Tecnico morto montando il palco di Laura Pausini: sul web una raccolta fondi in favore della madre

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laura pausini

Dopo le polemiche per il mini risarcimento di 2 mila euro concesso dall’Inail alla madre di Matteo Armellini, l’operaio morto mentre stava montando il palco per il concerto di Laura Pausini, il web si mobilita per una raccolta fondi che permetta alla madre di rinunciare, in segno di protesta, allo scandaloso risarcimento riconosciutole dallo Stato Italiano. Dopo che l’Istituto nazionale di assicurazione per gli infortuni sul lavoro aveva spiegato che questi 1936,80 euro sono sì un anticipo, ma che la cifra totale, vista ‘la retribuzione molto bassa del ragazzo‘, non sarebbe stata di molto superiore, su internet è scoppiata una vera e propria rivolta.

Sono il blog ‘Il Tafano‘ di Antonio Crea, insieme a don Paolo Farinella, il prete genovese ‘di frontiera’, i promotori di questi raccolta fondi. Se siete interessati, sarà sufficiente disporre del metodo di pagamento elettronico Paypal per poter partecipare a questa lodevole iniziativa. L’estratto conto sarà spedito ogni due giorni a don Farinella, il quale si farà garante dell’invio delle somme a Paola Armellini.

Insomma, il web batte lo Stato.

GP

Solo duemila euro di risarcimento per la madre dell’operaio morto

Meno di duemila euro, per la precisione 1936, 80 euro: a tanto ammonta il risarcimento per la morte di Matteo Armellini, il tecnico di 32 anni morto a Reggio Calabria, mentre stava montando il palco di Laura Pausini lo scorso marzo. E le polemiche sono già partite, con la mamma del ragazzo Paola Armellini, che commenta amaramente: ‘L’unica certezza fino ad adesso è che la vita di mio figlio non vale neanche duemila euro‘.

Spiega la donna che si tratta di una questione di dignità, più che per i soldi in sé: ‘Vorrei una spiegazione, non tanto per i 1936,80 euro, ma perché mio figlio è morto sotto un palco e nell’oggetto del pagamento c’è scritto ‘risarcimento per infortunio e malattia professionale’. È un problema di dignità, Matteo non aveva ancora cominciato a lavorare, gli è caduta in testa tutta la struttura. Non voglio, non ci sto che la morte di mio figlio venga liquidata così‘. Giuseppe Lucibello, direttore generale dell’Inail, ha provato a giustificarsi affermando che ‘quei soldi non sono un risarcimento ma un anticipo dell’assegno funerario‘, tuttavia ammette che ‘la retribuzione molto bassa del ragazzo non consente di immaginare risarcimenti consistenti. Con le attuali leggi, l’Inail risarcisce quello che può ma ha avanzato più volte proposte per meglio tutelare i più giovani‘. Laura Pausini, in in concerto a Napoli, non ha voluto commentare ma dal suo staff è trapelato che la cantante è rimasta molto turbata per l’esiguo trattamento risarcitorio riconosciuto a Matteo Armellini.

Muore un tecnico mentre montava il palco di Laura Pausini

È successo ancora: dopo il crollo del palco di Jovanotti a Trieste, in cui morì un ragazzo, un incidente analogo è accaduto a Reggio Calabria, dove è crollata una struttura del palco in allestimento che questa sera avrebbe dovuto ospitare il concerto di Laura Pausini nella città calabrese, al Palacalafiore.

La memoria non può che andare a Francesco Pinna, il giovane studente morto sotto il palco in allestimento a Trieste del concerto di Jovanotti. La vittima di questo ennesimo incidente sul lavoro si chiamava Matteo Armelini, aveva 31 anni, ed era originario di Roma: con lui sono rimasti feriti altri due operai, per fortuna in maniera non grave. Ora vigili del fuoco e polizia stanno cercando di capire le cause del cedimento, mentre il palco è stato posto sotto sequestro.

Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, un cedimento strutturale ha fatto crollare e scivolare la struttura metallica sovrastante il palco, che si è abbattuta sulle gradinate colpendo alcuni operai che stavano lavorando all’illuminazione: Armelini è stato travolto in pieno, ed è deceduto sul colpo, mentre dli altri due hanno riportato lievi ferite, e sono stati ricoverati in ospedale per ulteriori accertamenti.

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Ufficio Stampa INAIL
Ufficio Stampa INAIL 27 July 2012, 14:52
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“I duemila euro versati alla madre di Matteo Armellini non sono un risarcimento per la perdita del figlio, ma il contributo alle spese per il funerale che l’INAIL eroga ai familiari di tutti i lavoratori deceduti”. Luigi Sorrentini, direttore centrale Prestazioni dell’Istituto fornisce alcuni importanti chiarimenti e sottolinea la correttezza del comportamento tenuto dall’INAIL nella vicenda dell’operaio romano di 31 anni morto il 5 marzo scorso a Reggio Calabria mentre era impegnato nell’allestimento del palco per il concerto di Laura Pausini.
Le prestazioni previste dal Testo Unico del 1965. “Quando un lavoratore perde la vita – spiega Sorrentini – si tratta sempre di verificare se lascia dei superstiti che hanno diritto alla rendita prevista per legge e, se la risposta è affermativa, di calcolare a quanto può ammontare”.
Le prestazioni erogabili dall’INAIL ai lavoratori assicurati e, in caso di loro morte, ai loro superstiti sono previste dal Testo Unico n. 1124 del 1965, che ne stabilisce in maniera tassativa condizioni e misure. In particolare, la legge prevede che abbiano diritto alla rendita il coniuge, fino alla morte o a nuovo matrimonio, ciascun figlio fino al raggiungimento del 18esimo anno di età (per ragioni di studio l’età viene elevata fino ai 21 anni se i figli sono studenti di scuola media o superiore e non oltre i 26 anni se studenti universitari), i figli totalmente inabili al lavoro, ai quali la rendita spetta a prescindere dall’età, finché dura l’inabilità.
La rendita solo per i genitori a carico. In mancanza di coniuge e figli, anche a genitori, altri ascendenti, fratelli e sorelle può spettare una rendita. Ma solo nella misura del 20% e solo se convivevano con il lavoratore deceduto ed erano a suo carico. “Lo scopo della legge – precisa a questo proposito Sorrentini – non è quello di risarcire i familiari del danno derivato dalla morte del lavoratore, quanto piuttosto di offrire ai superstiti i mezzi di sostentamento venuti a mancare dopo la sua morte. Nel caso di Matteo Armellini, però, non è risultato che contribuisse al mantenimento della madre, alla quale abbiamo potuto erogare soltanto l’assegno funerario una tantum di 1936,80 euro”.
Norme da rendere più attuali. Tutto a norma di legge, dunque, ma il Testo Unico risale a più di quarant’anni fa e l’INAIL ha proposto più volte di introdurre alcune modifiche legislative per adattarlo alla realtà contemporanea. “Il limite sta nella norma del 1965 – conferma il direttore centrale Prestazioni – Rispetto ad allora, infatti, sono cambiate le caratteristiche del lavoro e della famiglia. Alcuni degli operai morti nel rogo della Thyssen, per esempio, avevano delle conviventi con cui non erano sposati, alle quali la legislazione attuale non prevede l’erogazione di alcuna rendita”.
Un altro problema è legato all’ammontare delle rendite che vanno ai superstiti di lavoratori deceduti in giovane età. “Questi lavoratori – spiega Sorrentini – si trovano spesso in una condizione contrattuale iniziale o flessibile che si traduce in una rendita molto bassa per i superstiti”. L’Istituto ha già suggerito che la rendita ai superstiti di tali lavoratori venisse liquidata sul massimale di legge, ma anche altre proposte sono ipotizzabili e l’INAIL assicura il più ampio supporto tecnico per l’adozione di iniziative di revisione, nel quadro delle disponibilità finanziarie dell’Istituto e con un impatto sostenibile per la finanza pubblica.
Per i superstiti anche un beneficio una tantum. Da qualche anno – oltre alla rendita – l’INAIL eroga anche ai familiari delle vittime di gravi infortuni sul lavoro un beneficio una tantum a carico del Fondo di sostegno istituito presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. “Per questo tipo di prestazione – precisa Sorrentini – valgono le stesse condizioni che regolano la rendita ai superstiti e che escludono la madre di Matteo Armellini, la quale non viveva a carico del figlio”.
Ma proprio in quanto si tratta di un’erogazione una tantum, anche per questa prestazione è possibile ipotizzare secondo l’INAIL una diversa modalità di utilizzo, svincolando il ricorso al Fondo dagli stessi parametri che conducono al riconoscimento della rendita.
“Resta il rammarico per la grave perdita che la signora Armellini ha sofferto; attraverso le nostre strutture territoriali abbiamo subito messo a disposizione tutto il sostegno possibile – conclude Sorrentini – ma dal punto di vista economico l’Istituto non poteva fare di più”.

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