Maternità e paternità: i cambiamenti che partiranno dal 13 agosto

Grandissime novità per i congedi parentali: cambia tutto per la maternità e paternità e il tutto partirà prestissimo, il 13 agosto.

Il congedo parentale è un’agevolazione per le mamme ed i papà di astenersi dal lavoro per alcuni giorni.

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Maternità e paternità: i cambiamenti che partiranno dal 13 agosto – Tuttogratis.it (fonte foto Canva)

Naturalmente i tempi per le donne e per gli uomini sono differenti in quanto le madri hanno bisogno di più tempo per riprendersi dal parto e devono anche allattare il neonato. Il congedo parentale viene sempre retribuito in quanto è un diritto del genitore stare con il proprio bambino e di accudirlo senza avere delle perdite in denaro. Il congedo vale anche per chi adotta un bambino perché i genitori hanno il diritto di stare il bambino e di farlo ambientare per un certo lasso di tempo. Dal 13 agosto entreranno in vigore delle nuove misure per i congedi parentali e l’INPS ha già fornito qualche istruzione in merito. Vediamo subito di cosa si tratta.

Ecco cosa cambia dal 13 agosto per la maternità e la paternità

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Ecco cosa cambia dal 13 agosto per la maternità e la paternità – Tuttogratis.it (fonte foto Canva)

Con l’approvazione del Decreto Legislativo n.105 del 30 giugno 2022 e poi pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 29 luglio, ci sono importanti cambiamenti per i congedi parentali. Fino a pochissimo tempo fa, il congedo per i neo-papà era di soli 10 giorni da poter utilizzare nei due mesi prima del parto oppure nei 5 mesi successivi alla nascita del bambino.

Il congedo per paternità è stato però allungato a 20 giorni ed è obbligatorio, sia per i genitori naturali che per quelli affidatari. Per poterne usufruire, si deve mandare una comunicazione scritta al proprio datore di lavoro entro 5 giorni prima dell’inizio del congedo. Come già anticipato, il congedo è retribuito al 100% in base dello stipendio.

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La svolta arriva anche per il congedo di maternità. In particolare, si può avere il congedo fino ai 12 anni di vita del bimbo, prima era fino ai 6 anni. Il periodo per il congedo è di 3 mesi e spetta anche a chi adotta. Lo stesso vale anche per il papà. Per entrambi i genitori poi la legge stabilisce che si può usufruire di un altro periodo di 3 mesi per un periodo complessivo di 9 mesi (prima erano solo 6).

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Per i genitori soli invece il periodo indennizzabile è di 11 mesi di cui 9 mesi sono retribuiti al 30%. Come “genitore solo” si intende il genitore che non abbia più l’altro compagno a causa della morte oppure abbia l’affidamento esclusivo del bambino. Questi quindi i principali cambiamenti dei congedi parentali. Rimarranno poi invaiati alcuni limiti. La mamma può avere al massimo 6 mesi. Il papà 6 mesi, ma si può aggiungere un mese se c’è l’astensione per un periodo continuativo e non che non sia inferiore ai 3 mesi. Tutti e due i genitori non possono superare insieme i 10 mesi di congedo, anche in questo caso i mesi possono essere 11 se il papà si astiene per un periodo che va dai 3 mesi in poi. È bene ricordare che superati i 9 mesi in cui si ha l’indennizzo, per quelli successivi l’indennità sarà del 30%.