Lotterie istantanee: un canadese scopre il trucco per comprare i biglietti vincenti

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Lotterie istantanee: un canadese scopre il trucco per comprare i biglietti vincenti


Le lotterie istantanee sono una bella tentazione: soldi facili, un bel pacco di soldi facili, guadagnati con minima spesa e minimo sforzo. Soldi facili solo in apparenza, a dire il vero, nonstante quanto ne possa dire la pubblicità che, si sa, tira acqua al suo mulino senza essere del tutto sincera: perché i biglietti vincenti non sono molti, e beccarne uno è decisamente poco probabile. Questo perché, si pensa, l’acquisto di un biglietto fortunato o meno dipende del tutto dal caso. Ma uno statistico canadese ha scoperto che in realtà non è così.

Il dottor Mohan Srivastava, che vive e lavora a Toronto, in Canada, aveva trovato un giorno un biglietto del Gratta e Vinci abbandonato in ufficio. L’uomo, che come detto è un consulente di analisi statistica, aveva provato a giocare. Aveva effettivamente vinto qualcosa, ma non è stata la febbre del guadagno facile (aveva ricavato infatti solo tre dollari) ad appassionarlo al gioco: no, la sua mente di matematico voleva scoprire se quella sequenza di numeri fosse davvero casuale, o se invece fosse governata da una qualche formula calcolabile.

Dopo studi e calcoli durati alcuni giorni, l’incredibile scoperta: i numeri non sono casuali, ma obbediscono in effetti ad un algoritmo creato dai produttori dei biglietti in modo da poterne tenere traccia. E il dottor Srivastava è riuscito a calcolarlo.

Cosa ne ha fatto? Non si è precipitato alla tabaccheria più vicina come chiunque probabilmente avrebbe fatto, ma ha scritto alla ditta produttrice, la Ontario Lottery, per informarla che aveva scoperto il ‘trucco’.

Non ricevendo risposta, ancora una volta non si è perso d’animo: ha acquistato venti biglietti e li ha spediti alla Ontario, divisi in due gruppi, perdenti e vincenti, ovviamente grazie ai suoi calcoli e non alle sue… unghie.
Questa volta la ditta non ha potuto ignorarlo, e, dopo una telefonata chiarificatrice, ha ritirato dal commercio la partita di biglietti.

La Ontario si è affrettata a rassicurare che tutto questo è stato frutto di un errore da parte dei produttori, e che in futuro non accadrà più. Ma chissà se qualche altra ‘testa matematica’ non proverà a dimostrare se sarà davvero così?

Intanto, il dottor Srivastava, che non smette mai di fare calcoli, ha spiegato ai giornalisti che se non avesse rivelato la sua scoperta avrebbe potuto guadagnare dal Gratta e Vinci all’incirca 600 dollari al giorno. Non male, ma il suo stipendio attuale è migliore; quindi perché andare di negozio ni negozio a spulciarsi tutti i biglietti?

mar 15/03/2011 da Gea Ferraris in canada.

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