Bomba esplode a Roma, muore giovane operaio

Un’esplosione terribile quella di questa sera, verificatasi nel centro di Roma, in un palazzo di via Tuscolana, ovvero il quartiere di Cinecittà. La deflagrazione si sarebbe verificato all’interno di un appartamento in ristrutturazione al primo piano di un edificio. Al momento dell’esplosione all’interno dell’edificio si trovavano tre operai rumeni che stavano lavorando alla ristrutturazione dell’appartamento che sarebbe dovuto diventare uno studio dentistico.
L’esplosione ha provocato la morte di Robert Julian Kesler, un giovane operaio di 28 anni, morto mentre veniva trasportato in ospedale a bordo dell’eliambulanza. Il giovane operaio romeno è stato completamento investito e trafitto dalle schegge di una bomba a mano, di modello Srcm, trovata all’interno di un borsone, insieme ad altre tre granate dello stesso modello e formato, poste nello sgabuzzino dell’appartamento.
Non è ancora chiaro come si sia trovato l’ordigno all’interno dell’abitazione. sembrerebbe, dopo alcuni accertamenti, che gli ordigni appartenessero al signor Massimo Sculli, impiegato cinquantatreenne e impiegato presso una casa editrice e figlio del proprietario dell’appartamento del quartiere di Cinecittà.
L’uomo negli anni Ottanta, avrebbe portato gli ordigni nell’abitazione, dopo aver svolto il servizio militare nel ruolo di allievo ufficiale di complemento nell’esercito.
È quanto si apprende da una prima ricostruzione eseguita dalla polizia che per le prime ore del tardo pomeriggio, dopo la deflagrazione, avevano messo in stato di fermo e interrogato i due operai che si trovavano nell’appartamento insieme al ragazzo morto e dopo aver interrogato l’impiegato della casa editrice. Tuttavia non è del tutto chiara la dinamica dei fatti. Si ipotizza, infatti, che l’ordigno sia esploso dopo essere stato maneggiato, inconsapevolmente dall’operaio o perché il ragazzo, sempre inconsapevole del contenuto, avrebbe spostato la borsa all’interno della quale si trovava l’ordigno.
Fortunatamente non sono esplose le altre bombe, presi in consegna dagli artificieri della Polizia per maggiori accertamenti sul caso.
Dopo aver perquisito l’appartamento, gli inquirenti hanno trovato munizioni da guerra e un totale di quattro granate, compresa quella esplosa, ragion per cui è scattato l’arresto per l’ex militare Massimo Sculli, con l’accusa di detenzione di munizioni da guerra e morte conseguente di altro delitto e per essere responsabile della morte del giovane operaio rumeno.
Foto di Kenny East
dom 28/06/2012 da Luigi Putrino in Cronaca Roma, Morti sul lavoro, Roma.
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