Intervista a Eto’o: sono un esempio per i bimbi africani. E sì, mi piacciono i soldi
Il passaggio di Samuel Eto’o dall’Inter alla squadra russa dell’Anzhi per 25 milioni di euro e un contratto annuale che si aggira intorno ai 20 ha tenuto banco tutto il calciomercato estivo. Ora il campione camerunense si trova in Russia, in un posto dove la crisi economica è lontana anni luce e i proprietari dei pozzi petroliferi la fanno da padroni. Raggiunto da un giornalista del quotidiano sportivo francese Equipe ha spiegato la scelta di vita fatta in estate.
‘L’idea è dare visibilità all’Africa, provare che anche noi africani possiamo diventare gente importante. Un esempio per i bambini del Continente nero, insomma.
Ma è sempre questione di soldi: ‘Se mi avessero proposto lo stesso stipendio che avevo all’Inter non sarei venuto. Poi è facile criticare. Non rimpiango nulla, le installazioni sono ottime e le persone formidabili. Con questo contratto dimostro ai ragazzini africani che tutto è possibile e che basta darsi i mezzi per riuscire. Se al posto mio fosse arrivato un europeo o un sudamericano se ne sarebbe parlato di meno. Per un africano invece la cosa appare meno ovvia. Il proprietario del club associando la sua volontà al mio talento ha permesso che il sogno di migliaia di africani diventasse realtà. D’altronde anche il presidente del Gabon mi ha detto che dovevo venire qui, perché è di questo che l’Africa ha bisogno’.
gio 15/09/2011 da Giorgia Giacomelli in calcio, Samuel Eto'o.

















