Soter Mulè, l’ingegnere che causò la morte di una donna durante un gioco erotico, torna in libertà

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Soter Mulè, l'ingegnere che causò la morte di una donna durante un gioco erotico, torna in libertà

Soter Mulè, dopo quasi tre mesi di arresti domiciliari, è tornato in libertà per decorrenza dei termini di custodia cautelare. Mulè è il quarantatreenne ingegnere di Roma che, nella notte tra il 9 e il 10 settembre, causò la morte di una donna, Paola Caputo di ventitrè anni, nel corso di un gioco erotico finito male. La vittima, insieme ad un’amica che, per fortuna, è rimasta solo ferita, fu rinvenuta legata per il collo, di schiena, con una corda appesa al tubo del riscaldamento nel garage del palazzo che ospita l’Agenzia delle Entrate di Roma.

Il Gip Marco Mancinetti, infatti, ha accolto le richieste della difesa e ha rubricato il fatto di reato come omicidio colposo, smentendo le tesi della Procura che aveva chiesto per Mulè il rinvio a giudizio per omicidio volontario. Per l’omicidio colposo il Codice di procedura penale prevede una misura cautelare restrittiva della libertà personale non superiore ai 3 mesi. E ‘Kimbaku‘ (il soprannome di Mulè nell’ambiente sadomaso) è potuto, quindi,tornare in libertà. ‘La sua scarcerazione senza alcun tipo di vincolo rafforza la tesi della natura colposa del reato‘, hanno dichiarato soddisfatti gli avvocati dell’ingegnere, Antonio Buttazzo e Luigi Di Maio.

Mulè, invece, per ora non ha voluto commentare la bella notizia e si è limitato a dichiarare: ‘ho perso il lavoro e non ho ancora fatto programmi per il futuro. La mia vita ha subito un completo reset. Quando riuscirò a riprendermi credo che tornerò a studiare e lavorare, ma in questo momento le due cose, non sono nemmeno in programma‘.

lun 12/12/2011 da Giuseppe Pomero in Omicidi, Roma, sessualità.

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Alessandra
Alessandra 13 dicembre 2011, 10:58
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Mi sembra giusto, nessuno ha obbligato la ragazza quindi non c’è alcun motivo di condanna. Ognuno si prenda le proprie responsabilità

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