Clima, New York sommersa dalle acque entro il 2300

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new york sommersa

New York, la città che non dorme mai, la metropoli caratterizzata dalle mille luci che la attraversano, finirà sommersa dalle acque entro il 2300. A dirlo è uno studio internazionale elaborato da un team di scienziati, che prevede uno scenari a dir poco apocalittico: se anche i potenti della Terra si mettessero finalmente d’accordo su obiettivi seri riguardo la tutela del clima, si è ormai già innescato un meccanismo tale per cui il livello dei mari è destinato ad aumentare implacabilmente nei prossimi secoli.

Secondo gli esperti, il livello del mare si innalzerà fino a 2,7 metri a causa del riscaldamento globale, e lo scenario si presenta particolarmente drammatico soprattutto per la costa est degli Stati Uniti: ‘A New York City, per esempio, l’aumento di appena un metro moltiplicherebbe la frequenza di gravi inondazioni: da una ogni secolo a una ogni tre anni‘, spiega Stefan Rahmstorf, coautore dello studio e professore dell’Istituto di Potsdam per la ricerca sugli impatti climatici. Ma tutta la costa atlantica è sotto osservazione speciale, poiché il livello del mare sta crescendo ad una velocità fino a quattro volte superiore rispetto al resto del mondo, ed anche altre zone del mondo, in paesi già afflitti da povertà e misere condizioni di vita, sono a rischio, così come alcune metropoli asiatiche.

La conseguenza più probabile di tutto ciò, secondo un’altra ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Nature Climate Change, sarebbe un vero e proprio esodo di massa, che oltretutto comporterebbe danni economici incalcolabili. Le probabilità di restare entro la soglia di 2 gradi, inserita nell’accordo di Copenaghen sul clima quale punto di non ritorno per il pianeta, diventa una mera utopia a causa della costante crescita di emissioni, e con un forte innalzamento delle temperature di 3 gradi, il livello dei mari salirebbe tra i 2 e i 5 metri, conclude lo studio del prof. Rahmstorf e dei suoi colleghi. Non è la prima volta che gli scienziati lanciano previsioni apocalittiche sul futuro del nostro pianeta, ma mai prima di questo studio forse era stata data un’immagine della situazione senza alcun margine di cambiamento, di reversibilità. Una visione troppo pessimistica?

lun 26/06/2012 da Giulio Ragni in Disastri naturali, New York, USA.

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Enzo
Enzo 28 June 2012, 15:12
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