Musica e alcolici: rap e R&B incitano i giovani a bere?

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Musica e alcolici: rap e R&B incitano i giovani al loro consumo?

È luogo comune piuttosto diffuso quello che vorrebbe i giovani appassionati di musica R&B, rap, hip-hop e simili come degli sballati; ora uno studio eseguito dall’Università di Pittsburgh parrebbe confermare questo pregiudizio. Stando ai risultati della ricerca, infatti, le canzoni di questo tipo di musica, con i loro ‘racconti’ di vite sregolate, caratterizzate da lusso e feste a base di sesso e droga, non sarebbero altro, in sostanza, che efficaci spot pubblicitari di sostanze alcoliche.

La ricerca è stata eseguita analizzando i testi di 793 tra le canzoni di questi generi musicali più popolari nel biennio 2005-2007: ciò che ne emerso è che in media una canzone su quattro menziona prodotti alcolici, facendo riferimento molto spesso ad un marchio ben preciso. Ciò significa che in un’ora un marchio di bevanda alcolica compare 2,4 volte e, considerando che un giovane, in media, ascolta ogni giorno circa due ore e mezza di musica, tale dato diventa significativo.

Secondo i ricercatori questi numerosi riferimenti a marche specifiche non sarebbero casuali, ma legati al fatto che esiste una forte connessione tra industria musicale e produttori di alcolici: la Seagram, la più grande compagnia di distillazione del mondo, ha posseduto la Polygram e la Universal dal ’95 al 2001, e sono molti i cantanti hip hop e rap che hanno dato vita ad una loro marca di alcoolici o hanno figurato come testimonial.

gio 20/10/2011 da Gea Ferraris in Alcool, pubblicità.

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