‘motivi umanitari’?

Reazioni in Africa

Il resto dell’Africa come reagirà alla caduta di Gheddafi? La Libia è stata finora una sorta di benefattrice nell’ambito dell’Unione Africana. La Libia da sola versava il 15% del totale delle entrate dell’Unione, un’enormità paragonato a quanto versavano gli altri stati membri. E sempre il petrolio libico ha salvato dalla bancarotta diversi stati africani, creando così alleanze politiche di ferro. Come cambieranno glie equilibri ora che Gheddafi è stretto in un angolo e il suo tempo è agli sgoccioli?

MDG

29 agosto 2011 – I Gheddafi chiedono asilo in Algeria

Libia ultime notizie in diretta: Gheddafi si è fatto il trapianto di capelli

La famiglia Gheddafi chiede asilo in Algeria

Quasi tutti i familiari di Gheddafi hanno lasciato la Libia e si trovano adesso in Algeria. Il rais non è però con loro. Secondo la diplomazia libica Gheddafi si troverebbe ancora in Libia, a Bani Walid, a un centinaio di chilometri a sud-est di Tripoli.
A passare il confine sarebbero strati la moglie Safia Farkash, la figlia Aisha e i figli Hannibal e Mohammad con le rispettive famiglie.
Il gruppo sarebbe stato accolto per motivi umanitari dal momento che la figlia Aisha sta per partorire o ha già partorito.

Un segnale importante: Il fatto che i familiari di Gheddafi si siano dati alla fuga significa che il rais ritiene che la situazione abbia raggiunto il punto di non ritorno. La caduta definitiva del regime potrebbe essere questione di giorni.

Un altro figlio, Khamis, sarebbe stato ucciso in un attacco di un elicottero da combattimento Apache della Nato. Khamis (già dato per morto in altre occasioni, per la verità) era la ‘spada’ di Gheddafi, uno dei più spietati condottieri del suo esercito ed era a capo della 32esima brigata, la più temuta e agguerrita.

Un trapianto di capelli per Gheddafi

E ora lasciamo perdere per una volta le notizie dal fronte e scendiamo nel gossip.

Il regime di Gheddafi crolla e le persone che gli sono state più vicine vuotano il sacco rivelando particolari grotteschi.
Prima alcune ex ‘amazzoni’ (donne soldato incaricate della sicurezza personale del rais, un po’ come i pretoriani dell’antica Roma) hanno raccontato di stupri e vessazioni da parte di Gheddafi e dei suoi figli.

Oggi parlano i chirurghi plastici del dittatore. I chirurghi brasiliani Liacyr Naccache e Fabio Ribeiro nel 1995 passarono 10 giorni a fianco di Gheddafi.

Secondo i due uomini, il dittatore libico sarebbe vanesio e terrorizzato dall’idea che l’invecchiamento possa causargli un calo di popolarità. I medici raccontano di come Gheddafi, che aveva paura dell’anestesia, si fece fare un impianto di capelli da sveglio. Nel frattempo si mangiò pure un hambuger. ‘Pensava che l’anestesia totale avrebbe potuto danneggiargli il cervello. E nel mezzo dell’operazione, si è fermato tutto perché voleva mangiare un hamburger. Come potevo dire di no? E’ venuto un bulgaro con un cesto di hamburger per tutti.

Il chirurgo propose anche un lifting facciale totale, ma il dittatore rifiutò e si sottopose a un intervento meno massiccio.

MDG

29 agosto 2011 – Gheddafi è pronto a trattare coi ribelli

Secondo quanto riportato dalla tv satellitare araba Al Jazeera, il portavoce del rais libico Mussa Ibrahim, ha dichiarato all’Associated Press di New York che Gheddafi si troverebbe ancora in territorio libico e sarebbe pronto a trattare con i ribelli, tanto che avrebbe incaricato il figlio Saadi di negoziare la formazione di un governo di transizione. Gli insorti, però, non ci stanno e rispediscono al mittente ogni richiesta di trattativa. ‘Nessun negoziato è in corso con Gheddafi‘, ha dichiarato il responsabile di Finanze e Petrolio del Consiglio nazionale di transizione, Ali Tarhouni. ‘Se vuole arrendersi, allora negozieremo e lo cattureremo. Dal canto nostro non siamo nemmeno sicuri di dove si trovi il Raìs‘, ha concluso Tarhouni.

Intanto il portavoce ufficiale dei ribelli Ahmed Bani ha reso noto come l’avanzata dei miliziani di Bengasi stia procedendo senza tregua. E dopo aver conquistato Bin Jawad sul fronte orientale ora i ribelli sarebbero ormai alle porte di Sabha, roccaforte di Muammar Gheddafi nel deserto meridionale.

GP

26 agosto 2011 – La caccia a Gheddafi si sposta a Sirte

Libia ultime notizie in diretta: la caccia a Gheddafi si sposta a Sirte


Gheddafi potrebbe essere a Sirte: lo annunciano le fonti dell’Eliseo vicine a Sarkozy. Il Colonnello si troverebbe dunque arroccato in un bunker nella sua città natale, luogo dove si sta spostando l’offensiva contro il rais. I tornado GR4 britannici stanno già bombardando il bunker con i missili ad alta precisione ‘Storm Shadow’, nonstante non ci sia stata la conferma ufficiale della presenza di Gheddafi all’interno. L’importante, più che scovare il rais, è infatti impedire al suo regime di organizzarsi e continuare la guerra contro il popolo libico, ha spiegato Liam Fox, ministro della Difesa britannico.

Intanto anche le truppe di insorti si preparano a dare l’assedio al bunker di Sirte, aiutati dalle truppe francesi e britanniche.

25 agosto 2011 – Ribelli e forze internazionali alla ricerca del rais. Incontro a Milano tra Berlusconi e Jibril

Libia ultime notizie in diretta: bunker espugnato, ma Gheddafi non c'è. A Milano Berlusconi incontra Jibril


Il bunker di Gheddafi è stato espugnato, ma del rais ancora nessuna traccia. Prseguono perciò gli scontri in Libia, a un centinaio di km da Sirte, città natale del Colonnello, e a Tripoli, nei pressi dell’hotel Rixos, dal quale sono stati liberati alcuni giornalisti (tra cui quattro italiani) che erano tenuti prigionieri.

Secondo la pagina online di Paris Match, mercoledì Gheddafi è sfuggito alla cattura per un soffio. Secondo alcuni il rais si sarebbe rifugiato in una fattoria da lui posseduta, che si trova vicino all’aeroporto, mentre il figlio Saif sarebbe ad Abu Salim. Alla ricerca, oltre agli insorti, partecipano la Nato e forze speciali francesi e britanniche.

Intanto a Milano il premier sta per incontrare Muhamad Jibril, primo ministro del Consiglio nazionale transitorio libico, in un vertice in prefettura al quale prenderà parte anche Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni. Motivo dell’inconrto, lo scongelamento di 350 milioni di fondi di stato libici, che la Nazione potrà utilizzare per cominciare a rimettersi in piedi; allo stesso scopo l’Eni ha garantito fornitura gratuita di gas e carburanti alla popolazione della Libia.

23 agosto 2011 – Bunker del rais sotto assedio, ma Saif Gheddafi dichiara: ‘Mio padre è a Tripoli’

Libia ultime notizie in diretta: i ribelli assediano il bunker, ma Gheddafi 'È a Tripoli': parola del figlio Saif

Ore concitate in Libia. La battaglia a Tripoli ricomincia all’alba, dopo poche ore di tregua. La Nato ha bombardato il bunker in cui sarebbe rifugiato Gheddafi, circondato e tenuto sotto assedio dai ribelli libici. Al Jazira ha riferito che alcuni sarebbero addirittura riusciti a penetrare all’interno, fatto confermato dai video ripresi nella zona, che mostrano sparatorie all’interno dell’area.

Durante la notte è apparso nella cittadella di Bab al Aziza Saif al-Islam, figlio prediletto dei rais, dichiarando che suo padre si troverebbe a Tripoli. Si rivela così infondata la notizia dell’arresto del ‘delfino di Gheddafi’, contro cui il tribunale internazionale dell’Aja aveva già presentato richiesta di processo con l’accusa di aver commesso crimini contro l’umanità.

Libia ultime notizie in diretta: Khamis Gheddafi uccisom, il Colonnello piange un altro figlio

I ribelli annunciano di aver fatto fuori un altro figlio di Gheddafi. Questa volta toccherebbe a Khamis, sestogenito del Raìs nato nel 1983.
Khamis, soprannominato ‘il macellaio’ dai ribelli era il comandante della 32esima Brigata, la più temuta e in prima linea sul fronte contro gli insorti.
Khamis era stato dato per morto già a marzo, nel corso di un bombardamento.
Ora si attendono conferme a questo nuovo annuncio.

La dinamica

Kahmis sarebbe morto insieme ad altre 32 persone durante un raid notturno degli aerei Nato sulla città di Zliten, 150 km a est di Tripoli.

Altri figli uccisi

Gheddafi piange altri due figli.
Saif al-Arab è morto con tre nipoti e alcune donne nel maggio scorso.
Hanna, una figlia adottiva, è morta nel 1986 nel corso di un bombardamento americano. Gheddafi, bersaglio dell’azione militare, riuscì a mettersi in salvo perché noi italiani lo avvertimmo in tempo.

Libia ultime notizie in diretta: missile contro nave italiana

Ieri un missile partito dalla Libia è passato minacciosamente vicino alla nave italiana della Marina militare ‘Bersagliere’.
Il nostro ministro della difesa Ignazio La Russa, cercando di rimanere serio, ha minimizzato l’accaduto: ‘Diciamolo… Non è un attacco… Non bisogna creare allarmismi perché il razzo è caduto lontanissimo dalle coste italiane, ma vicino alla costa di Misurata… Neanche un bambino farebbe un errore di due chilometri’.
E invece era proprio un attacco, o quanto meno un’azione dimostrativa, come ha spiegato alla Cnn il portavoce del governo libico, Mussa Ibrahim: ‘Abbiamo sorprendenti capacità che non abbiamo ritenuto necessario usare… Il nostro esercito è ancora molto forte. Non abbiamo ancora usato la nostra vera potenza militare’.

Il missile era stato sparato dalla costa libica ieri mattina alle 10:30. Il missile è stato avvistato dall’equipaggio della nave e non risulta sia stato rilevato anche dai radar di bordo.

Il precedente

La Libia ci ha già attaccato con dei missili. Il 15 aprile 1986 due Scud libici furono sparati contro Lampedusa fortunatamente senza causare vittime o danni. L’obiettivo era un’installazione militare USA.
Si trattava di una ritorsione per il bombardamento della Libia da parte degli Stati Uniti nell’operazione ‘El Dorado Canyon’.

MDG

Libia ultime notizie in diretta: le gheddafine in Libia per il Rais

3 agosto 2011 – Le gheddafine in Libia per il Rais

Un commando di modelle è da poco sbarcato sulle coste libiche per portare sostegno a Gheddafi e per testimoniare i disagi del popolo libico.
Non ci sono bombe che possano arrestare l’irrevocabile volontà dell’agguerrito trio.
Clio Evans, Yvonne De Vito e Rea Beko che potete vedere in questa fotogallery, sono arrivate a Tripoli lo scorso 29 luglio e vi resteranno ancora per diversi giorni.
Il terzetto coraggioso è capitanato da Alessandro Londero, patron dell’agenzia Hostessweb. La stessa agenzia che mesi fa ha reclutato centinaia di hostess bramose di assistere ai sermoni di Gheddafi sull’Islam.
Le tre ardite hanno dichiarato che uno degli scopi del loro pellegrinaggio in terra Libica è produrre ‘una serie di documenti che possano testimoniare la difficile situazione che sta attraversando la capitale libica come per altro il resto del paese’.

Non è una macchinazione per farsi pubblicità sulla pelle di un popolo devastato, sia chiaro. Come dichiara Loreno alla stampa, ‘La determinazione di partire è nata circa 4 settimane fa, quando i nostri amici in loco ci segnalavano un notevole disagio per i ripetuti attacchi delle forze Nato. Essi ci chiedevano di venire per testimoniare attraverso i nostri occhi quelli che a loro dire sarebbero stati dei crimini contro un popolo sovrano. Ci hanno spedito foto di bambini morti, di distruzioni di siti civili e di atrocità contro il popolo e le infrastrutture’.

Allah li protegga.

MDG

Libia ultime notizie in diretta: le gheddafine in Libia per il Rais

Elaborazione su foto AP/LaPresse

19 luglio 2011 – Vertice fra USA e Libia

Vertice fra uomini vicini a Gheddafi e alti funzionari statunitensi per cercare di trovare una soluzione al conflitto. Il portavoce governativo libico Mussa Ibrahim ha affermato che ‘è stato fatto un primo passo e ulteriori azioni sono benvenute’ perché il regime ‘non vuole rimanere fermo nel passato’.

Gli americano hanno ribadito la necessità che Gheddafi lasci il potere.
Giovedì scorso Washington ha riconosciuto ufficialmente l’autorità del governo dei ribelli libici.

MDG

Libia ultime notizie in diretta: Gheddafi escluso dai negoziati

18 luglio 2011 – I ribelli riconquistano Brega

I ribelli si sono ripresi Brega, importante città portuale più volte persa e ripresa. Ora l’esercito di Gheddafi sta ripiegando verso Bishr, più a ovest.

La conta delle vittime di quest’ultima operazione militare parla di 10 morti e 172 feriti, in gran parte dovuti agli scoppi delle mine..

Intanto in un messaggio audio rivolto a migliaia di persone radunate nel centro di Zawiya per una manifestazione pro-governativa Gheddafi ha sciorinato il suo solito repertorio fatto di ‘non mi arrenderò mai’, ‘non fuggirò mai’, eccetera eccetera: ‘Dopo che abbiamo dato i nostri figli come martiri non possiamo fare marcia indietro, né arrenderci… State tranquilli nelle vostre tombe, martiri, non vi tradiremo mai’.

MDG

14 luglio 2011 – Gheddafi rompe con l’Eni

E’ rottura fra il governo libico di Muammar Gheddafi e il gruppo italiano Eni. Lo ha annunciato il primo ministro di Tripoli.
Porta chiusa per gli italiani, ma non per gli altri gruppo petroliferi occidentali, purché questi ‘rivedano la loro partecipazione ai raid aerei’ in corso da tre mesi.

La ripercussione contro l’Italia si deve al fatto che il nostro paese aveva firmato un trattato di amicizia con la Libia che prevedeva un patto di non aggressione.
Ma l’Italia fa anche parte della NATO, in questo momento impegnata nei raid aerei.

5 luglio 2011 – 8mila tranci di pizza al giorno per i ribelli

C’è un esercito di pizzaioli che sfama le truppe dei ribelli libici. 8mila tranci di pizza al giorno, cucinati nei forni degli alberghi bombardati e distribuiti nelle zone del conflitto.
L’idea è venuta all’imprenditore Emad Daiki, titolare di una pizzeria a Stoccolma. Il signor Daiki è tornato nella sua terra di origine per fare la sua parte nella guerra contro il regime.
La notizia è stata diffusa dal Sydney Mording Herald.

Gheddafi non lascia il potere

Se volete la democrazia in Libia se ne può parlare, ma mio padre non lascerà mai il potere anche perché voi occidentali non avete possibilità di vincere questa guerra. Questo in sintesi il succo dell’intervista rilasciata da Saif al-Islam, uno dei figli del leader libico Gheddafi, alla TV francese Tf1.

Saif ha continuato a parlare spostando l’accento sul vero motivo della guerra: ‘Se ce l’avete con noi per il petrolio non avete che da parlarci, dai ribelli non avrete mai nulla perché non vinceranno mai’.

Intanto gli insorti hanno respinto la proposta di mediazione portata avanti dall’Unione africana e si preparano a marciare verso Tripoli, roccaforte di Gheddafi.

Dall’Italia armi ai ribelli

‘L’Italia ha fornito clandestinamente armi ai ribelli di Bengasi’. E’ quanto sostiene, esperto di servizi segreti e intrallazzi vari. In un articolo pubblicato su Globalist.it si legge che ‘L’invio di armi è stato fatto ai primi di marzo, proprio durante le fasi del conflitto libico, circa due settimane prima dell’inizio dei raid aerei contro Gheddafi’.
Sarà verro?

MDG

27 giugno 2011 – Gheddafi non parteciperà ai negoziati di pace

Muammar Gheddafi non parteciperà a eventuali negoziati sulla Libia. Lo riferiscono i capi di stato africani che stanno tessendo la difficile mediazione dell’Unione Africana per avviare trattative che pongano fine al conflitto.
I capi africani sono garantisti nei confronti di Gheddafi: per esempio il presidente sudafricano Jacob Zuma ha affermato che l’obiettivo dell’Onu non era quella di autorizzare una campagna per abbattere il regime o per uccidere Gheddafi. Zuma ha aggiunto che i bombardamenti hanno causato enormi perdite di vite civili nonché danni ‘indicibili’ alle infrastrutture.

Di diverso avviso Luis Moreno Ocampo, procuratore della Corte penale internazionale dell’Aja: ‘Bisogna arrestate il leader libico Muammar Gheddafi per mettere fine ai crimini di guerra e contro l’umanità commessi in Libia dall’inizio del conflitto’. In pratica per Ocampo tutta la resposabilità di quanto è successo è da imputare esclusivamente a Gheddafi.

MDG

24 giugno 2011 – Gheddafi si prepara a fuggire?

Ieri Gheddafi ha annunciato che resterà in zona di guerra, pronto a morire e combattere anche dall’aldilà. Solita retorica.
Secondo l’intelligence USA invece il leader libico potrebbe darsi alla fuga per rifugiarsi in una località più sicura fuori da Tripoli.
Ma prima di fuggire Gheddafi potrebbe mettere in atto un ultimo terribile colpo di coda. Forse un attentato, una strage o un altro gesto folle ed eclatante. ‘Gheddafi è un uomo pericoloso: prima di lasciare Tripoli non so cosa farà. Conto sulla forza del popolo di Tripoli, che non ha la mentalità delle tribù ma possiede una cultura pacifica’, ha commentato l’ambasciatore libico.

MDG

23 giugno 2011 – Combatterò anche dall’aldilà

Continuano i raid sugli obiettivi strategici libici e Gheddafi continua a sbraitare contro gli occidentali. Un giorno si vendicherà… un giorno ci colpirà… un giorno bla bla bla…
Dov’è la notizia, chiedete, se il copione si ripete sempre uguale ogni giorno?
La notizia è che siamo in guerra e non dobbiamo mai dimenticarlo. In questi giorni le bombe intelligentihanno causato a Tripoli e Sorman numerose vittime civili.
Gheddafi ammette di essere ormai condannato a morire, ma afferma che la sua battaglia contro l’Occidente ‘crociato’ proseguirà ‘fino nell’aldilà’. Bene: tieniti pronto.
Gheddafi ha aggiunto parole di dolore e rabbia: ‘Non c’è più alcuna possibilità di accordo dopo che avete ucciso i nostri figli e i nostri nipoti: non potrete tornare indietro’.

Il leader libico Muammar Gheddafi, in un messaggio audio trasmesso dalla tv di Stato libica mercoledì sera ha accusato i Paesi della Nato di omicidio e minacciato ritorsioni, dopo i due recenti raid – a Tripoli e a Sorman, 70 km a ovest della capitale – in cui hanno perso la vita numerosi civili.

MDG

13 giugno 2011 – Il rais gioca a scacchi mentre massacra il suo popolo
Come il Giove che dipinge farfalle di Dosso Dossi, Gheddafi si concede una distrazione mentre la sua attenzione dovrebbe essere rivolta a questioni ben più gravi.

La TV di stato libica ha mostrato alcune immagini di Gheddafi mentre gioca a scacchi col campione russo Kirsan Ilyumzhinov. Nelle immagini, anche Muhammad, il figlio maggiore di Gheddafi, che dirige la Federazione olimpica di scacchi libica.
La partita è durata un paio d’ore e si è svolta in uno degli edifici amministrativi della capitale. Almeno questo è quanto afferma lo scacchista russo.
‘Gheddafi – ha aggiunto Ilyumzhinov – ha detto che non ha alcuna intenzione di lasciare la Libia perché è la sua patria e la terra dove sono cresciuti e morti i suoi figli e i suoi nipoti’.

Intanto Report ha diffuso delle immagini tremende: si tratta di un documento inedito sulla guerra in Libia, un filmato girato da un uomo della scorta di un generale del regime che riprende le truppe nel corso delle conquiste di Ben Jawwad, Ras Lanuf, Brega fino alle porte di Bengasi.

9 giugno 2011 – Gheddafi ordinava stupri di massa

Orrore si aggiunge ad orrore: Gheddafi ha ordinato ai suoi soldati stupri di massa ai danni di figlie, madri, sorelle e mogli dei ribelli. E ha fatto anche distribuire Viagra ai suoi soldati per essere sicuro che eseguissero l’ordine.
Lo sostiene il procuratore Luis Moreno-Ocampo, alto magistrato che ha dichiarato di essere in possesso delle prove di rapimenti e torture.
Si tratta di ennesime prove che inchiodano Gheddafi per crimini contro l’umanità

8 giugno 2011 – Resterò qui vivo o morto

‘Resterò a Tripoli, vivo o morto’, ha proclamato solenne il colonnello Gheddafi dal suo nascondiglio. ‘Non abbiamo paura. Siamo più forti dei vostri missili’ così ha aggiunto nel messaggio audio consegnato alle TV libiche. Staremo a vedere.
Anche ieri i caccia NATO hanno continuato a bombardare il compound di Muammar Gheddafi
‘Non ci inginocchieremo, non ci arrenderemo… le tribù sconfiggeranno le bande armate’. Sì, ma come? Forse a Gheddafi manca l’esatta percezione della realtà. I nemici dell’Occidente cadono tutti come birilli, a maggior ragione quando c’è di mezzo il petrolio: Milošević, Saddam Hussein, Bin Laden… Forse il rais farebbe bene a fare testamento…
Era da più di una settimana che non si avevano più notizie del rais…

MDG

7 giugno 2011 – Bombe su Tripoli

Continuano i tentativi della NATO di far fuori Gheddafi. Una fortissima esplosione ha scosso il centro di Tripoli in mattinata.
Alcuni testimoni raccontano di aver visto una densa colonna di fumo levarsi dall’edificio dove si ritiene risieda Gheddafi.
La prima esplosione si è sentita alle 10:45. Poi altri tre botti.
Altri raid erano stati compiuti in nottata.

MDG

6 giugno 2011 – La propaganda comica di Gheddafi

I soldati del regime portano i giornalisti occidentali a zonzo per le zone di guerra per documentare la violenza dei bombardamenti Nato. Lorenzo Cremonesi su Corriere.it racconta il lato grottesco di questa propaganda.
Domenica mattina i funzionari del ministero dell’Informazione hanno caricato i giornalisti su un bus e li hanno portati a visitare la chiesa copta di San Marco: qualche finestra rotta, qualche muro un po’ scheggiato. Un’occhiata fuori e si vede chiaramente un enorme campo militare ridotto in macerie dalle bombe Nato. Ma subito intervengono i funzionari. “Vietato guardare fuori. Vietato riprendere immagini”, urlano. “Ma scusate, come potete farci credere che la Nato volesse colpire la chiesa?”, chiediamo. La visita termina in fretta. “This is big comic”, ammette uno di loro.
Cremonesi riporta altri esempi grossolani del tentativo di impressionare la stampa. Il più comico è questo: di notte i giornalisti sono stati portati a vedere una sorta di silos piantato a terra, forse il rottame di un missile scud. ‘E’ una bomba Nato’, assicurano i militari. Peccato che incisi sopra ci siano caratteri in cirillico…

MDG

31 maggio 2011 – Fallisce la mediazione di Zuma
Il tentativo del presidente sudafricano Jacob Zuma di convincere Gheddafi a una tregua è stato un flop. Il Colonnello, afferma Zuma, sarebbe disposto a garantire il cessate il fuoco se a tutto il popolo libico sarà data la possibilità di partecipare alle scelte per il proprio futuro.
Fathi Baja, il ministro degli Esteri del governo provvisorio di Bengasi, non ci sta: ‘Rifiutiamo completamente questa proposta, non è un’iniziativa politica, è soltanto una manovra di Gheddafi per dire che è ancora al potere’.
La guerra continua…

MDG

24 maggio 2011 – Notte di raid aerei su Tripoli

Il più grande martellamento dall’inizio della guerra, pardon: ‘missione di pace’
Notte di raid aerei Nato su Tripoli: a partire dall’una di notte (da noi era mezzanotte) incursioni aeree hanno avuto come obiettivo prioritario la zona di Bab Al-Aziziya, quartier generale di Gheddafi.
Almeno 15 le esplosioni udite, come riportano i testimoni.
Il governo libico dichiara che ci sarebbero almeno 3 morti e 150 feriti.
Intanto si passa al piano B: dopo i martellamenti indiscriminati con ‘bombe intelligenti’, arrivano azioni più mirate grazie agli elicotteri messi a disposizione da Francia e Inghilterra.
E l’Unione Europea ha varato nuove sanzioni contro il governo libico e ha deciso di riconoscere ufficialmente il consiglio nazionale degli insorti.

Stupri di massa: la BBC ha raccolto alcune testimonianze dei militari di Gheddafi ora prigionieri dei ribelli. Gli uomini raccontano orrende storie di stupri di guerra.
Una storia su tutte: due ragazzi di 17 e 21 anni hanno raccontato di avere violentato quattro donne: ‘Le ragazze non dicevano niente. Erano conciate piuttosto male perché prima di noi c’erano stati venti ufficiali che le avevano stuprate prima di noi‘.
Ma sarà vero? I ribelli hanno tutto l’interesse a dipingere i soldati del regime come dei mostri, quindi i ragazzi potrebbero essere stati costretti a inventare una storia.
Fatto sta che centinaia di stupri sono stati segnalati un po’ ovunque nei territori di guerra.

MDG

20 maggio 2011 – 8 navi libiche affondate dalla NATO

La NATO ha affondato otto navi da guerra della marina libica durante alcuni raid aerei notturni a Tripoli, Homs e Sirte.
E la TV libica ha diffuso nuove immagini del Colonnello. Gheddafi è ritratto insieme a Mohamed Ahmed Al Sharif, segretario generale del World Islamic Call Society di ritorno dalla Russia.
Gheddafi è in tenuta all black comprensiva di occhialoni scuri e sembra in buona salute. Ma sarà davvero lui o è un sosia? Così coperto potrebbe in effetti anche un impostore…

Libia: ultime notizie in diretta

MDG

18 maggio 2011 – I manichini esplosivi di Gheddafi

I manichini kamikaze: Gheddafi ha trovato la strategia vincente per rovesciare le sorti della guerra. Anzi ‘avrebbe trovato’, visto che la notizia viene da imprecisate fonti libiche che sono state riprese dall’inglese Guardian che sono poi state ri-riprese da Libero. E noi le ri-ri-prendiamo…

In pratica il colonnello avrebbe deciso di inviare verso l’Italia e verso le navi NATO dei gommoni con dei manichini e diversi chili di tritolo. La strategia è semplice quanto diabolica: appena arrivano i soccorsi… BOOOOOM!!

Ma noi occidentali non siamo mica quegli scemi che sembriamo: sembra infatti che gli Stati Uniti stiano mettendo in cantiere un nuovo laser da 15mila chilowatt in grado di far esplodere i barconi che contengono materiale dirompente. Siamo alla fanta-guerra.

Familiari in fuga: secondo il quotidiano Al-Quds Al-Arabi, Mohammad Gheddafi, figlio maggiore del rais libico, sarebbe fuggito in Tunisia, sull’isola di Djerba.
Al Jazeera riporta che anche la seconda moglie di Gheddafi, Safiya Farkash e la figlia Aysha sarebbero fuggite in Tunisia.

MDG

11 maggio 2011 – Nessuna notizia di Gheddafi

Dov’è Gheddafi? Nessuno lo sa con certezza. Da circa 10 giorni non si hanno più notizie del Colonnello. Secondo i ribelli, il raìs sarebbe fuggito in fretta e furia da Tripoli e si troverebbe adesso in una località imprecisata nel deserto di Ash Shurayf, a 400 chilometri a sud della capitale.
Almeno è quanto si legge nella pagina Facebook dei ribelli, ‘Intifada 17 febbraio’.
Da quella posizione Gheddafi potrebbe poi fuggire agilmente verso il vicino Ciad.
Ma sarà vero? Dopo i bombardamenti di ieri che hanno colpito due suoi bunker non si sa nemmeno se Gheddafi sia ancora vivo o meno.

Intanto continua l’emorragia di uomini dalle fila dell’esercito del raìs. Non passa giorno senza che ci siano diserzioni.

MDG

10 maggio 2011 – Colpito il bunker di Gheddafi

Colpiti due bunker di Gheddafi nel corso di 8 raid aerei.
Secondo funzionari libici, almeno 4 bambini sarebbero rimasti feriti, di cui due gravemente.
Non si sa al momento se il Colonnello sia vivo o morto.
Fra gli altri obiettivi dei bombardamenti, anche una sede dei servizi segreti libici ed uffici dell’amministrazione pubblica.
Udite anche esplosioni contro la televisione di Stato e l’agenzia ufficiale Jana.

Secondo il responsabile delle operazioni umanitarie Onu Valerie Amos circa 750mila libici sono fuggiti dal Paese dall’inizio del conflitto. E i flussi umani continuano incessanti. Fra le mete privilegiate, le nostre coste.

Intanto la Norvegia ha respinto la richiesta di asilo politico di Galina Kolotnitskaya, famosa per essere la procace infermiera bionda di Gheddafi.
La Kolotnitskaya era rientrata in Ucraina dopo otto anni e aveva chiesto asilo alla Norvegia in quanto ‘perseguitata dai giornalisti’.

MDG

9 maggio 2011 – I bambini soldato di Gheddafi

La denuncia di Pietro Del Re su Repubblica: Gheddafi avrebbe arruolato a forza bambini soldato, inesperti e terrorizzati, per contrastare ribelli e forze straniere.
Accade a Brega, terminal petrolifero strategico che Gheddafi tenta di difendere: per dirlo come va detto, chi controlla il petrolio ha dalla sua parte l’aiuto dell’Occidente.
Faraj Muhamad, comandante dei ribelli, o ‘Nuovo esercito delle forze democratiche’ come preferisce essere chiamato, cerca di vincere la sua battaglia senza spargere sangue innocente: ‘Le linee sono infarcite di bambini soldato e noi non possiamo sferrare l’attacco perché non li consideriamo nostri nemici e non vogliamo ucciderli. Contiamo sui raid della Nato per spaventarli e spingerli alla fuga, anche se non è detto che possano scappare, perché spesso le truppe del Colonnello fucilano chi abbandona i ranghi’.

MDG

29 aprile 2011 – Berlusconi pentito: dovevo avvertire Bossi

Raramente Silvio Berlusconi fa autocritica. Ebbene, la notizia del giorno è che il premier ha ammesso di essersi comportato in modo scorretto con Bossi: ‘Con Umberto ho sbagliato, ho commesso un errore, avrei dovuto avvertirlo prima’.
Prima, cioè, di stringere un accordo che impegna l’Italia a partecipare ai bombardamenti in Libia. Bombardamenti ai quali Bossi è contrario, ma non per motivi umanitari: teme che la Padania venga invasa dai clandestini.
Tuttavia il premier è sicuro di riuscire a recuperare il rapporto con il senatur: Con Bossi ci conosciamo da 20 anni, il governo non è affatto in pericolo, ma figuriamoci, non scherziamo con le cose serie, c’è qualcuno che si è montato la testa, ma non è Umberto.
Ma Bossi dal canto suo si smarca e tiene a precisare che se il governo persevererà nella linea interventista allora ‘può capitare di tutto’. La minaccia giunge da qualcuno che ha già fatto cadere un governo a Berlusconi nel 1994…

MDG

28 aprile 2011 – Frattura fra Berlusconi e Bossi. Prima missione di un aereo italiano

L’Italia in guerra: oggi c’è stata la prima missione dell’aeronautica italiana. Due Tornado partiti da Trapani sono decollati alla volta della Libia. Nel loro armamento dispositivi di puntamento ad altissima precisione in grado di colpire ‘bersagli selezionati’.
La conta dei morti fra i civili dall’inizio del conflitto è ardua. L’ambasciatore degli Stati Uniti a Tripoli, Gene Cretz parla di una cifra da capogiro che oscillerebbe fra i 10mila e i 30mila morti.

Reazioni politiche: la frattura fra Berlusconi e Bossi si fa sempre più profonda. Il senatur non accetta la partecipazione attiva ai bombardamenti in Libia e rinfaccia a Berlusconi il fatto che nell’ultimo Consiglio dei ministri il premier abbia respinto l’idea della partecipazione attiva dell’Italia alla missione di pace in Libia.
Il ministro dell’Interno, il leghista Roberto Maroni, rimette la questione al voto parlamentare: ‘Mi sembra inevitabile che ci sia un passaggio parlamentare su una cosa così rilevante. Lo chiede l’opposizione, noi non siamo contrari. Ho parlato con Bossi: la linea della Lega sulla questione della Libia non cambia, ed è quella espressa dal segretario e riportata dalla Padania’.

Bossi è lapidario: ‘Siamo diventati una colonia francese’. La battuta è riferita sul presunto appiattimento di Berlusconi sulle posizioni di Sarkozy.
Ma Bossi incalza: secondo il leader leghista l’azione di Berlusconi ha anche ‘travolto l’ottimo lavoro in senso contrario’ fatto da ‘Maroni e Tremonti: ha fatto far loro la figura dei cioccolatai’.
Maroni al momento esclude una crisi di governo: ‘Il governo è in pericolo solo se non fa quello che deve fare’.
Il punto è proprio questo: cosa dovrebbe fare, secondo la Lega, il governo?
Non partecipare alla guerra significa essere tagliati fuori quando i paesi belligeranti si spartiranno la torta della ricostruzione e quando saranno stretti rapporti commerciali e politici con il nuovo governo libico.

Sia Bossi che Berlusconi sono coerenti con la propria linea politica.
Bossi si era opposto anche ad altri interventi italiani in terra straniera, come in Afghanistan.
Berlusconi invece cerca di curare gli interessi italiani. Sul piatto ci sono diversi miliardi di euro legati al petrolio libico, ai gasdotti e agli investimenti italiani.

MDG

27 aprile 2011 – Bossi non ci sta
Polemiche fra Berlusconi e Bossi: il senatùr è contrario alla partecipazione italiana alla ‘missione di pace’ e minaccia di togliere l’appoggio al governo.
Berlusconi come al solito tranquillizza: ‘Con Umberto le cose si risolveranno presto. C’è stata un’incomprensione, ma risolveremo. D’altronde, chi avrebbe interesse a rompere ora?’
Voci di palazzo invece raccontano di una rottura insanabile fra i due leader.
In realtà Bossi ha tutto l’interesse a far cadere il governo, dal momento che il consenso di Berlusconi continua a scendere a causa degli scandali e delle vicende giudiziarie e la Lega è il bacino elettorale di riserva degli elettori scontenti del PDL.

MDG

27 aprile 2011 – Anche l’Italia partecipa ai bombardamenti

L’omicidio di Gheddafi potrà essere uno degli obiettivi ricercati dalla colazione per porre fine alla guerra. La proposta viene dal ministro britannico della Difesa Liam Fox che si è recato a colloquio a Washington con il capo del Pentagono Robert Gates. Riguardo la strage di civili in Libia, ‘tutti coloro che sono coinvolti devono sapere che rappresentano un nostro legittimo obiettivo’. Così ha dichiarato Fox.

L’Italia tradisce definitivamente l’ex alleato libico partecipando ai bombardamenti. Lo rende noto il ministro degli esteri Franco Frattini. La situazione è delicata perché l’Italia è sia alleata della NATO che della Libia. Con entrambi abbiamo redatto trattati di sostegno militare e strategico.

Le organizzazioni non governative di base in Libia denunciano indicibili atti di violenza ai danni dei civili. Secondo quanto riportato dal Daily Mail diversi bambini sarebbero stati obbligati dai militari libici ad assistere all’omicidio dei padri ed allo stupro delle madri. E stupri sui bambini sono stati riferiti a Misurata, Ajdabia e Ras-Lanuf.

MDG

22 aprile 2011 – Diserzioni di massa dei soldati di Gheddafi

Più di cento soldati di Gheddafi si sono consegnati nelle ultime ore alla frontiera tunisina, incalzati ormai dai ribelli anti-Gheddafi che li marcavano stretti sul versante occidentale della Libia.
I militari, consegnatisi a Dhiba ovviamente disarmati, avrebbero percorso a piedi i metri – pochi, circa duecento – che separano le due frontiere di Libia e Tunisia, territorio che ieri ha visto un feroce combattimento tra le due fazioni.
Nella zona, sono già stati eliminati i simboli del potere di Gheddafi: lo stemma monarchico dei ribelli ha sostituito il vessillo verde ed un trattore ha demolito il grande ritratto di Gheddafi che fino ad oggi segnava il territorio.
Tra i militari consegnati, ci sono anche 13 ufficiali. Si pensa che, con quest’ultimo attacco, le forze di terra libiche si siano ormai ridotte del 30-40%.

MDG

21 aprile 2011 – Uccisi due giornalisti

Due le notizie importanti di oggi.

Due giornalisti sono rimasti uccisi dalle bombe di Gheddafi: si tratta del giornalista inglese Tim Hetherington, già candidato all’Oscar per un documentario sull’Afghanistan, e del fotografo americano Chris Hondros, candidato al Pilitzer per le foto della guerra in Liberia.
L’ultimo tweet di Hetherington è stato questo: ‘Bombardamenti indiscriminati delle forze di Gheddafi, nessun segno della Nato’.

Intanto il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha annunciato la decisione di affiancare Gran Bretagna e Francia nell’addestramento dei ribelli libici: ‘Tra Italia e Gran Bretagna c’è la comune consapevolezza che occorre addestrare gli insorti, giovani desiderosi di battersi per la libertà, che però non hanno la necessaria capacità. Andremo a fornire il nostro know-how e aiutare a contrastare un esercito che invece è professionale’.
Ma il ministro ha anche escluso un imminente attacco da terra da parte delle nostre truppe.

MDG

20 aprile 2011 – Continuano gli sbarchi

Continuano senza sosta gli sbarchi di immigrati africani. Nell’ultimo, 17 bambini e 62 donne, alcune delle quali incinte. I migranti sono stati curati e trasferiti sulla nave Flaminia, che li porterà nei centri di accoglienza sparsi nelle varie regioni.

Gheddafi ci sommerge di immigrati clandestini come ritorsione per averlo scaricato. Non ha dubbi al riguardo il ministro degli Esteri Franco Frattini. D’altra parte il rais l’aveva annunciato: nel corso di una delle sue invettive alla TV libica aveva detto chiaro e tondo che l’Italia l’avrebbe pagata cara per aver partecipato alle operazioni Nato. Gheddafi aveva anche annunciato che senza di lui, l’Europa sarebbe stata invasa dai migranti africani.

MDG

11 aprile 2011 – Gheddafi cerca l’accordo

Gheddafi faceva il duro, ricordate?
Morirò qui, sarà un massacro, non posso dimettermi, sono un leader rivoluzionario, eccetera eccetera…
Adesso il rais ha capito che rischia l’osso del collo e vorrebbe fare la pace. Il colonnello ha infatti accettato il piano proposto dall’Unione Africana.
I ribelli accettano la tregua solo a patto che Muammar Gheddafi tolga le tende.
La pecondizione al negoziato, dicono i ribelli, è che le truppe di Gheddafi si ritirino dalle zone occupate e da Tripoli. Chiesta anche una cosa inaudita in un paese islamico: il rispetto della libertà di espressione.

5 aprile 2011 – Gheddafi minaccia di tagliare l’acqua

Non ci bombardate più oppure taglio l’acqua ai libici! E’ questa la minaccia disperata con la quale Gheddafi spera di rovesciare le sorti del conflitto. Peccato che se davvero la metterà in atto, i ribelli già esasperati cercheranno di accelerare i tempi per sbarazzarsi del rais più alla svelta.

In questo momento è in atto a Brega un duro scontro tra i fedeli del rais e gli insorti.

A Bengasi gli insorti sono scesi in piazza per protestare contro la coalizione NATO, colpevole, a loro dire, di non sostenerli abbastanza.

MDG

4 aprile 2011 – L’Italia scarica Gheddafi

Il governo italiano scarica definitivamente Gheddafi e riconosce i ribelli come unici e legittimi rappresentanti del popolo libico.

Saif e Saadi Gheddafi cercano di risolvere la situazione della Libia e di agevolare il passaggio del potere del padre, ossia il colonnello Muammar Gheddafi. A riportarlo è il Nwe York Times, che aggiunge che i fautori della trattativa sono i due fratelli e che la transizione sarebbe guidata da Saif.
Rimane ancora da chiarire se questa operazione è stata condivisa ed approvata dal rais, anche se la notizia era nell’aria già da qualche settimana quando il quotidiano Al Sharq Al Awsat aveva riportato una serie di incontri avutisi tra il figlio Saif ed alcuni funzionari dei Paesi europei ed americani per parlare della soluzione di sostituire Muammar per qualche anno, garantendo così il cessate il fuoco e l’avvio di accordi con i ribelli.

1 aprile 2011 – C’è un contatto con il peschereccio

Il Comando generale del Corpo delle Capitanerie di Porto comunica che è stato ristabilito un contatto con il peschereccio italiano ‘Mariella’ di Siracusa.
Il segnale di allarme lanciato dal capitano di bordo che aveva scatenato il caso, era infatti scaturito dall’avvicinamento di un’unità da guerra verso l’imbarcazione.
Intanto, la cerchia di Gheddafi perde pezzi: dopo la defezione di Mussa Kussa, ministro degli Esteri, e dell’ambasciatore della Libia all’Onu sembra che il regime del rais stia ormai per cadere. Inoltre sono in corso trattative tra la Gran Bretagna ed altri sei membri del regime per indurli a lasciare la cerchia di Gheddafi.
La Nato, da oggi, ha preso il comando delle operazioni in Libia, ed ha iniziato ad indagare sulla morte di 40 civili a Tripoli, vittime dei raid aerei.

SL

31 marzo 2011 Obama chiama Napolitano

Barack Obama ieri ha chiamato il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, da qualche giorno in visita a New York, complimentandosi per le manifestazioni in merito alla celebrazione del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia e ringraziandolo per l’appoggio alle operazioni in Libia sotto il comando della Nato.
Il presidente americano, riconosciuta la profonda conoscenza da parte dell’Italia del territorio libico, ha ribadito la volontà di continuare con consultazioni ravvicinate tra i due governi, così da riuscire a proteggere il popolo libico.
Nel frattempo, Reuters riporta che Obama ha già firmato un ordine segreto per appoggiare i ribelli libici tramite la Cia, operazioni che sembrano essere iniziate da un paio di settimane.
Ancora brutte notizie: dalla scorsa notte non si ha più traccia del peschereccio italiano ‘Mariella’ con tre persone a bordo, che stava svolgendo attività di pesca a 50 miglia al largo di Bengasi del golfo della Sirte. Si conoscono i nomi dei tre dispersi: il capobarca Angelo Miraglia, di 43 anni, Ernesto Leni, di 62, e Giuseppe Gennuso, di 56.

SL

30 marzo 2011 – Forse Gheddafi andrà in esilio

La conferenza di Londra si chiude presentando un possibile scenario di esilio del rais di Tripoli; inoltre, si inizia a sentire parlare anche della possibilità di armare i ribelli. Esiliare il rais, infatti, sembrerebbe essere ‘l’unico modo di fermare il bagno di sangue’, come dichiarato dal premier e ministro degli esteri del Qatar, Hamad bin Jabr al-Than.
Intanto, la situazione per gli insorti è drammatica: le forze di Gheddafi attaccano con le armi gli abitanti ‘e poi li lascia morire dissanguati in strada’, ha detto Cameron, e la Cnn parla di carneficina.
Per cercare di proteggere gli abitanti della città libica si è iniziato a parlare di armare i ribelli, come aveva proposto l’ambasciatore americano all’Onu Susan Rice. A ritenerlo possibile sono il segretario di Stato Hillary Clinton ed il presidente americano Barack Obama, ma ci sono delle voci dissidenti, come quella del segretario generale della Nato Andres Fogh Rasmussen che dichiara che la Nato sarà in Libia ‘per proteggere le popolazioni, non per armarle’.
L’obiettivo della conferenza di Londra era mostrare a Gheddafi una collaborazione tra più di 40 nazioni sovrane, unite nel cercare di distogliere il rais dai suoi intenti.

SL

29 marzo 2011 Gheddafi: ‘Siete come Hitler’

Gheddafi dichiara che l’offensiva ‘barbara’ in Libia può tranquillamente essere paragonata a quella di Hitler in Europa: questo è il messaggio lanciato al gruppo di contatto che oggi si riunirà a Londra.
Intanto, il leader politico dei dissidenti libici, nonchè presidente del Comitato nazionale di transizione Mustafa Abdel Jalil ha dichiarato, durante la trasmissione italiana di informazione politica Porta a Porta, che la Libia post-Gheddafi rispetterà tutti gli accordi stipulati con l’Italia, comprendendo tra questi anche quelli riguardanti la lotta all’emigrazione clandestina e gli accordi petroliferi con l’Eni.
Le rassicurazioni di Jalil sono avvenute durante un confronto a distanza, nel contesto della trasmissione televisiva, con il viceministro degli Affari Esteri, Khaled Kaim, che, invece, accusava la coalizione internazionale di cercare di arrivare ad una situazione di stallo, con una conseguente scissione in due fazioni avverse della Libia.

SL

28 marzo 2011 – Stupri di guerra

Gli insorti bluffano: ‘Sirte è nostra e ora andiamo verso Tripoli’, ma i fedeli di Gheddafi smentiscono: ‘Li abbiamo fermati a 140 km dalla città’. I giornalisti confermano.
Il bluff degli insorti doveva servire ad incoraggiare gli altri ribelli: chi controlla quella zona mette le mani sull’area petrolifera in Cirenaica. E chi controlla il petrolio viene favorito dalla NATO, come al solito.

Si parla anche di presunti stupri: una donna si è presentata in un hotel occupato da giornalisti occidentali denunciando di essere stata stuprata ad un posto di blocco.
Secondo il governo si tratta di una prostituta che cerca pubblicità. Ecco il video:

Ma anche i medici di Ajdabiya parlano di stupri: i fedelissimi di Gheddafi avrebbero commesso violenze sessuali su diverse donne della città, colpevoli di aver espresso sostegno alla rivolta.
Lo stupro viene spesso utilizzato come arma di guerra, di solito fra etnie diverse.
Terribili casi di stupri di massa si ebbero in anni recenti: nei Balcani nella guerra fra Serbi e Bosniaci e in Rwanda, nel genocidio degli Hutu.

MDG

25 marzo 2011 La NATO al comando

Il governo esulta perché il comando delle missioni militari è passato sotto il comando Nato. Scongiurato così il rischio che i francesi potessero prendere le redini dell’operazione e pretendere in futuro una fetta più grande del bottino di guerra, rappresentato da gas e petrolio.

Nell’ultimo mese quasi 10.000 persone sono morte negli scontri di piazza. Il bilancio è stato fornito dai ribelli, ma il loro portavoce Mustafa Geriani non esclude che il numero possa essere ben più alto.

Continuano gli sbarchi di profughi. Individuato il barcone con 300 eritrei disperso al largo di Lampedusa. In Italia rispetto per i rifugiati di guerra, ma nessuno vuole accoglierli. Dopo i lampedusani, anche il sindaco di Milano Letizia Moratti rifiuta l’accoglienza.

MDG

22 marzo 2011 – Terza notte di bombardamenti

Terza notte di bombardamenti in Libia. La coalizione martella Tripoli e Sirte per cercare di azzerare la difesa aerea libica.
Gheddafi resiste e contrattacca. Colpito un F15 americano. Il pilota si è salvato.
Colpi di contraerea anche vicino a Bab al-Aziziya, la zona dove è rintanato Gheddafi, sepolto vivo in un bunker.
Scudi umani sono utilizzati da Gheddafi per dissuadere gli aerei nemici dalle operazioni. Poi anche in caso di attacco Gheddafi avrebbe il vantaggio di poter esibire stragi occidentali sul territorio libico.
Secondo il regime, i sostenitori si sarebbero offerti volontari. Ma si parla anche di civili costretti a farlo contro la loro volontà. Anche giornalisti stranieri verrebbero utilizzati come scudi umani.
Intanto la coalizione scricchiola: finora le operazioni della missione ‘Odyssey dawn’ sono state condotte da Usa, Francia e Gran Bretagna. L’Italia esige il passaggio del comando alla Nato. In caso contrario minaccia di riprendersi le sette basi militari messe a disposizione della coalizione e di provvedere a un comando separato.

MDG

21 marzo 2011 – Gheddafi sotto attacco

L’operazione Odissea giunge al terzo giorno.
Sebbene l’omicidio di Gheddafi non sia negli obietti dell’attacco ieri è stato assaltato il complesso di Bab al Aziziya a Tripoli, la residenza del rais.
A Bengasi infuria la battaglia nelle strade. La Bbc segnala anche uso di mortai e granate.
I bombardamenti continuano. In azione anche Tornado italiani.
Non si sa nulla del rimorchiatore italiano Asso 22, di cui ieri uomini armati hanno preso il controllo nel porto di Tripoli.
Secondo alcune voci non confermate sarebbe stato ucciso uno dei figli del colonnello, Khamis Gheddafi. Il giovane sarebbe rimasto ucciso da un pilota dell’aviazione libica passato con i ribelli.

MDG

2 marzo 2011 I ribelli conquistano Nalut, Gheddafi reagisce con le bombe

Libia: Nalut occupata dai ribelli

  • Nalut è in mano ai ribelli
  • Camera da letto di Gheddafi
  • Ritratto di Gheddafi
  • Mercato nero delle munizioni
  • In coda per la benzina

Libia ultime notizie: dopo aver perso la città di Nalut conquistata dai ribelli, Gheddafi ha dato ordine all’aviazione di bombardare Brega per far piazza pulita dei rivoltosi. Il regime ha anche inviato 500 veicoli blindati per spegnere ogni focolaio di rivolta nelle strade.
La situazione continua a diventare sempre più critica e aumentano gli sbarchi dei profughi sulle coste italiane. Il governo libico ha chiaramente altro a cui pensare e le acque territoriali e le frontiere non vengono più pattugliate.

In Libia, infatti, sono presenti circa due milioni e mezzo di clandestini, entrati nel Paese a causa dell’impossibilità di controllare le frontiere a Sud.
A Lampedusa, dopo una pausa di una settimana, un barcone con 347 profughi marocchini è approdato intorno alle 2.30 nel porto scortato dalle imbarcazioni guardia costiera. Il barcone, complessivamente lungo ca. 15 metri, era stato avvistato già ieri sera mentre era ancora in acque territoriali tunisine. Inoltre, è stato registrato un ulteriore sbarco a Linosa, dove sono stati bloccati 22 extracomunitari.

MDG

Aggiornamenti Twitter in diretta


Commenti (14)

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento
bart
bart 4 March 2011, 12:54
VA:F [1.6.5_908]
0 Punti

La rivolta in Libia è stato uno degli eventi più toccanti degli ultimi anni… ma perchè si deve arrivare a questo per poter vivere nel proprio paese ed avere riconosciuti i diritti fondamentali dell’essere umano sanciti dall’ONU nel 1948? Non si poteva risolvere il problema prima e senza spargimento di sangue?

Rispondi Segnala abuso
giulia
giulia 4 March 2011, 16:47
VN:F [1.6.5_908]
0 Punti

Certe notizie sulla Libia e su Gheddafi vorrei davvero evitare di leggerle certe volte. Riesce a fare delle dichiarazioni da fare rizzare i capelli in testa, senza contare il vero e proprio genocidio che sta perpetrando.

Rispondi Segnala abuso
Stellamari
Stellamari 4 March 2011, 17:07
VA:F [1.6.5_908]
0 Punti

Le scene della rivolta in Libia sono strazianti a mio parere. Sembra stia arrivando davvero la fine del mondo. E comunque secondo me Gheddafi è morto. Non può non essersi suicidato, non può non aver alcun senso di colpa davanti a tali scene.

Rispondi Segnala abuso
Stefano
Stefano 4 March 2011, 17:13
VA:F [1.6.5_908]
0 Punti

Le proteste in Libia, come quelle di molti altri paesi medioorientali, ha dimostrato che una grande fetta della popolazione è LAICAMENTE stanca di soprusi e sacrifici. In nome di cosa poi? I dittatori dei paesi mediorientali inneggiano all’odio verso l’occidente per coprire i loro loschi affari e ricoprire se stessi e le loro famiglie d’oro, a scapito di una popolazione poverissima che soffre la fame. Sono contento che tutto questo sia successo, e se alla fine conteremo migliaia di morti, saranno eroi caduti per la libertà e la salvezza della loro patria

Rispondi Segnala abuso
Cristiana
Cristiana 4 March 2011, 17:31
VA:F [1.6.5_908]
0 Punti

Spero che la rivolta in libia abbia presto fine: Gheddafi è da troppo tempo che (immeritatamente) è al potere. E’ arrivata l’ora di cambiare

Rispondi Segnala abuso
orco
orco 4 March 2011, 17:42
VA:F [1.6.5_908]
0 Punti

in libia rivolta = libertà. E dopo 40 di dittatura evviva la rivolta di un popolo che rivuole la sua dignitàààà!!!

Rispondi Segnala abuso
Caligola
Caligola 4 March 2011, 17:52
VA:F [1.6.5_908]
0 Punti

il libia le proteste non porteranno a niente. i paesi dell’islam non sono posti adatti alla democrazia. arriverà solo un altro dittatore

Rispondi Segnala abuso
Stefanino
Stefanino 4 March 2011, 17:54
VA:F [1.6.5_908]
0 Punti

La rivolta in Libia segnerà la fine di Gheddafi e di un’epoca di dittatura che da troppo l’Occidente ha accettato solo per comodità ed interessi economici (vedi scorte di petrolio)

Rispondi Segnala abuso
Simonetta
Simonetta 4 March 2011, 17:56
VA:F [1.6.5_908]
0 Punti

Gheddafi dice che resterà al potere fino alla morte ma spero allora che la fine della rivolta in Libia finisca presto proprio con la sua morte

Rispondi Segnala abuso
Glande & Glosso
Glande & Glosso 8 March 2011, 18:55
VA:F [1.6.5_908]
0 Punti

libia… storia che finisce male secondo me…

Rispondi Segnala abuso
cucciolosexy
cucciolosexy 29 July 2011, 00:49
VN:F [1.6.5_908]
0 Punti

ragazzi,voi sapete qualcosa sulla nave partita da spezia?? la nave militare che è partita questa mattina all’alba x raggiungere le acque della libia,vicino tripoli… se sapete qualcosa,fatemi sapere,ok?? non so più come fare x avere notizie.. :(

Rispondi Segnala abuso
Jeppe
Jeppe 8 August 2011, 15:30
VN:F [1.6.5_908]
0 Punti

Allora e vero che anche i coccodrilli piangono.Ma per tanto che pianga non paghera mai le lacrime versate dal suo popolo.Speriamo gli facciano fare la fine di mubarak a lui e alla sua stirpe i serpenti vanno schiacciati.

Rispondi Segnala abuso
Yvonne Di Vito
Yvonne Di Vito 10 August 2011, 16:55
VA:F [1.6.5_908]
0 Punti

Tripoli 08-08-2011

“Siamo un gruppo di Italiani arrivati in Libia il 28 luglio, 4 uomini e 4 donne, che vengono come privati e non come membri di un’agenzia, stiamo cercando di fare qualcosa per questa gente, raccontare quanto stiamo vedendo, sensibilizzare i media e provare ad attivare un’azione umanitaria che possa portare viveri e servizi. La situazione a Tripoli al nostro arrivo sembrava buona, dopo un difficile viaggio di attraversamento della frontiera tunisina dal versante di Djerba, siamo arrivati a Tripoli passando dal confine di Ras Ajdir e poi lungo la pericolosa strada costiera verso Sabratha e Tajura.

La situazione al confine mostrava forti tensioni in quanto sia da una parte che dall’altra vi erano file chilometriche di migranti, molti libici rientravano per passare il Ramadan nella loro martoriata terra, altre persone uscivano per rientrare in Tunisia o per provare a fare rifornimento di benzina.

Attualmente il carburante è uno dei problemi più evidenti, i due soli distributori incontrati nel viaggio notturno (circa 300 km) erano letteralmente assediati dalle vetture in attesa della riapertura, ci saranno state 2-3000 auto in attesa per ogni distributore, i libici si danno il cambio, una persona si occupa di 8-9-10 auto, le sposta a mano una ad una avanzando faticosamente di pochi metri ogni ora, probabilmente ci vorranno diversi giorni di attesa per arrivare finalmente alla pompa, sperando che nel frattempo quest’ultima avesse ancora sufficiente riserve di carburante. (Speranza svanita in quanto al rientro non c’erano più file, la benzina era introvabile).

Arrivati nell’albergo dei giornalisti, (Rixos un 5 stelle) l’unico hotel realmente operativo, abbiamo cominciato a percepire le prime bombe, i boati hanno continuato per tutto il periodo, con una piccola tregua tra il 1 ed il 2 agosto, poi sono ripresi più forti che mai. Incredibilmente dopo 2-3 giorni ci abbiamo fatto l’abitudine, il suono delle bombe è diventato una macabra colonna sonora che accompagnava le nostre ore. La gente a Tripoli come nelle città di questa parte del paese: Zuwarah, Surman, Az-Zawiyah, Zlitan ecc… è profondamente colpita, questa guerra ha generato nel popolo un dignitoso senso di unità e collaborazione, si sono organizzati con delle vetture che caricano chi è rimasto a piedi (la maggior parte) chi ha la macchina senza benzina dà un dinaro a chi ha ancora un mezzo marciante, i mezzi pubblici sono praticamente inesistenti, i negozi aperti cominciano ad essere pochi,cominciano a scarseggiare viveri e beni di prima necessità.

La Nato continua a bombardare, colpisce obbiettivi militari ed a volte “sbagliando?!” anche civili; tra gli obbiettivi degli ultimi giorni ci sono purtroppo anche importanti servizi civili: centrali elettriche, condotte, mezzi di informazione, la città rimane spesso senza luce ed acqua. Il bombardamento sistematico nulla ha a che vedere con la no” fly-zone”, ad ogni modo quest’ultima qualora fosse stata eseguita correttamente sarebbe stata comunque priva di ogni fondamento giuridico non essendo applicabile a conflitti interni.

Il 31 agosto è stata bombardata anche la Tv libica,con lei è stata bombardata la libertà di informazione dopo poche ore di buio il segnale è tornato, la NATO ha giustificato il bombardamento delle antenne (sono morte 3 persone e ferite 15) dicendo che le immagini incitavano alla violenza. Invece noi le abbiamo viste: le immagini riportavano gente che manifestava, documenti di guerra, interviste, tg, propaganda politica ed ogni tanto qualche soap opera o spot pubblicitario.

Dal primo agosto in Libia si festeggia il Ramadan e si pratica il digiuno, non si mangia ne’ si beve dalle 5 del mattino alle 8 di sera circa, quando la sera si aprono i frigoriferi si trova solo merce che si sta o è già deteriorata, 2 giorni senza corrente a 35-37 gradi significa mandare tutto in malora. Da lontano non è possibile capire cosa vi sia dietro queste difficoltà: dove non c’è benzina per andare a comprare provviste dove i supermercati si svuotano sempre piu’ e le scorte si deteriorano per mancanza di elettricità…dietro a tutto questo ci sono persone che prima stavano bene ed ora hanno una vita distrutta, ci sono bambini piccoli che non hanno più il latte, malati di diabete che non possono tenere al fresco l’insulina… (piccoli concreti esempi a cui non si pensa da lontano).

Purtroppo la risoluzione ONU 1973 sembra che comprenda e preveda anche il ridurre un popolo allo stremo così che non possa attaccare o difendersi in quanto privo di sostentamenti, “stremato” per l’appunto. I più deboli, bimbi ed anziani sono i più colpiti, la gente fa del tutto per far vedere che la normalità continua, il venerdì le spiagge si riempiono mentre sopra nel cielo si sentono inquietanti ronzii di caccia che scorrazzano indisturbati sopra le loro teste, l’aviazione e la marina sono state annientate dai raid Nato così che passeggiare in volo su Tripoli è un tranquillo gioco da ragazzi. L’unica difesa ora è l’artiglieria leggera, il popolo ha kalashnikov distribuiti a milioni.

Dopo la preghiera la gente scende nelle piazze e grida tutta la sua rabbia guardando in cielo gli aerei delle forze alleate che per nulla impietositi continuano la loro opera di ”protezione dei civili” .

Il 4 agosto una parte del mio gruppo è rientrato in Italia, la situazione si sta facendo troppo pericolosa, ieri anche mia moglie Yvonne è rientrata, sono rimasto solo in quanto sto cercando di organizzare alcune pratiche burocratiche per l’invio di viveri, medicinali e carburante.

Non essendo partito con gli altri ho il problema del viaggio di ritorno, la auto del protocollo che ci hanno dato una mano in questi giorni sono impegnate, sembra sia arrivata una delegazione dell’Onu che è qui per vedere come sta andando l’azione di “intervento umanitario”

Il 3 agosto sono andato insieme ai giornalisti a Zlitan, il giorno prima in una conferenza stampa il portavoce libico Mussa Ibrahim ci aveva detto che si poteva andare l’indomani a fare una visita in questa città che dista pochi km da Misurata e dal fronte, lungo la strada solita desolazione e carenza di servizi. Appena arrivati abbiamo notato diverse abitazioni e strutture abbattute, in una c’era ancora tanta gente che protestava e sostava sulle macerie, sembra siano morte 4 persone, 2 bambini la madre e la nonna, l’obbiettivo un professore che dicono fosse amico della famiglia del leader e “sembra” si sia salvato, le bombe hanno colpito la casa all’alba, qualcuno dice che la casa fosse troppo bella per un professore, quindi una specie di subdola legittimazione del bombardamento e dell’assassinio. Proseguiamo, dovevamo andare a visitare un ospedale, ci fanno deviare, sembra ci sia un funerale di alcune persone morte all’alba, arriviamo in una specie di moschea dimessa, all’interno ci sono alcune centinaia di persone che pregano, in fondo alla sala 3 bare in fila vengono colpite da raggi di sole che le attraversando le inferriate disegnano un tragico mosaico di luci. Finita la preghiera la gente si avvicina alle bare, aprono i lenzuoli che nascondevano gli orrori, scorgiamo le figure terribilmente oltraggiate di 2 bambini ed un adulto, ci sono due uomini che piangono più degli altri, uno è il padre, l’altro è il fratello di una delle vittime, i volti di quelle piccole vittime sono terrificanti, qualche giornalista si fa scappare qualche lacrima, questa è la guerra, questo è quanto non vedranno mai dai loro aerei i piloti che sparano pensando di portare aiuto ma che spesso scaricano solo morte e devastazione. Aspettiamo che la gente seppellisca queste povere vittime, al termine vediamo che il fratello di uno di queste spara in alto con un mitra, sembra voler far uscire dalla canna tutta la sua devastazione emotiva e l’odio verso chi li sta massacrando, guarda il cielo e grida qualcosa in arabo, non so cosa dica ma tutti possono immaginare: “guardate cosa avete fatto, che colpa hanno queste creature, perche ci odiate? Perche non ci lasciate in pace?”.

Rientrando , passiamo davanti ad una scuola, totalmente devastata dalla bombe, chiedo ad un bambino se sa perchè è stata colpita, mi risponde scherzando che è stato Ibrahim che la ha abbattuta perche’ non voleva andare a scuola…, poi anziché ridere della propri battuta mi guarda con rancore perchè ha capito che sono italiano, si gira e se ne va senza più voltarsi.

La scuola è stata colpita alle 5.30 del mattino, qualche giornalista ci dice che colpiscono in quelle ore perchè sanno che i bambini non sono ancora sui banchi.. Ribatto: -“ ma perchè una scuola?” La risposta è preoccupante: -“perchè qui si potrebbero nascondere delle truppe o soldati del regime che riposano durante la notte non potendolo fare tranquillamente nelle caserme CHE SONO facile bersaglio dei raid aerei.”

Ciò significa che tutto è lecito, che se si bombarda una scuola, un ospedale pediatrico, una moschea… si può sempre dire che è un intervento lecito…

Sono certo che il regime libico possa attuare anche questi mezzi, chi può biasimarli, mandare i suoi uomini a rifocillarsi in caserme dove gli aeri alleati non aspettano altro che siano riuniti per farli fuori tutti non è certamente una buona idea, pensano che in una scuola non saranno mai colpiti… quindi è il cane che si morde la coda, il regime pensa di usare siti civili per poter provare a difendersi e la NATO che li bombarda perchè ha l’ordine di difendere gli uni uccidendo gli altri.

Questa è la guerra, intanto noi italiani, i francesi, gli inglesi, gli americani ed ovviamente i loro Presidenti, si preparano ad andare in vacanza, fa nulla se quando torniamo saranno morti altri migliaia di militari e civili libici, “la guerra si doveva fare e la facciamo, ma non parliamo dei civili morti, pensiamo che la nostra guerra è contro Gheddafi, lui è antipatico, quindi se facciamo capire che la guerra è contro di lui va bene”.

Come sostengono molte autorevoli voci , la Nato ha già perso questa guerra e con lei la faccia quando milioni di persone sono scese in piazza contro questo intervento e a favore del Leader, possono cercare di nascondere tutto questo al mondo con l’aiuto dei media che filtrano e censurano ciò che non deve arrivare ma prima o poi la verità uscirà fuori.

Se la gente vede le facce di questi innocenti, forse potrebbe capire che tanto buoni non siamo e che questa guerra si doveva evitare e si deve fermare prima che vada a morire anche il nostro ultimo briciolo di dignità.

Alessando Londero
PS. abbiamo diverse foto che documentano la tragedia di Zlitan per chi le volesse.

P.S Qualche giornalista/blog avrà difficoltà a raccogliere questa lettera/denuncia, a meno che non scriva che sono arrivate le “Gheddafine”, perchè raccontare una visione tragica di questa tragedia forse non interessa a nessuno, è certamente più accattivante un articolo dove si costruisce una notizia di colore, fa nulla se per questo si stravolge la realtà: si buttano foto di morte e si cercano sul web foto di moda, si cambia il titolo rendendolo curioso o peggio ridicolo ed il gioco è fatto.
Ma in fondo se pensiamo a quanto fa la NATO, la dignità di questi comportamenti al cospetto sarebbe meno calpestata ; quindi se vogliono scrivere le Gheddafine di Hostessweb.it arrivano a Tripoli… si servano pure.

Rispondi Segnala abuso
Jeppe
Jeppe 14 August 2011, 22:40
VN:F [1.6.5_908]
0 Punti

x Ivonne.Certo ti sbattono un paio di lati B di questa o quella sedicente attrice ,chi si e scopato chi, un po di gossip,un po di calcio(calcioììì) loro risolvono tutto per avere notizie vere e scrivere la verita e molto piu rischioso e costoso,tanto lo stipendio arriva ugualmente.complimenti x il suo articolo

Ps.e anche un grazie a tuttogratis che vi ha ospitati.

Segnala abuso
SEGUI TUTTOGRATIS

© 1998-2013 Trilud S.p.A. - P.iva: 13059540156 - Tutti i diritti riservati

Tuttogratis.it, testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano n° 314/08