Funerali di mafia: la moglie del boss portata al cimitero con un carro principesco

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Il funerale principesco della vedova del boss, e altre stravaganze di Cosa Nostra

L’organizzazione di un funerale è un’incombenza che nessuno si prende volentieri: mettersi a ragionare sul tipo di onoranze da riservare al caro estinto, prenotare i fiori, scegliere le frasi da scrivere sui manifesti… non si può pretendere di affrontare tutte queste cose ‘pratiche’ in tali momenti di dolore. Eppure lo si fa, anche per essere certi di riuscire a salutare chi non c’è più in una maniera degna, come lui avrebbe voluto. Sicuramente, la fu Amalia Stolder, vedova di un boss camorrista, sarebbe stata felice di come i suoi figli hanno organizzato la sua cerimonia.

Amalia Stolder, stroncata a soli cinquantun anni da un male incurabile, non era certo una persona ‘qualsiasi’: suo marito, infatti, di nome faceva Carmine Giuliano, seppure fosse più conosciuto col suo soprannome da boss della camorra, o’ lione. E così, i suoi funerali non potevano essere paragonabili a quelli delle persone ‘normali’: i suoi figli non hanno badato a spese, e hanno acquistato il ‘pacchetto’ migliore offerto dalle pompe funebri della zona. Del resto si sa: le mafie, alla ‘Famiglia’, tengono molto.

Il corpo della vedova Giuliano è stato dunque portato alle esequie su un carro che era una vera e propria carrozza nera e oro, trainata non da due non da quattro ma da ben sei cavalli. Lungo le vie per le quali il corteo sarebbe passato erano affissi manifesti recitanti ‘Amalia Stolder, madre esemplare’.

Ma questa non era l’unica stravaganza (eccessiva, lasciatemi dire) del clan dei Giuliano: lo stesso Carmine ‘o lione si era fatto costruire in bagno una vasca principesca, a forma di conchiglia e come una conchiglia rivestita di madreperla, facendosi poi fotografare amichevolmente sottobraccio con l’allora re di Napoli: era il 1985, e il re era Diego Armando Maradona.

Ma il capitolo sulle ostentazioni dei mafiosi non finisce qui: un affiliato del clan dei Giuliano aveva imbottito i cuscini del suo divano non con la classica piuma, bensì con chili e chili di cocaina. Non si sa se quest’imbottitura fosse comoda, del resto nessuno avrebbe osato provare.

Parliamo poi del boss dei Casalesi Walter Schiavone, presentatosi un giorno dal suo architetto con la cassetta di ‘Scarface‘ di Brian De Palma, in modo che potesse avere ben chiaro come il committente desiderava la sua villa: e l’architetto lo accontentò, realizzando un’abitazione su tre livelli con annesso parco di 3.400 metri quadrati, arricchito da fughe di colonne, scalinate, piscine.

Un altro boss del quartiere Vasto aveva dimostrato per il suo giardino desideri più ‘sobri’, limitandosi all’installazione di una riproduzione del leone disneyano Simba; mentre in un bar di proprietà della camorra all’aeroporto di Capodichino si poteva ammirare un ‘acquario’ abitato non da pesci o aragoste, ma da uno squalo.

Si sa, gli esponenti delle mafie non brillano per finezza. Ma amano comunque esser sempre in ordine: e infatti la signora Celeste Giuliano, sorella di Carmine, al momento dell’arresto aveva preteso che le fosse concessa almeno una seduta a domicilio dal parrucchiere; se doveva andare in carcere, che almeno potesse essere presentabile.

ven 01/04/2011 da Gea Ferraris in camorra, Lusso, Mafia.

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