Cacciatore spara ad orso in Minnesota. Addio Hope

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Orso Hope: ripercorrendo la sua vita

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Aveva fatto innamorare tutti di se, fin dal suo primo pianto, subito dopo esser nato in diretta davanti ad una telecamera, il famoso orsetto Hope. L’orso seguito attimo per attimo, grazie al collare GPS che ne monitorava tutti i movimenti, oltre alla supervisione della madre. Forse l’orso aveva perso il collare, oppure il segnale GPS aveva smesso di funzionare, proprio quando l’orsetto, di neppure 2 anni, si è trovato faccia a faccia con un cacciatore, nella foresta del Minnesota.

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L’orso sarebbe stato ucciso dal cacciatore proprio il 16 settembre scorso. E pensare che i ricercatori lo avevano visto due giorni prima, prima che se ne perdessero le tracce.

È probabile che l’animale sia finito nella zona in cui il cacciatore gli aveva teso una trappola. O forse l’orso stesso, abituato sin da piccolo al contatto con gli uomini non avrebbe visto alcun segno di minaccia al momento dell’incontro con il cacciatore, permettendogli cosi di sparargli contro, senza alcuna reazione.

A darne notizia l’associazione che da tempo aveva lanciato un progetto per monitorare e proteggere gli orsi del Nord America. Erano stati loro che avevano avuto l’idea di filmare parte della vita dell’orso con una telecamera, fin dalla sua nascita. Anche la mamma del cucciolo era diventata famosa, infatti, Mamma Lily ha ottenuto ben 130mila fan, su Facebook.

Il famoso orso era stato filmato anche durante un documentario trasmesso sulla BBC, The Bear Family and me.
Diversi sono gli animalisti che cercano di lanciare e tenere sotto controllo le vite di questi esemplari che ogni anno finiscono per essere vittime dei cacciatori. Dopotutto la caccia all’orso nel Minnesota è legale e ogni anno sarebbero oltre 2mila e mezzo gli orsi che vengono abbattuti su circa 19mila esistenti. Tra gli esemplari preferiti dai cacciatori, quelli più giovani, la cui carne sarebbe molto più tenera e pregiata.

Sebbene sappiano chi sia stato ad uccidere l’orso, gli animalisti dell’associazione North American Bear Center hanno preferito non pubblicare il suo nome su Facebook, semplicemente per non alimentare una battaglia persa in partenza contro tutti i cacciatori, in cui a pagarne le conseguenze saranno gli animali per primi.

ven 30/09/2011 da Luigi Putrino in animali selvatici, Caccia, Orsi.

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