Calcio scommesse, Napoli penalizzato di 2 punti: sei mesi di squalifica a Cannavaro e Grava

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Periodo nero per il Napoli. La Commissione disciplinare della Figc ha infatti inflitto 2 punti di penalizzazione alla società partenopea e sei mesi di squalifica a Paolo Cannavaro e Gianluca Grava per omessa denuncia. La decisione è arrivata nell’ambito del processo per il calcioscommesse e, in particolare, per la partita Sampdoria-Napoli del 2010. La società è stata punita per l’illecito sportivo commesso dal terzo portiere Matteo Giannello che tentò di combinare il risultato della gara contro i doriani, ultima del campionato 2009/2010, giocata dal Napoli al Marassi: i partenopei in quell’occasione persero 1-0 grazie al gol di Pazzini al 51′. Giannello, ex riserva dei partenopei, avrebbe raccontato a un poliziotto di essere stato avvicinato da alcune persone che venivano “dal Nord” e che gli avrebbero chiesto di favorire la vittoria della Sampdoria. Per questo aveva chiesto l’aiuto dei due compagni di squadra, Cannavaro e Grava, titolari della difesa: i due giocatori si erano rifiutati, ma non avevano denunciato la combina. Per questo anche per i due difensori è scattata la squalifica. Giannello aveva poi fatto parte della squadra per un’altra stagione senza però scendere mai in campo.
L.C.
Chiesto un punto di penalizzazione al Napoli e 9 mesi a Cannavaro e Grava
Arriva alla stretta decisiva l’ennesimo filone del calcio scommesse, quello che riguarda il Napoli ed il presunto tentativo di combine dell’allora terzo portiere Matteo Gianello nella partita Sampdoria-Napoli del 16 maggio 2010: il procuratore Stefano Palazzi ha chiesto come pena un punto di penalizzazione nel campionato in corso e 100mila euro di ammenda alla società di De Laurentiis, nove mesi di squalifica per Paolo Cannavaro e Gianluca Grava, i giocatori a cui Gianello, tre anni e tre mesi di squalifica avanzati per lui dal procuratore, avrebbe chiesto di truccare la partita e da cui avrebbe ricevuto uno sdegnato rifiuto. Secondo Palazzi ‘il Napoli deve rispondere di responsabilità oggettiva sia per l’illecito contestato a Matteo Gianello sia per l’omessa denuncia dei due destinatari della proposta, Paolo Cannavaro e Gianluca Grava‘, mentre i legali della società e dei due tesserati puntano sulle contraddizioni manifestate da Gianello nella sua testimonianza.
GR
‘Antonio Conte fermato senza prove certe’

Sono arrivate le motivazioni da parte del collegio arbitrale del Tnas sulla riduzione della squalifica di Antonio Conte da dieci a quattro mesi: dodici pagine del Lodo Arbitrale, emesso giovedì dal professor Massimo Zaccheo, presidente del collegio, e dagli arbitri Guido Calvi ed Enrico De Giovanni che fissano un punto preciso ma che ha avuto diverse interpretazioni da parte delle varie corti. Il principio è che il tecnico della Juventus, all’epoca sulla panchina del Siena, “non poteva non sapere” anche senza prove certe. Tutto risale a Christian Stellini, il suo più fidato collaboratore che si è autoaccusato della combina di AlbinoLeffe-Siena, persa dai toscani 1-0 il 29 maggio 2011. Quello che ha portato alla riduzione della pena è stato “il principio della assenza di necessità di raggiungere la certezza al di là di ogni ragionevole dubbio”. In parole più semplici vuol dire che non è certo che Conte sapesse della combina, ma è più probabile che lo sapesse rispetto all’ipotesi di non sapere nulla. La condanna a quattro mesi non arriva dunque dal caso Mastronunzio: gli argomenti e le prove dimostrano che il giocatore venne messo fuori rosa non perché si era rifiutato di partecipare alla combina, ma perché infortunato e quindi indisponibile.
Tutto verte sulle dichiarazioni di Stellini che si autoaccusò della combina, confermando secondo i giudici le parole di Carobbio, il grande accusatore di Conte. La logica è stata questa: Stellini sapeva, quindi Conte sapeva, o meglio, è più probabile che sapesse: da qui la squalifica, ridotta a 4 mesi, perché non c’è certezza delle prove. Il tecnico bianconero tornerà in panchina il 9 dicembre nella sfida contro il Palermo: alla luce delle motivazioni possiamo pensare che si parlerà ancora a lungo di questa sentenza
L.C.
il capo della Polizia Manganelli: ‘In arrivo novità clamorose’

Nuove nubi sul calcio italiano. Il capo della Polizia Antonio Manganelli, infatti, ha rivelato che l’inchiesta sul calcio scommesse è ancora molto lontana dalla conclusione e, anzi, presto ci saranno delle novità clamorose. ‘Le indagini sul calcio scommesse hanno portato alla luce alcuni comportamenti scorretti che hanno già portato a clamorose risposte, consentendo alle forze di Polizia di scoperchiare un sistema. Ma non è finita: altri comportamenti stanno per venire fuori e porteranno a ulteriori risposte, se possibili ancora più clamorose‘, ha dichiarato Manganelli. E il mondo del calcio trema. Nonostante il capo della Polizia non abbia fatto alcun nome, iniziano a circolare le prime indiscrezioni.
A quanto pare nel mirino degli inquirenti della procura di Bari ci sarebbe la partita Salernitana-Bari della stagione 2008/2009. Molti giocatori della squadra pugliese, ora in altre squadre, sarebbero coinvolti in questa combine gigantesca che potrebbe sconvolgere ulteriormente il mondo del pallone. Tra i nomi più illustri, ma il condizionale è ancora d’obbligo, ci sarebbero Gillet, attuale portiere del Torino, Barreto, ora all’Udinese, Santoruvo, De Vezze, Belmonte, Parisi, ma anche Andrea Ranocchia, interista fresco di ritorno in Nazionale. Antonio Conte era l’allenatore di quel Bari ma secondo i primi riscontri l’attuale tecnico della Juve sarebbe stato all’oscuro dei fatti. Insomma, non ci resta che aspettare, sperando che si tratti solo di un falso allarme.
GP
La squalifica di Antonio Conte ridotta a 4 mesi
Buone notizie per Antonio Conte e la Juventus. Come ampiamente previsto, infatti, il Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport ha ridotto sensibilmente la squalifica al tecnico bianconero portandola a soli 4 mesi. Dunque uno sconto di 6 mesi dai 10 mesi inflitti a Conte dal tribunale della Federazione Italiana Gioco Calcio. L’allenatore salentino, quindi, potrà tornare in panchina dal prossimo 9 dicembre per la sedicesima giornata di del campionato di serie A, quando la Juventus affronterà il Palermo allo stadio Barbera. Conte invece salterà tutta la fase a gironi di Champions: l’ultima gara con lo Shakhtar infatti è programmata per il 5 dicembre.
GP
Masiello patteggia 1 anno e 10 mesi di reclusione
In attesa della decisione del Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport sul caso Conte, con la sentenza prevista entro venerdì, la giustizia ordinaria soppianta temporaneamente quella sportiva. Andrea Masiello, uno dei protagonisti principali dello scandalo sul calcio scommesse, ha patteggiato la pena ad un anno e 10 mesi di reclusione per le accuse di associazione per delinquere e frode sportiva. La condanna è stata emessa dal gip del Tribunale di Bari Michele Parisi. Insieme all’ex giocatore del Bari sono stati anche condannati Gianni Carella e Fabio Giacobbe, per loro una pena patteggiata di un anno e cinque mesi. ‘Andrea ha solo voglia di vivere con serenità e nel silenzio più totale, soprattutto non vuole continuare a far parlare di sè‘, ha dichiarato il legale di Masiello. ‘Dal punto di vista penale si è conclusa la fase più importante, rimane ora una piccola tranche con due partite: Treviso-Bari e Salernitana-Bari‘, ha concluso l’avvocato. Ricordiamo che Masiello era stato arrestato dai carabinieri lo scorso aprile con l’accusa di aver ricevuto dei soldi, circa 250mila euro, per il derby Bari-Lecce del maggio 2010 finita 2 a 0 per il club salentino proprio con un autogol di Masiello (che poi l’ex terzino del Bari avrebbe confessato di aver commesso volontariamente). Secondo l’accusa la partita sarebbe stata comprata dall’ex presidente del Lecce Pierandrea Semeraro. Per questo motivo, il Lecce è stato retrocesso d’ufficio in Lega Pro.
GP
Conte verso uno sconto, squalifica ridotta di 4 mesi
È attesa per martedì, a mezzogiorno, la riunione del Tnas sul caso di Antonio Conte. Il tribunale dovrà decidere sull’istanza presentata dal tecnico della Juventus contro i dieci mesi di squalifica che gli sono stati inflitti dalla giustizia sportiva per omessa denuncia in AlbinoLeffe-Siena quando era allenatore dei toscani. Si punta all’assoluzione, anche se più probabilmente ci sarà una riduzione della squalifica di 4 mesi: i passaggi prevedono prima un tentativo di conciliazione obbligato in seguito al quale di andrà alla discussione. Entro venerdì dovrebbe comunque arrivare il lodo, ossia la sentenza quando si va davanti a un collegio arbitrale. Per il tecnico dunque si profila più una riduzione della squalifica che un’assoluzione: Conte dovrebbe stare lontano dalla panchina sei mesi e non più dieci, con il rientro in campo dopo il 10 febbraio, in tempo per la sfida di ritorno contro la Roma.
L.C.
Il Tnas rinvia al 2 ottobre la decisione sul caso Conte
Oggi doveva essere il giorno del giudizio per Antonio Conte. Il Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport (Tnas) del Coni, infatti, avrebbe dovuto discutere il ricorso presentato dagli avvocati (Antonio De Rensis, Luigi Chiappero e Giulia Bongiorno) dell’allenatore campione d’Italia contro i dieci mesi di squalifica per omessa denuncia a cui Conte è stato condannato dai tanto discussi organi di giustizia sportiva della Federazione Italiana Gioco Calcio. Invece, il collegio arbitrale del Tnas ha rinviato a martedì 2 ottobre, alle ore 12,00, il tentativo di conciliazione tra il tecnico della Juventus e la Federcalcio. Conciliazione che, vista l’intenzione di Conte di non piegarsi all’iniquità della giustizia sportiva, è molto improbabile. Nell’udienza di stamattina, infatti, le parti hanno discusso l’istanza cautelare relativa alla richiesta di sospensiva della squalifica e il collegio arbitrale ha concesso loro un nuovo termine per il deposito di memorie, rinviando l’udienza al 2 ottobre. La difesa di Conte e la FIGC avranno quindi tempo fino al giorno 29 settembre per depositare memorie difensive in vista delle decisione del Tnas. La sentenza potrebbe arrivare lo stesso 2 ottobre o, al più tardi, il 7 dello stesso mese. Insomma, la farsa continua.
GP
Conte ascoltato in un’audizione segreta a Bari
Prosegue l’inchiesta sul calcio scommesse: giovedì scorso l’allenatore della Juventus Antonio Conte è stato ascoltato in procura a Bari, nell’ennesimo filone dell’ingarbugliato caso. Conte, che lo ricordiamo è stato squalificato per dieci mesi dalla giustizia sportiva, è stato ascoltato dal procuratore di Bari Antonio Laudati come persona informata sui fatti, al tempo in cui sedeva sulla panchina della squadra pugliese. Secondo quanto riportano i quotidiani, l’audizione è durata circa 4 ore, sarebbe avvenuta presso la caserma dei carabinieri di Monopoli, a circa 40 chilometri dal capoluogo, ma il contenuto delle risposte è rimasto segreto. Il filone barese riguarda riguarda i risvolti penali dell’inchiesta, ed oggetto dell’audizione sono state le ormai famigerate partite Bari -Treviso 0-1 del 2008 e Salernitana – Bari 3-2 del 2009, già da tempo finite nel mirino degli inquirenti baresi. Antonio Conte nell’occasione non era accompagnato dai suoi legali.
GR
Squalifica confermata ad Antonio Conte
Niente sconto di pena per Antonio Conte: la Corte di Giustizia Federale ha respinto l’impugnazione presentata dai legali dell’allenatore della Juventus riguardo la squalifica di dieci mesi nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse, affibbiatagli dalla commissione Disciplinare. Confermate anche le assoluzioni dei due calciatori Bonucci e Pepe.
C’è amarezza in casa bianconera, poiché vi era la convinzione che si sarebbe potuto ottenere uno sconto di pena anche minimo: ed invece è arrivato soltanto un proscioglimento da una delle due omissioni di denuncia, ovvero quello della combine di Novara-Siena. Ma resta in piedi l’altra partita Albinoleffe-Siena, e questo per i giudici è bastato per confermare i dieci mesi. La società comunque ha intenzione di andare avanti con i ricorsi: i legali hanno già annunciato di appellarsi al Tnas per ottenere una riduzione di pena che viene definita dai diretti interessati ‘sostanziale‘.
GR
Dieci mesi a Conte, assolti Bonucci e Pepe
Sono arrivate le sentenze per il tecnico della Juventus, Antonio Conte come per i due giocatori bianconeri Leonardo Bonucci e Simone Pepe. Per Conte la squalifica è di dieci mesi: l’allenatore salterà quindi già la finale di Supercoppa Italiana contro il Napoli, in programma da Pechino sabato. Per il tecnico bianconero dunque cinque mesi in meno rispetto a quanto chiesto dal procuratore federale Stefano Palazzi che aveva fissato la squalifica a 15 mesi: Conte è stato condannato per i fatti risalenti a quando allenava il Siena. La sentenza arriva dopo un tira e molla tra il tecnico e la Procura federale: prima il patteggiamento offerto da Conte a tre mesi, poi il rifiuto della Disciplinare che non l’aveva ritenuta congrua, infine la sentenza. Assolti invece i due giocatori Pepe e Bonucci.
Conte quindi non potrà sedere sulla panchina della Juve, così come il suo vice, Angelo Alessio, già squalificato per otto mesi, e il collaboratore tecnico Cristian Stellini che ha dato le dimissioni dal club dopo la squalifica e il patteggiamento di due anni e mezzo.
Assoluzione per Pepe e Bonucci: i due giocatori erano stati deferiti per la presunta combina in occasione dei match Udinese-Bari del maggio 2010. In questo caso non è stato ritenuto credibile Andrea Masiello, il loro accusatore. Per loro Stefano Palazzi, aveva chiesto la squalifica rispettivamente di un anno e 3 anni e mezzo.
Prosciolti da ogni accusa anche l’ex calciatore del Bologna, or in forza ai canadesi del Montreal Impact, Marco Di Vaio, Salvatore Masiello, Daniele Padelli, Giuseppe Vives, Nicola Belmonte (limitatamente ai fatti di Udinese-Bari, squalifica di 6 mesi invece in relazione alla gara Cesena-Bari). Il procedimento ha riguardato in tutto 45 tesserati e 13 club.
Retrocessione invece per Lecce e Grosseto per cui ora si aprono le porte della Lega Pro, ma senza penalizzazione come richiesto dalla procura federale.
Più grave la questione Bari: la disciplinare della Figc, in relazione al filone d’indagine sul calcioscommesse derivante dalle indagini svolte dalla procura di Bari, ha disposto sanzioni a carico di 11 tra giocatori, allenatori e dirigenti tra cui Guido Angelozzi, ex direttore sportivo del Bari, che è stato inibito per 4, mesi mentre Simone Bentivoglio, ex giocatore del Bari, è stato squalificato per 13 mesi e condannato a un’ammenda di 50mila.
Filippo Carobbio, ex giocatore del Siena e grande accusatore di Antonio Conte, è stato squalificato per 2 mesi. Andrea Masiello, il pentito del calcioscommesse ex Bari, è stato squalificato per 26 mesi oltre a un’ammenda di 30mila euro. Bortolo Mutti, ex allenatore dei pugliesi è stato squalificato per 4 mesi; Alessandro Parisi è stato squalificato per 24 mesi con un’ammenda di 10mila euro; Marco Rossi, ex giocatore del Bari è stato squalificato per 20 mesi e sanzionato con 20mila euro.
L.C.
L’attesa per le sentenze
Oggi giovedì 9 agosto è attesa la sentenza sul calcio scommesse riguardante tre tesserati della Juventus, per reati ipotizzati quando non erano ancora parte del club bianconero: i tre sono naturalmente l’allenatore Antonio Conte e i calciatori Pepe e Bonucci, al centro da giorni di un gran chiacchiericcio mediatico. E intanto ieri la Gazzetta dello Sport ha anticipato quello che potrebbe essere il verdetto, e gli esiti sarebbero clamorosi: i due calciatori potrebbero infatti essere assolti, giacché la Commissione Disciplinare non crederebbe ad Andrea Masiello, ex giocatore del Bari, sulle cui parole si baserebbe l’intero impianto accusatorio dell’episodio che li riguarda. Diversa la posizione di Conte, che otterrebbe uno sconto di pena, dieci mesi di squalifica rispetto ai quindici chiesti in prima istanza dal procuratore Palazzi: la società juventina ha già fatto sapere che Conte non si tocca e resterà nel club, ma difficilmente con la squalifica potrebbe rimanere effettivamente sulla panchina. Le voci parlano di una possibile sostituzione dopo la finale di Supercoppa a Pechino contro il Napoli. Ancora poche ore in ogni caso, e sapremo il destino dei tre tesserati bianconeri.
GR
Chiesti 15 mesi ad Antonio Conte
Clima da Guerra Fredda tra Antonio Conte e Juventus contro la Figc e la Commissione Disciplinare. Il procuratore federale, Stefano Palazzi, ha chiesto infatti 15 mesi per il tecnico bianconero e il suo vice Angelo Alessio dopo il rifiuto del patteggiamento a tre mesi. Per lui le accuse sono quelle di omissione di denuncia e reiterazione del reato: Conte, sostiene l’accusa, sapeva delle combine quando sedeva sulla panchina del Siena, per le gare Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena, entrambe della primavera 2011. Ora la parola spetta ai legali del tecnico, gli avvocati Luigi Chiappero e Antonio De Rensis: Conte vuole andare a giudizio e smontare le accuse. In sua difesa arriva anche il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, con parole di fuoco: il numero uno bianconero ha definito la Figc “un sistema dittatoriale, del tutto non adeguato, paradossale e inaccettabile”.
La Juventus dunque si stringe attorno al suo tecnico. Agnelli non le manda a dire alla Figc: “Constato che la Federazione Italiana Giuoco Calcio e la sua giustizia sportiva continuano a operare fuori da ogni logica di diritto e di correttezza sostanziale”, dice il presidente bianconero.
Parole che hanno scatenato la reazione della Federcalcio. “La Figc e i suoi organi operano con correttezza nel pieno rispetto delle norme statutarie che garantiscono l’indipendenza e l’autonomia della Giustizia Sportiva così come disciplinata dall’Ordinamento Sportivo Nazionale: le valutazioni del presidente della Juventus, Andrea Agnelli, non sono accettabili e vanno al di là di un legittimo esercizio per diritto di critica. Contrastano peraltro con le dichiarazioni (rilasciate in data 26 luglio attraverso il sito della società) nelle quali la naturale amarezza per i deferimenti già intervenuti era – nelle parole dello stesso Agnelli – mitigata dalla consapevolezza che le regole del processo sportivo arriveranno a fare chiarezza nel corso di questa partita che si svolge innanzi a vari gradi di giudizio”, si legge nella nota ufficiale, pubblicata sul sito. Lo scontro è aperto: si chiuderà solo con una sentenza e, forse, neanche con quella.
L.C.
La Commissione Disciplinare rifiuta il patteggiamento di Antonio Conte
Colpo di scena al processo sul calcio scommesse di scena al Foro Italico di Roma. La Commissione Disciplinare, l’organo deputato a giudicare, ha respinto l’accordo di patteggiamento raggiunto dai difensori di Antonio Conte e dal Procuratore Federale Stefano Palazzi ritenendo non congrua la pena di 3 mesi e di 200 mila euro di multa. Insomma, per la Corte del Presidente Sergio Artico, l’allenatore juventino deve giungere ad un nuovo accordo di patteggiamento o in caso contrario andrà a processo e sarà giudicato in quella sede. Insomma, c’è nuovo materiale per i tifosi juventini e gli osservatori che avanzano molti dubbi sul processo sportivo intentato all’allenatore juventino e sull’operato del Procuratore Palazzi. Nella giornata di oggi, quindi, vedremo se gli avvocati di Conte tenteranno un nuovo accordo con Palazzi o decideranno di andare a processo.
GP
Antonio Conte patteggia 3 mesi di squalifica
Dalle prime indiscrezioni sembra sia stato raggiunto l’accordo tra gli avvocati di Antonio Conte e la Procura Federale guidata dal criticatissimo Stefano Palazzi: 3 mesi di squalifica per l’allenatore juventino più una forte multa, si parla di circa 200 mila euro, da destinare ai terremotati dell’Emilia. Se non ci saranno ripensamenti, quindi, Conte potrà tornare a sedersi in panchina da novembre. Domani ne sapremo di più.
Sembra che a spingere Conte al patteggiamento sia stata la Juventus. L’allenatore, infatti, voleva andare avanti e provare la sua innocenza davanti ai giudici federali. Il processo sportivo in Italia, però, non ha nulla da invidiare a quelli dei paesi dittatoriali più intransigenti, ed è strutturato in un modo che rende praticamente impossibile difendersi in modo adeguato. I tifosi juventini, infatti, sono sul piede di guerra e fanno notare come Conte sia stato deferito solamente sulla base della parola di un pentito, Carobbio, peraltro smentito da altre 15 testimonianze, e senza nessun altro tipo di riscontro. Certo che se fosse davvero così, la situazione sarebbe veramente grave. Sembrerebbe, infatti, di essere tornati indietro ai primi decenni del secolo scorso quando per mettere in carcere una persona e accusarla di essere una spia o un traditore bastava la delazione di un vicino di casa invidioso. Per molti osservatori juventini, infatti, dietro a questo agguato a Conte ci sarebbe davvero un tentativo di fare fuori l’allenatore che l’anno scorso ha portato i bianconeri sul tetto d’Italia. Speriamo davvero che le cose stiano diversamente. Ma siamo pessimisti.
GP
Antonio Conte deferito per omessa denuncia
Guai in vista per il tecnico della Juventus Antonio Conte, deferito per omessa denuncia nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse. Per analogo motivo è stato deferito anche il calciatore Simone Pepe, mentre l’altro bianconero Leonardo Bonucci per il reato di illecito sportivo. Tuttavia Conte è riuscito ad evitare l’accusa di illecito, che avrebbe voluto dire correre il rischio di una lunghissima squalifica. Deferiti in tutto 13 club e 44 tesserati, e tra le società, per responsabilità diretta, figurano Lecce e Grosseto.
‘Vanno valutati i motivi di risentimento gravi del Carobbio per giustificare un’accusa così grave d’illecito‘ si legge nel deferimento al tecnico juventino, a cui sono contestate le omesse denunce per due partite, Novara-Siena e AlbinoLeffe-Siena del campionato di serie B 2010-2011, quando Conte era tecnico della squadra toscana. L’allenatore ha ricevuto la lettera di deferimento questa mattina alle ore 9 attraverso i suoi legali.
GR
Primi verdetti dell’inchiesta calcio scommesse
Questa mattina la Commissione disciplinare nazionale ha comunicato i primi verdetti sullo scandalo del calcio scommesse: sono 21 le società e 52 i tesserati sanzionati in varia misura. Vediamo le decisioni principali.
Società
Pescara: 2 punti di penalizzazione nel prossimo campionato di serie A
Novara: 4 punti di penalizzazione nel prossimo campionato di serie B e multa di 45 mila euro
Reggina: 4 punti di penalizzazione nel prossimo campionato di serie B
Empoli: 1 punti di penalizzazione nel prossimo campionato di serie B
Padova: 2 punti di penalizzazione nel prossimo campionato di serie B
Albinoleffe: 15 punti di penalizzazione nel prossimo campionato di Lega Pro e multa da 90 mila euro
Piacenza: 11 punti di penalizzazione nel prossimo campionato di Lega Pro
Monza: 5 punti di penalizzazione nel prossimo campionato di Lega Pro
Per la Sampdoria e il Siena multa di 50 mila euro.
Tesserati
Mario Cassano, Luigi Sartor, Nicola Santoni e Alessandro Zamperini: 5 anni di squalifica
Roberto Colacone, Alberto Comazzi, Luca Fiuzzi, Salvatore Mastronunzio, Marco Paoloni, Cesare Rickler e Mirko Stefani: 4 anni di squalifica
Federico Cossato, Thomas Hervè Job e Nicola Ventola: 3 anni e 6 mesi
La Commissione disciplinare, inoltre, ha disposto il proscioglimento per 4 tesserati: Luigi Consonni, Achille Coser, Maurizio Sarri e Rjiat Shala.
E’ bene ricordare, però, che questa era solo la prima tranche dell’inchiesta sullo scandalo del calcio scommesse. La Procura Federale, infatti, proprio in questi giorni sta procedendo agli interrogatori per approfondire le situazioni non comprese nelle prime decisioni della Commissione disciplinare.
15 giugno 2012 – Revocati i domiciliari a Mauro e Milanetto
Prosegue senza tregua il lavoro degli inquirenti della Procura di Cremona nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse: il gip Guido Salvini ha revocato gli arresti domiciliari per i calciatori Stefano Mauri e Omar Milanetto, finiti in manette lo scorso 4 giugno, provocando un terremoto nel mondo del calcio italiano. La decisione è stata revocata in quanto è venuta meno la necessità di applicare un provvedimento cautelativo nei confronti dei due calciatori.
12 giugno 2012 – Inizia il processo sul calcio scommesse
È iniziato il processo sulla vicenda del calcioscommesse: contestualmente, sono pervenute le richieste del procuratore federale Stefano Palazzi, che ha messo in evidenza la coerenza delle richieste di condanna per gli sportivi e le società coinvolte, confermandole.
Proseguono intanto le indagini preliminari nel processo penale di Cremona . La Procura di Torino ha diffuso un’informativa riguardo ai versamenti che avrebbe fatto Gigi Buffon ad una ricevitoria di Parma abilitata a raccogliere scommesse sportive: tra il gennaio 2012 ed il settembre dello stesso anno il portiere della nazionale avrebbe emesso quattordici assegni bancari, per un totale di più di un milione e mezzo di euro, intestati ad una sola persona, il titolare della tabaccheria Massimo Alfieri. Buffon non è al momento indagato, ma può darsi che la Procura di Torino potrà avviare un nuovo filone di indagini.
8 giugno 2012 – Genoa-Sampdoria taroccata per 350 mila euro
350mila euro. Tanto sarebbe costato taroccare il derby Genoa-Sampdoria dell’8 maggio 2011, secondo quanto si apprende da una telefonata che il capo degli ultras del Genoa Massimo Leopizzi fa a un amico il 28 maggio scorso, poche ore dopo gli ultimi arresti del calcio scommesse. Leopizzi cita come fonte un giocatore del Genoa stesso, che gli avrebbe confidato che i calciatori della Sampdoria avrebbero raccolto con una colletta quella somma e poi offerta agli avversari per taroccare il derby della Lanterna. Ricordiamo che la partita terminò 2-1 per i rossoblù. Interrogato in merito alla faccenda, Leopizzi ha minimizzato la portata della telefonata, affermando di aver riferito all’amico solo delle sensazioni personali, ma secondo i pm la conversazione era troppo ricca di dettagli. Che si apra un nuovo fronte su questa vicenda senza fine del calcio scommesse?
6 giugno 2012 – Ombre sul derby Genoa-Sampdoria
Nell’inchiesta che sta sconvolgendo il mondo del calcio, ogni giorno escono nuovi particolari che allargano sempre di più lo scandalo del calcio scommesse. Questa volta, secondo le notizie che filtrano da ambienti investigativi, sotto la lente di ingrandimento della Procura sarebbe finito il derby Genoa-Sampdoria dell’8 maggio 2011, terminato con il punteggio di 2-1 per i rossoblù. Partita che inguaiò sempre più la Sampdoria, che a fine campionato, infatti, sarebbe retrocessa nella serie cadetta. A quanto si è appreso, per ora non è stato ancora aperto nessun fascicolo, ma nei prossimi giorni molti giocatori e alcuni dirigenti saranno ascoltati in merito a questa partita dai magistrati genovesi. La Procura del capoluogo ligure, prima di agire, aspetta le risultanze del filone principale dell’inchiesta portata avanti dal pm di Cremona De Martino. E’ stato proprio il Gip della città lombarda Guido Salvini a dichiarare che ‘sul ruolo di Milanetto e di altri giocatori in Genoa-Sampdoria si sono allungate pesanti ombre‘. Sembrerebbe, infatti, che i dubbi sulla regolarità del derby genovese siano emersi durante l’inchiesta sui fatti di Genoa-Siena, altra partita avvolta da molte ombre. Insomma, questo scandalo si allarga sempre più a macchia a d’olio.
4 giugno 2012 – Scarcerati Milanetto e Mauri, ma non si alleggeriscono gli indizi a loro carico
Sono stati scarcerati per ordine del gip di Cremona Stefano Mauri, Omar Milanetto e Matteo Gritti. I tre calciatori dunque potranno scontare gli arresti domiciliari, mentre a Ivan Tisci è stato disposto l’obbligo di firma.
Contestualmente al rilascio di Milanetto, il gip ha spiegato che ‘si sono allungate pesanti ombre‘ sul derby Genoa-Sampdoria e sul ruolo del calciatore e di altri giocatori in tale contesto: il giudice ritiene di dover prendere in considerazione il fatto, segnalato dalla difesa, che Milanetto, dato l’orario del suo arrivo all’hotel Unatocq di Milano il 15 maggio 2011, non avesse potuto partecipare ad una riunione con gli ‘zingari’. Tutto ciò comunque ‘non annulla la complessiva gravità indiziaria‘ a suo carico.
Quanto alla versione dei fatti fornita da Mauri, il gip l’ha giudicata ‘scarsamente plausibile‘, come ‘costruita a posteriori‘.
Le nuove audizioni della Procura Federale a Bari cominceranno giovedì; saranno ascoltati dal pool del Procuratore Stefano Palazzi i giocatori Sergio Almiron, militante nel Catania, Fabrizio Miccoli del Palermo, Henry Damian Gimenez, Daniele Portanova e François Gillet del Bologna e Simone Bentivoglio del Padova.
1 giugno 2012 – Il commento di Prandelli: ‘Se sarà necessario non parteciperemo agli Europei’
Il commissario tecnico della nazionale Cesare Prandelli ha commentato i recenti sviluppi del caso sulle scommesse nel calcio; lo sfogo del mister è stato duro, reazione giustificata dalla gravità di quanto successo: Prandelli ha dichiarato infatti che, se per ‘il bene del calcio‘ la nazionale da lui allenata dovesse rinunciare a disputare gli Europei, per lui non sarebbe un problema: ‘Ci sono cose che reputo più importanti: non mi piacciono le crociate, mi piacciono i confronti e non le prese di posizione senza pensare alle conseguenze. Vorrei parlare solo di calcio, ma quello che sta succedendo ci impone qualcosa di diverso‘.
Prandelli conferma poi la linea dura contro i giocatori coinvolti nel caso, ripetendo che non saranno convocati. Aggiunge infine un commento su Gigi Buffon: ‘Lui è molto forte, ha grande personalità. Ma nonostante questo anche a una persona come lui può pesare un momento difficile come questo‘.
Prime sentenze della giustizia sportiva: 2 anni di squalifica a Doni
Sono state emesse le prime sentenze della giustizia sportiva riguardo lo scandalo del calcio scommesse, almeno per il cosiddetto primo troncone d’inchiesta, quello della Procura di Cremona. Il procuratore federale Palazzi ha deferito 61 tesserati, di cui 52 giocatori in attività, e 22 squadre, la maggior parte tra Serie B e Lega Pro, oltre ad Atalanta, Novara e Siena per la Serie A. Palazzi ha accolto le proposte di patteggiamento sulla base dell’articolo 24 del Codice di Giustizia sportivo, poi confermate in fase di sentenza dalla Commissione Disciplinare.
Queste le pene inflitte ai calciatori: per Cristiano Doni 2 anni di squalifica, per Gervasoni 1 anno 8 mesi, per Conteh 1 anno 8 mesi, per Passoni 1 anno 2 mesi, per Micolucci 4 mesi, che si sommano alla squalifica di 1 anno 2 mesi del precedente processo. Queste invece le pene per le squadre: 2 punti in meno in classifica da scontarsi nella prossima stagione e 25 mila euro di ammenda per l’Atalanta, 6 punti e 40 mila euro per il Grosseto, 1 punto e 30 mila euro per la Cremonese, 1 punto e 20 mila euro per l’Ascoli, e infine per il Modena 2 punti e per il Livorno 40 mila euro. Protestano le altre società presenti in aula e ammesse come parte terza in quanto ‘portatrici di interessi indiretti per ragioni di classifica‘, considerando le pene inflitte troppo lievi.
31 maggio 2012 – Mauri e Milanetto negano ogni addebito
Ieri, fino a tarda sera, si sono svolti i primi interrogatori degli arrestati nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse portata avanti dalla Procura di Cremona. I due nomi più illustri, Stefano Mauri, capitano della Lazio, e Omar Milanetto, per molti anni in forza al Genoa, davanti al giudice per le indagini preliminari Guido Salvini hanno negato ogni addebito e smentito un loro coinvolgimento nei tentativi di combine. ‘Milanetto è convinto e lo dimostrerà di essere assolutamente estraneo a questa vicenda e questa detenzione è per lui assolutamente gravosa e ingiusta‘, ha spiegato Mattia Grassani, il legale del giocatore del Genoa. ‘Milanetto ha chiarito in più di due ore la sua posizione rispondendo a tutte le domande del gip e del pm e domani presenteremo domanda di scarcerazione. Oggi ha chiarito le due posizioni per le quali era coinvolto, cioè la conoscenza del cittadino bosniaco Sergio Altic, attualmente detenuto, e la riunione a Modena nello stesso albergo in cui ha dormito Mauri. Su queste due posizioni ha fornito anche una documentazione di 79 pagine mentre è dimostrabile che non ha soggiornato all’hotel ‘Una Tocq’ assieme agli ungheresi e a Zamperini perchè date e ora di arrivo sono incompatibili. Questi elementi ci inducono quindi ad essere ottimisti per la revoca della misura cautelare‘, conclude l’avvocato.
Ma il pubblico ministero non sembra essere molto soddisfatto di quanto dichiarato da Milanetto nell’interrogatorio.’La deposizione di Milanetto non è stata particolarmente brillante dal nostro punto di vista. Non c’è stata nessuna ammissione da parte sua e penso quindi di risentirlo a differenza degli altri 3 imputati sentiti ieri che non credo di dover riconvocare perchè due hanno confermato tutto mentre il terzo non ha detto niente di utile‘, ha dichiarato il pubblico ministero De Martino riferendosi agli interrogatori di Vittorio Gatti, Paolo Domenico Acerbis e Ivan Tisci.
Anche per il giocatore delle Lazio la situazione è la stessa. ‘Non ha fatto alcuna ammissione in relazione alle combine di Lazio-Genoa e Lecce-Lazio‘, hanno spiegato ai giornalisti presenti i legali di Mauri. ‘Non esiste niente che possa ricondurre Mauri a Ilievski‘, continuano gli avvocati riferendosi al capo del cosiddetto clan degli zingari. Per quanto riguarda, invece, i rapporti del capitano della Lazio con Alessandro Zamperini, il calciatore arrestato che lo chiama in causa per la combine delle due partite, i legali spiegano che ‘i contatti tra Mauri e Zamperini sono contatti abituali tra due amici. Li hanno sempre avuti e siamo pronti a dimostrarlo. Non sapeva nulla dell’attività di Zamperini collegata alle scommesse‘.
30 maggio 2012 – La Procura indaga sul Napoli; Grava e Cannavaro interrogati
Gli ex calciatori Silvio Giusti e Matteo Gianello sono stati raggiunti da un avviso di conclusione delle indagini preliminari da parte della Procura di Napoli. I due giocatori dovranno rispondere dell’accusa di aver agito in modo da falsare il risultato della partita tra la Sampdoria e il Napoli disputata il 16 maggio del 2010. I risultati emersi dall’indagine dimostrano come Gianello, dietro richiesta di Giusti e di altri, abbia contattato alcuni compagni di squadra come Gianluca Grava e Paolo Cannavaro, promettendo loro alcune decine di migliaia di euro ciascuno in cambio del contributo per far vincere la partita alla Samp. Grava e Cannavaro, interrogati in merito, hanno entrambi negato che questo sia mai avvenuto. Gli inquirenti stanno proseguendo nelle indagini a carica anche di altre persone, accusate di frode sportiva e associazione a delinquere; gli atti sono già stati trasmessi alla Figc.
29 maggio 2012 – Il commento di Monti: ‘Il calcio andrebbe sospeso per due o tre anni’
Il presidente del consiglio Mario Monti, durante una pausa del vertice italo-polacco cui sta prendendo parte, ha rilasciato alla stampa delle dichiarazioni sull’argomento del calcio scommesse, di nuovo in evidenza dopo i blitz delle forze dell’ordine avvenuti ieri, conclusisi con l’arresto dei due giocatori Milanetto e Mauri e con la perquisizione di Criscito, oltre all’iscrizione fra gli indagati di Conte e Vieri. La linea che adotterebbe il premier contro i fenomeni delle scommesse, da lui definiti ‘indegni‘, è decisamente dura: la sospensione del calcio per due o tre anni. Monti ha commentato come sia ‘particolarmente triste quando un mondo che deve essere espressione di valori alti, come lo sport, si dimostra un concentrato di aspetti tra i più riprovevoli come la slealtà, l’illegalità e il falso‘; per il primo ministro, che si è occupato di situazioni come questa quando era commissario europeo, ‘è inammissibile [...] che si usino soldi pubblici per ripianare società di calcio‘.
28 maggio 2012 – Arrestati Mauri e Milanetto, Vieri e Conte indagati
Clamoroso blitz di polizia nell’ambito dell’inchiesta sul calcio scommesse: i calciatori Stefano Mauri della Lazio, e Omar Milanetto ex del Genoa, sono stati arrestati su ordine della procura di Cremona. Le forze dell’ordine sono intervenute anche nel ritiro della Nazionale a Coverciano, per un provvedimento di perquisizione nei confronti del difensore azzurro Mimmo Criscito. Secondo le accuse, i calciatori avrebbero agito come referenti dell’organizzazione criminale internazionale dietro le combine delle partite di calcio dei nostri campionati, e ai tre sarebbe stato contestato il reato di associazione a delinquere finalizzato alla truffa e alla frode sportiva: per questo stesso reato è stato iscritto nel registro degli indagati anche l’allenatore della Juventus Antonio Conte, dopo le accuse nei suoi confronti risalenti al periodo in cui era allenatore del Siena. Indagato anche Bobo Vieri. Il suo nome era emerso nel corso di un’intercettazione tra Antonio Bellavista e Ivan Tisci.
In tutto sono quasi 150 le persone indagate.
Particolarmente gravi le posizioni sia di Mauri che di Milanetto, i quali erano disponibili, secondo le accuse, a combinare gli incontri delle loro rispettive squadre in cambio di denaro. Oltre ai due calciatori sarebbero stati arrestati anche cinque cittadini ungheresi, che costituirebbero una nuova cellula di questa organizzazione internazionale, per continuare a manipolare le partite di calcio in sostituzione dei cosiddetti ‘zingari’, decimati dopo l’ondata di arresti dei mesi scorsi.
Ecco i nomi di tutti i soggetti coinvolti:
- Paolo Domenico Acerbis, Vicenza – custodia cautelare in carcere
- Cristian Bertani, ex Novara, ora Sampdoria – custodia cautelare in carcere
- Antonio Conte, allenatore della Juventus, indagato
- Kewullay Conteh, ex giocatore del Piacenza – obbligo di firma
- Domenico Criscito – indagato
- Matteo Gritti, Albino Leffe – custodia cautelare in carcere
- José Inacio Joelson, Pergocrema – domiciliari
- Kakhaber Kaladze
- Stefano Mauri, custodia cautelare in carcere
- Omar Milanetto, ex Genoa, ora Padova – custodia cautelare in carcere
- Alessandro Pellicori, Queen’s Park Rangers – custodia cautelare in carcere
- Sergio Pellisier
- Francesco Ruopolo, calciatore del Padova – obbligo di firma
- Ivan Tisci, custodia cautelare in carcere
23 maggio 2012- Video contro il calcio scommesso
L’Aic, Associazione italiana calciatori, ha diffuso in rete, dopo averlo mostrato alle squadre di serie A, B e Lega Pro, un video contro il fenomeno del calcioscommesse. In un filmato di 13 minuti sono stati raccolti vari contributi forniti dal procuratore federale Stefano Palazzi, tra cui l’intervista ad un giocatore che ha voluto rimanere anonimo. Nell’intervista, il calciatore racconta come è rimasto coinvolto nel giro delle scommesse: ‘Eravamo a metà campionato, la società non pagava gli stipendi da tre mesi, stavolta ho parlato con due e tre compagni, si veniva da due sconfitte, e si decise di accettare. Prendemmo i soldi e da lì è cominciato tutto, e non sapevo più come tirarmi fuori‘. Il calciatore racconta di essere stato poi interrogato in Procura, e di aver confessato ogni cosa: ‘Se tornassi indietro non lo rifarei, sono rovinato, mi vergogno perché ho tradito i miei compagni, i miei genitori e mio figlio‘.
Damiano Tommasi, presidente dell’Aic, ha spiegato che tutti i calciatori sono rimasti molto colpiti dal video, che ha fatto nascere molte discussioni, scambi di opinioni, interrogazioni su come difendersi da questo fenomeno e su come uscirne. Ma il video non è l’unica iniziativa promossa dall’Aic: sarà potenziato l’ufficio legale dell’Associazione in modo da poter aiutare chi si trova invischiato in queste situazioni. L’Associazione si propone di continuare la campagna di sensibilizzazione, soprattutto fra i più giovani.
10 maggio 2012- Arrestati capi ultrà del Bari. Minacciavano i calciatori per pilotare le partite
Mentre nella giornata di ieri sono arrivati i deferimenti del procuratore federale Palazzi, la Procura di Bari continua la sua indagine sul secondo filone del calcio scommesse. I Carabinieri del comando provinciale del capoluogo pugliese, infatti, in esecuzione di provvedimenti restrittivi emessi dal giudice per le indagini preliminari, hanno proceduto all’arresto di alcuni capi ultrà del Bari calcio accusati di avere, in più occasioni, minacciato i calciatori del club pugliese affinchè perdessero alcune partite allo scopo di assicurarsi alcune vincite con le scommesse. Il reato loro contestato è concorso in violenza privata, I fatti risalgono alla stagione sportiva 2010/2011, quando il Bari militava ancora in serie A ma era ultimo in classifica e ormai prossimo alla retrocessione in serie B. tra gli arrestati ci sono i capi ultrà Raffaele Lo Iacono, Roberto Sblendorio e Alberto Savares. Sono stati i l centrocampista ora in forza al Cesena Marco Rossi, e l’allora capitano del Bari Jean Francois Gillet a confermare agli inquirenti le minacce ricevute. Spiegando, però, che le richieste degli ultrà di perdere le partite furono respinte. Gli incontri finiti sotto la lente di ingrandimento sono Bari-Sampdoria terminato 0-1, Cesena- Bari 1-0 e Bari-Chievo 1-2.
‘Aho, siete ultimi, avete fatto questo campionato di… non vi è mai successo niente, nessuno ha preso mazzate e cose varie, domani dovete perdere. Basta, non c’è stato niente da dire, così‘, in questo modo, secondo il verbale d’interrogatorio dell’ex portiere Gillet, i capi ultrà avrebbero chiesto ai giocatori di perdere una partita. E, alla risposta negativa del capitano del Bari, gli ultrà avrebbero rincarato la dose: ‘Va beh, da ora fino alla fine non si sa mai che cosa può succedere, tu vivi a Bari, non si sa mai‘.
Insomma, come se non bastasse l’organizzazione degli zingari, ora sono anche gli ultrà a tentare di pilotare le partite. Il calcio è sempre più nel pallone.
9 maggio 2012 – Deferite 22 società e 61 tesserati
Il procuratore federale Stefano Palazzi ha proceduto a firmare i deferimenti riguardanti la prima tranche dell’inchiesta sul calcio scommesse, quella portata avanti dalla Procura di Cremona. Le società coinvolte sono 22, tutte militanti, lo scorso anno, in serie B o in Lega Pro. Inoltre, sono 61 le persone coinvolte: 52 sono calciatori ancora in attività, 2 sono giocatori che hanno appeso le scarpe al chiodo, 4 sono dirigenti o collaboratori di società e 3 sono iscritti all’Albo dei tecnici, di cui 2 in attività.
Il Chievo-Verona, quindi, come da molti pronosticato, è stato completamente scagionato. Tra i calciatori deferiti spiccano i nomi di Cristian Bertani, Filippo Carobbio, Federico Cossato, Cristiano Doni, Carlo Gervasoni, Vincenzo Italiano, Tomas Locatelli, Salvatore Mastronunzio, Luigi Sartor e Nicola Ventola. Come detto, le partite finite sotto la lente di ingrandimento degli inquirenti sono 33: 29 sono del campionato di Serie B, non solo dello scorso campionato, 2 sono di Coppa Italia e altre 2 riguardano la Coppa Italia della Lega Pro nella stagione sportiva 2010/2011. Insomma, il terremoto che potrebbe sconvolgere il calcio italiano ha avuto inizio.
I club deferiti
AlbinoLeffe, Ancona, Ascoli, Atalanta, Avesa, Cremonese, Delfino Pescara, Empoli, Frosinone, Grosseto, Livorno, Modena, Monza, Novara, Padova, Piacenza, Ravenna, Reggina, Rimini, Sampdoria, Siena, Spezia.
I tesserati deferiti
Paolo Domenico Acerbis, Andrea Alberti, Mirko Bellodi, Cristian Bertani, Davide Caremi, Filippo Carobbio, Mario Cassano, Edoardo Catinali, Marco Cellini, Roberto Colacone, Alberto Comazzi, Luigi Consonni, Kewullay Conteh, Achille Coser, Federico Cossato, Filippo Cristante, Andrea De Falco, Franco De Falco, Alfonso De Lucia, Cristiano Doni, Nicola Ferrari, Riccardo Fissore, Luca Fiuzzi, Alberto Maria Fontana, Ruben Garlini, Carlo Gervasoni, Andrea Iaconi, Vincenzo Iacopino, Vincenzo Italiano, Thomas Hervé Job, Inacio José Joelson, Tomas Locatelli, Giuseppe Magalini, Salvatore Mastronunzio, Vittorio Micolucci, Nicola Mora, Antonio Narciso, Maurizio Nassi, Gianluca Nicco, Marco Paoloni, Gianfranco Parlato, Dario Passoni, Alex Pederzoli, Alessandro Pellicori, Mirco Poloni, Cesare Gianfranco Rickler, Gianni Rosati, Francesco Ruopolo, Nicola Santoni, Vincenzo Santoruvo, Maurizio Sarri, Luigi Sartor, Alessandro Sbaffo, Mattia Serafini, Rijat Shala, Mirko Stefani, Juri Tamburini, Marco Turati, Daniele Vantaggiato, Nicola Ventola, Alessandro Zamperini.
Sommario- Società
- Tesserati
- 27 aprile 2012 - Deferimenti al via dal 7 maggio
- 24 aprile 2012 - Combine Bari-Lecce, i soldi consegnati in tangenziale
- 05 aprile 2012 - Serie A ancora truccata? Dubbi su Chievo-Siena della settimana scorsa
- 04 aprile 2012 - Interrogati i due amici di Masiello
- 03 aprile 2012 - Cinque squadre rischiano la retrocessione in serie B
- 07 marzo 2012 - Si allarga lo scandalo. Coinvolte anche le società?
- 05 marzo 2012 - Per il capo della Polizia Manganelli presto ci saranno nuovi sviluppi
- 28 febbraio 2012 - Il pm Di Martino propone un'amnistia
- 16 febbraio 2012 - Atalanta-Piacenza venduta due volte
- 26 gennaio 2012 - Le mani della mafia sulla serie A
- 23 settembre 2011 - La procura di Napoli indaga su 150 partite
- 03 agosto 2011 - Iniziato il procedimento davanti alla Commissione Disciplinare
- 26 luglio 2011 - Deferite Atalanta e Chievo. I bergamaschi rischiano la B
- 14 luglio 2011 - Avviso di garanzia per Daniele Corvia
- 22 giugno 2011 - Le mani della mafia sul calcio
- 16 giugno 2011 - Pirani tira in ballo squadre di serie A
- 15 giugno 2011 - Scarcerato Beppe Signori
- 09 giugno 2011 - Beppe Signori nega ogni coinvolgimento
- 08 giugno 2011 - In serie A combine tra le società
- 07 giugno 2011 - Sotto esame anche 3 partite di serie A
mer 18/12/2012 da Giuseppe Pomero in Andrea Masiello, Bari, calcio, Calcio scommesse, camorra, Fabio Giacobbe, FIGC, Giovanni Carella, Pescara, Scandali, ultime notizie.
il presidente monti potrebbe augurarsi anche di sospendere le messe visto lo scandalo del vaticano!!!!!!!!!! è meglio che pensi a come tirare su l’italia dopo aver spremuto tutti i poveracci e se vuole lo aiutiamo senza tanti professori
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ma chi vi fa parlare????su mauri c’e niente di niente.solo chiacchericcio uno dice una cosa poi l’altro smentisce…….voi pure mi sa che siete DELLA GIALLOZZOZZA……ASPETTATE ASPETTATE…STAVOLTA E’ IL MOMENTO CHE LE PAGATE TUTTE ASSIEME QUELLO DELL’OTTATA L’ULTIMO E PURE QUESTO..BARI ROMA E ILCAZZOTTO DI PERROTTA.FORSE AVEVANO PRESO UN ACCORDO POI DISATTESO?????