Attacco hacker all’Agenzia delle Entrate, com’è andato a finire: la verità

Si è tanto parlato di un attacco hacker da parte dell’agenzia delle entrare: ma cos’è successo in realtà? Scopriamo la verità

L’Agenzia delle entrate è un organo fiscale davvero importante nel nostro paese perché tende ad avere il controllo sull’evasione dalle tasse e chi non rispetta i pagamenti o cerca di truffare lo stato.

hackeraggio agenzia delle entrate
L’agenzia delle entrate è stata hackerata-tuttograti.it-(Foto fonte Canva)

Tutti i cittadini contribuenti devono sottostare ad una serie di obblighi fiscali, ed è proprio l’Agenzia delle Entrate a regolare tutto questo. Ultimamente la stessa, ha creato un vero e proprio software per scoprire chi evade le tasse. I controlli da parte di quest’ente sono sempre più meticolosi e quindi sempre più persone e categorie sono esposte al rischio. Ultimamente si è parlato di un attacco hacker, qualcuno che ha tentato di entrare nei sistemi fiscali dell’Agenzia delle entrate. Ma qual è la verità? Scopriamola

Attacco hacker all’agenzia delle entrate: cos’è successo realmente

hackeraggio agenzia delle entrate
L’agenzia delle entrate è stata hackerata-tuttograti.it-(Foto fonte Canva)

Secondo quanto riportato da DDAY.IT abbiamo da una parte la gang criminale “LockBit”. Specialisti nel settore ed esperti nella diffusione del maleware. Questo gruppo ha confermato di essere entrato nei server dell’Agenzia delle Entrate e aver prelevato circa 100 GB di file.

Dall’altra parte invece abbiamo Sogei, sarebbe la Società Generale d’Informatica e fa parte del Ministero dell’economia e della finanza che gestisce tutti i server più importanti d’Italia. Mentre quest’ultima smentisce un attacco hacker, Lockbit conferma invece l’intrusione. Secondo la SOGEI non c’è stato alcun attacco. Queste sono alcune delle parole relative all’attacco: “In merito al presunto attacco informatico al sistema informativo della fiscalità, Sogei spa informa che dalle prime analisi effettuate non risultano essersi verificati attacchi cyber né essere stati sottratti dati dalle piattaforme ed infrastrutture tecnologiche dell’Amministrazione Finanziaria”.

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Ovviamente a tal proposito ci sono ancora delle indagini in corso. Molto probabilmente Lockbit ha sbagliato identificare la proprietà del server. Si tratterebbe di uno studio di commercialisti. I documenti pubblicati fanno parte dello Studio Teruzzi Commercialisti Gesis Srl ma non ha collegamenti con Sogei e di conseguenza con l’Agenzia delle Entrate.

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Riguardo gli articoli pubblicati i dati non provengono dall’Agenzia delle Entrate ma da un server dello stesso Gesis che è stato hackerato e che ha subito anche un riscatto. Tuttavia i sistemi anti hackeraggio sono riusciti ad evitare la perdita di dati.