Pallone d’oro di Maradona rubato e fuso. Lo dice un boss pentito

Salvatore Lo Russo, Boss di Napoli, oggi collaboratore di giustizia, afferma di aver aiutato negli anni ’90 il calciatore Diego Armando Maradona a recuperare degli orologi che gli erano stati rubati.
Nel 1986 Maradona aveva vinto il Pallone d’oro, dopo aver vinto i campionati mondiali. Il prezioso cimelio era custodito nel Banco di Napoli, ed era stato dei trafugato dai rapinatori che avevano assaltato.
Il boss voleva recuperare il prezioso tesoro, ma purtroppo era già stato fuso, e il campione argentino ha dovuto così fare a meno del suo più prestigioso premio.
Si trattava comunque di favori gratuiti che il boss faceva al suo idolo calcistico, al quale non avrebbe mai chiesto soldi in cambio se non la promessa di far vincere il suo Napoli.
La collaborazione tra i due soggetti è quindi accertata, ma il rapporto era amicale e su scambi di favori, niente di losco, niente implicazioni in spaccio di droga o in associazione in delinquere per il calciatore che si pensava implicato.
L’incontro solo c’è stato in seguito all’uso di sostanze stupefacenti che Maradona faceva, e di cui tutti sono ormai a conoscenza.
E’ noto infatti che il calciatore facesse abitualmente uso di cocaina e che i contatti con i fornitori delle sostanze stupefacenti ci sono, ma questo non include collaborazioni di altro tipo, in quanto Maradona era solo un cliente.
Questo però lo ha agevolato per il recupero di alcune cose, peccato per il pallone d’oro.
mer 13/04/2011 da Christian Vannozzi in camorra, Droga, furti e rapine, Mafia.

















