Tassisti e camionisti: quando le proteste di pochi calpestano i diritti di tutti

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blocchi tir

Le immagini diffuse ieri dalle televisioni sulle proteste degli autotrasportatori in tutta Italia, con l’aggiunta dell’ennesimo sciopero dei tassisti, hanno restituito l’immagine di un paese allo sbando, sull’orlo di un collasso civile, con i cittadini presi dal panico che hanno paralizzato le città con lunghe file ai distributori, nel timore di rimanere senza carburante. Ancora una volta in Italia, le proteste di pochi calpestano i diritti di tutti.

  • Autostrada A1 in tilt
  • Autostrada bloccata
  • Autotrasportatori
  • Blocco tir A1
  • Blocco tir Roma - Napoli

Da tempo immemore, in Italia, qualsiasi tentativo di riforma e di ammodernamento venga ipotizzato trova un muro invalicabile, costituito dalle corporazioni che difendono i loro interessi, interessi particolari che possono costituire un danno all’interesse generale, al bene pubblico, quindi di ogni cittadino. I blocchi degli autotrasportatori sono un esempio paradossale: lamentano aumenti insostenibili per benzina, pedaggi e assicurazioni, eppure le liberalizzazioni sono intervenute o promettono di intervenire proprio in questi settori, aumentando la concorrenza e quindi favorendo la diminuzione dei prezzi. Ancora più paradossale è il fatto che solo settemila autotrasportatori hanno aderito allo sciopero, contro i novantamila che non hanno appoggiato l’iniziativa, eppure hanno scatenato l’inferno.

E veniamo ai tassisti: paralisi per dieci giorni, atti di aggressione, centinaia di denunce per interruzione di servizio perché non vogliono che vengano rilasciate altre licenze. E al cittadino chi ci pensa? I tassisti dicono di essere già troppi, eppure gli studi di settore rivelano che un quarto delle chiamate è inevaso, senza contare che esiste una fascia di cittadinanza che oggi non usufruisce del servizio perché il prezzo è troppo elevato. Ma potremo andare avanti con farmacisti, avvocati, professionisti in genere, che promettono anch’essi scioperi e manifestazioni di protesta.

Se c’è un lato positivo nella drammatica situazione dell’Italia attuale è che la crisi, ogni crisi, è anche un’opportunità di cambiamento. Perché una cosa deve essere chiara, o l’Italia cambia o affonderà, e non perché ce lo chiede l’Europa, per colpa degli speculatori o chicchessia, ma perché il paese è crollato sotto il peso delle sue contraddizioni: l’Italia dei furbi, dell’immobilismo perenne, delle corporazioni e degli ordini professionali non può più sopravvivere, e solo nel sacrificio collettivo riscopriremo la bellezza e l’importanza dell’interesse generale, di quel bene pubblico che solitamente chiamiamo con il nome di ‘Stato’.

lun 24/01/2012 da Giulio Ragni in Farmaci, Peculato, Proteste, sciopero.

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AlfredoE
AlfredoE 24 January 2012, 14:58
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non mi piace il vostro titolo molto di parte e non rispetta la libertà di ogni persona di poter criticare le scelte scellerate del governo! Dà noia a molti che nessuna forza politica conduca questa protesta la libertà non a nome e cognome! Io dico sarebbe l’ora di dare un calcio nel c…o a tutti i politici che di volta in volta anno affamato l’Italia a cominciare dal falso giustizialista Di Pietro mise in gattabuia chi pareva a lui lasciando fuori dalle indagini personaggi della sinistra! Le colpe si devono ricercare indietro nel tempo quando la D.C ci fece vivere al di sopra delle nostre possibilità solo per avere il voto! Nel 1980 ogni bimbo che nasceva in Italia aveva ereditato 30 milioni di debito pubblico debito fatto con il beneplacito di tutte le forze politiche! non vi sarete scordati il salvataggio del governo Andreotti Berlinguer inventò la NON SFIDUCIA! bisogna cambiare!

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dario
dario 24 January 2012, 20:30
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-1 Punti

corporazioni? che ne dite dei dipendenti comunali,provinciali,regionali,nazionali ecc.ecc.chi ne ha più ne metta..queste persone sono il vero tarlo della inettitudine del principe che cerca con ogni mezzo di dare le colpen al cittadini pensionato e lavoratore mentre sanno a priori che il dissanguamento è dovuto a costi ora insostenibili e ora nascoti a tutti, e che dire dei sindacati unica forma che percepisce utili e non paga nessuna tassa,perchè? semplice sono e rimangono il serbatoio dei partiti che ci rappresentano! ecominciare da qui a ridurre questi ignobili stipendi del 30%_ 35% e portare le pensioni a tutti senza differenza a 2000 ero mensili il massimo concesso.che ne dite?

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