A chi vanno i conti correnti di una persona defunta: scopriamo gli eredi

Che fine fanno i conti correnti di una persona defunta? Scopriamo come funziona la burocrazia in questo caso

Quando una persona passa a miglior vita, oltre alla difficoltà di affrontare il lutto, i familiari devono subire il peso delle faccende burocratiche, con eredità e conti correnti annessi.

a chi vanno i conti correnti del defunto
Se una persona muore a chi vanno i conti correnti-foto fonte canva-tuttogratis.it

L’argomento eredità non è facile da gestire. Ad esempio, molti sei chiedono a chi va l’eredità se i coniugi non hanno figli. Spesso invece, si può avere un’eredità anticipata, ma solo se sorgono determinati presupposti.

Avvengono pure momenti in cui la persona defunta ha come eredità solo debiti. Anche in questi casi, i parenti o le persone vicine devono informarsi per capire come gestire il tutto.

I parenti devono presentare anche la dichiarazione d successione dell’Agenzia delle Entrate, la quale deve essere fatta entro un anno dall’apertura della successione che avviene al momento del decesso.

Ovviamente la successione avviene tramite testamento, nel quale va espresso a chi vanno tutti i beni del defunto. Se però si scopre dopo diverso tempo che ci sono uno o più conti correnti intestati alla persona morta, che fine fanno? Chi li eredita?

Se una persona muore: a chi vanno i suoi conti correnti

A chi vanno i conti correnti del defunto
Se una persona muore a chi vanno i conti correnti-foto fonte canva-tuttogratis.it

Spesso si parla di conti dormienti, cioè che non sono sono soggetti a movimenti da diverso tempo da parte dell’intestatario. L’importo minimo previsto da questi conti è di almeno 100 euro e questo non viene toccato da almeno 10 anni.

Per capire se la persona defunta ha dei conti dormienti, gli eredi possono recarsi in banca con i documenti. Possono anche collegarsi online alla piattaforma della CONSAP. Se gli eredi vengono a conoscenza di questo conto, possono chiederne il rimborso e non c’è bisogno di un intermediario.

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L‘importante è fare domanda, la quale deve avvenire in forma telematica tramite appunto la piattaforma CONSAP. In alternativa, si può procedere tramite raccomandata andata e ritorno presso la sua sede.

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Toccherà alla CONSAP poi esaminare la domanda in base all’ordine cronologico e prendendo in considerazione anche altri documenti integrati. Il denaro, poi, potrà essere richiesto una volta terminati i 10 anni dalla data di deposito del denaro stesso.

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