Le truffe online colpiscono ancora e migliaia sono le vittime. Questa volta si tratta di un bonus INPS da 715 euro: qual è stato l’inganno
Le truffe online continuano a rappresentare una minaccia concreta per molti utenti, nonostante le campagne di sensibilizzazione e le misure di sicurezza adottate. L’ultima trovata dei truffatori è un falso bonus da 715 euro, una presunta agevolazione che in realtà non esiste e che serve solo a ingannare le persone più vulnerabili o meno esperte nel digitale.
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A differenza di altre frodi che spesso avvengono tramite SMS, questa volta il raggiro si sta diffondendo via email. I criminali informatici inviano messaggi che sembrano ufficiali, spingendo le vittime a fornire dati personali e bancari con la promessa di ricevere il denaro. Questa tecnica è nota come phishing, un sistema fraudolento che punta a rubare informazioni sensibili fingendosi enti affidabili.
Purtroppo, queste truffe colpiscono soprattutto chi non ha familiarità con la sicurezza online, mettendo a rischio i loro risparmi. Per proteggersi, è fondamentale non cliccare su link sospetti, non inserire dati personali su siti non verificati e segnalare immediatamente tentativi di frode alle autorità competenti. La sicurezza digitale passa anche dalla consapevolezza. Diffondere queste informazioni può aiutare a evitare che altre persone cadano in queste trappole.
Bonus INPS da 175 euro: come sono state ingannate le persone
I truffatori continuano a perfezionare le loro tecniche per ingannare gli utenti, e l’ultima frode sfrutta il nome dell’INPS per sembrare credibile. Attraverso email dall’aspetto ufficiale, complete di logo e grafica istituzionale, cercano di convincere le vittime a cliccare su un link che rimanda a un sito falso. Qui viene chiesto di inserire dati personali e bancari con la promessa, del tutto fasulla, di ricevere un presunto bonus.
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Il raggiro si basa su un pretesto efficace. I truffatori sostengono che il pagamento del bonus sia bloccato a causa di dati errati o incompleti, spingendo così la vittima ad aggiornare le informazioni. L’INPS ha più volte avvisato i cittadini di questi pericoli, spiegando come riconoscere un tentativo di frode. Tra gli indizi più comuni ci sono errori grammaticali nei testi, traduzioni imprecise e richieste insolite di informazioni sensibili.
È fondamentale ricordare che l’INPS non richiede mai dati bancari via email o SMS. Chiunque abbia fornito informazioni personali a questi truffatori deve contattare immediatamente la propria banca per bloccare eventuali transazioni e segnalare il tentativo di frode alla Polizia Postale. Diffondere queste informazioni aiuta a proteggere altre persone da possibili raggiri.