Evita le creme solari che hanno questo ingrediente: il retroscena che nessuno sa

Tra primavera e estate è inevitabile usare le creme solari. Alcune però contengono un ingrediente nocivo: scopriamo quale e perché

Molti sono i miti da sfatare riguardo le creme solari, ecco quello che dovresti sapere e che generalmente nessuno sa.

creme solari da evitare
L’ingrediente nocivo delle creme solari-tuttogratis.it(foto fonte canva)

Quando arriva l’estate, tra i prodotti must have da tenere in borsa troviamo sicuramente le creme solari. Queste infatti sono indispensabili per proteggerci dai raggi UV, quindi evitare scottature, macchie cutanee e rughe precoci. La protezione solare andrebbe spalmata infatti, non solo, con l’esposizione diretta ai raggi solari, ma anche quando ci troviamo sotto l’ombrellone, quando la giornata è uggiosa o passeggiamo per strada. La crema solare andrebbe applicata anche di inverno. Molti sono gli sconti relativi alle protezione solari che si trovano su Amazon, con prezzi inferiori a 5 euro. Tuttavia, c’è un retroscena che nessuno conosce, ovvero che in alcune creme solari esiste un ingrediente davvero nocivo.

L’ingrediente nocivo che danneggia l’ambiente

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L’ingrediente nocivo delle creme solari-tuttogratis.it(foto fonte canva)

Da alcune ricerche si è evinto che alcune creme solari contengono filtri che hanno effetti nocivi sull’ecosistema, soprattutto quello marino, in particolar modo sulla barriera corallina. Ed è per questo che ad alcune nazioni è stato addirittura vietato di utilizzarle. L’ingrediente in questione è l’ossibenzone, una sostanza chimica che, a contatto con il mare, diventa davvero tossica. I coralli, assorbendo questa sostanza la trasformano in fototossine. Queste molecole diventano poi dannose se esposte al sole.

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L’esperimento è stato fatto sugli anemoni, un modello per le barriere coralline. Secondo gli scienziati gli anemoni come i coralli hanno una superficie traslucida, quindi se c’è presenza di ossibenzone che agisce come fototossina, i raggi solari che colpiscono quella zona creerebbero una reazione chimica che andrebbe ad uccidere gli animali. E nell’esperimento è successo proprio questo. Dopo circa 6 giorni, l’anemone esposto alla luce solare è morto e dopo 10 giorni, la stessa sorte è toccata anche agli altri anemoni. Quelli invece non colpiti dai raggi UV sono ancora vivi.

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Quindi si è concluso che il corallo tende ad assorbire l’energia solare e, invece di convertire la protezione solare in una semplice cellula, la convertono in ossibenzone, una tossina nociva. Dovremmo quindi fare attenzione nell’acquisto di creme solari e capire se contengono questa sostanza. In realtà, secondo quanto spiegato dagli esperti, anche altre protezioni che vengono considerate sicure per l’ambiente, potrebbero invece contenere sostanze che si trasformano in tossine nocive.