Suicidi in Italia per la crisi: operaio di 31 anni s’impicca perché senza lavoro

  • Commenta
  • Email
  • Condividi

Suicidi in Italia per la crisi economica tre casi in un giorno


Sembra continuare all’infinito la lista dei suicidi in Italia per la crisi. L’ultimo episodio si è verificato a Montebello della Battaglia, in provincia di Pavia. L’operaio di 31 anni, aveva perso il lavoro dopo il fallimento dell’azienda per la quale lavorava da alcuni anni. Sarebbero stati gli stessi ex colleghi di lavoro del ragazzo ad aver sottolineato che, con molta probabilità, si sarebbe suicidato proprio per via del fallimento della ditta. Il ragazzo non avrebbe lasciato biglietti in cui spiegare la motivazione del suo gesto estremo. Un commento sulla vicenda sarebbe arrivato anche dagli esponenti della Cgil che hanno dichiarato quanto possa essere difficile per i giovani rimanere senza alcuna fonte di reddito a una certa età e non riuscire a trovare un posto di lavoro. Lo stesso ragazzo aveva partecipato a diverse manifestazioni e battaglie con i movimenti e manifestazioni dei sindacali, impegnati in battaglie che aiutino i cittadini a trovare delle soluzioni migliori piuttosto che uccidersi, per affrontare l’attuale e grave crisi economica.

17 giugno – Imprenditore si spara alla testa nel suo ufficio

Continuano i casi di suicidio in Italia per la crisi. L’ultimo drammatico episodio si è verificato a Santa Maria Maddalena di Occhiobello, in provincia di Rovigo, dove un imprenditore di 72 anni si sarebbe tolto la vita sparandosi alle tempie, nel suo ufficio. È stato proprio nel suo ufficio che l’uomo, titolare di un’azienda produttrice di intimo, è stato trovato dal nipote che ha subito lanciato l’allarme ai carabinieri, intervenuto sul posto. Accanto al corpo dell’uomo sono stati trovati alcuni biglietti che, insieme ad altri elementi, potrebbero fornire maggiori informazioni sui motivi che abbiano spinto l’uomo a compiere il folle gesto. Non si esclude, oltre al dramma di questioni personali, legati anche a seri problemi di salute, che ci siano stati motivi collegati alla grave situazione finanziaria che stava attraversando la società. Nel giro di pochi anni, infatti, il personale era stato ridotto a 15 elementi. Ancora non è confermato che il motivo del suicidio sia stato quello della crisi economica.

9 giugno – uomo si getta nel canale in provincia di Padova

Ancora un caso di suicidio per la crisi economica in Italia. Un ex agente di commercio padovano, residente a Rubano, si è gettato in un canale dopo aver ricevuto una cartella di Equitalia da 117mila euro. L’uomo si era recato giovedì scorso nella sede dell’Agenzia delle Entrate per avere spiegazioni sulla cartella esattoriale: secondo quanto si apprende, i debiti risalivano ad anni fa, probabilmente debiti accumulati ai tempi della sua attività di rappresentante di commercio. L’ipotesi del movente è rafforzata da alcuni biglietti ritrovati dai carabinieri nell’auto del suicida, il quale ieri era scomparso senza lasciare tracce di sé dopo essere uscito di casa. Poco dopo la chiamata alle forze dell’ordine da parte dei familiari, il tragico ritrovamento.

4 giugno 2012 – Due casi in provincia di Cagliari

Sempre più lunga la lista dei casi di suicidio in Italia. Gli ultimi due episodi si sarebbero verificati, a distanza di poche ore, a Cagliari. Proprio qui, due uomini, un imprenditore di 35 anni di Quartu Sant’Elena e un pensionato di Sestu, si sono suicidati. Il primo, un imprenditore di 35 anni, residente a Settimo San Pietro, si è tolto la vita impiccandosi nel campetto di calcio del paese. Il proprietario di una piccola azienda d’idraulica ha lasciato una nota ai familiari in cui spiegava i motivi che lo avrebbero indotto a commettere questo folle gesto. Nessuna lettera, invece, bel caso dell’ex sacrestano di 73 anni, che in preda alla depressione si è tolto la vita buttandosi dal campanile della chiesa di San Giorgio a Sestu, mentre all’interno venivano celebrate le cresime.
Sempre nel cagliaritano, una settimana si era verificato un altro episodio, in cui un imprenditore di 74 anni, preoccupato perché impossibilitato a pagare le tasse, aveva tentato il suicidio due volte, la prima volta con la bombola del gas quando venne salvato, appena in tempo, dal fratello. La seconda volta, quella definitiva, sparandosi con una pistola alla testa.

28 maggio 2012 – Disoccupato si butta dal balcone e cade ai piedi del figlio

Aveva perso il lavoro e il sol pensiero di non potere trovare una nuova occupazione avrebbe spinto un uomo di 53 anni di Corinaldo, in provincia di Ancona a commettere il folle gesto di suicidarsi, buttandosi dal balcone del terzo piano della propria abitazione. Una vera tragedia, perché al momento di buttarsi, l’uomo che si trovava da solo in casa, è piombato proprio davanti gli occhi del figlio che proprio in quel momento si trovava a passare sul marciapiede. La mancanza di lavoro lo aveva condotto, da qualche tempo, in uno stato di depressione. A ciò si era aggiunto la tristezza per la fine del matrimonio con la separazione dalla moglie. Una serie di circostanze negative che lo avrebbero indotto a compiere il suicidio. A nulla sarebbero serviti i tentativi per rianimarlo, l’uomo, L.M., sarebbe morto sul colpo.

24 maggio 2012 – Artigiano si impicca a Genova per un debito di 30mila euro con Equitalia

Una lista senza fine quella dei suicidi per la crisi in Italia e sempre in più casi, soprattutto negli ultimi giorni, le vittime suicide commettono questo estremo gesto, per via di debiti e problemi finanziari con Equitalia. È questo il caso di un artigiano di 64 anni trovato impiccato nella sua camera da letto a Genova. L’uomo aveva un debito di 30mila euro con Equitalia, che gli aveva pignorato la propria abitazione a Rivarolo, non avendo alcun modo di saldare il debito. Vicino al corpo, nella sua camera, gli inquirenti avrebbero trovato una lettera, redatta dall’uomo, in cui lo stesso spiega i motivi che lo avrebbero spinto a commettere questo gesto. A lanciare l’allarme sarebbe stato il figlio dell’artigiano. È molto probabile, secondo quanto disposto dagli inquirenti, che tra i tanti problemi che affliggevano l’uomo, il fatto di non poter saldare il debito con il fisco, l’avrebbe indotto a commettere questo atto estremo.

mer 19/06/2012 da Luigi Putrino in crisi economica, suicidio.

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento
SEGUI TUTTOGRATIS

© 1998-2013 Trilud S.p.A. - P.iva: 13059540156 - Tutti i diritti riservati

Tuttogratis.it, testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano n° 314/08