Calcio scommesse: lo scandalo e l’inchiesta contribuiscono ad affossare le puntate

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scandalo calcio scommesse

Il calcio scommesse è in subbuglio. Dopo l’ennesimo scandalo che coinvolge il mondo del pallone si teme che il betting possa crollare. A leggere i dati Agicos si nota come già nei primi 5 mesi del 2011 gli italiani hanno scommesso meno soldi rispetto lo stesso periodo del 2010.
Chiaro, i soldi sono sempre meno e sperperarli in scommesse non è l’ideale.
Ma la crisi è solo un aspetto del problema. L’anno scorso c’erano i mondiali che pompavano le scommesse. Ma i problemi sono anche altri…
Questo calo del 3%, di cui risentirà anche l’Erario, è dovuto anche ad altri fattori: concorrenza dei nuovi giochi e mercato parallelo delle scommesse, cioè quello illegale o legale, ma straniero.
Aggiungiamoci che in Italia non funziona il betting exchange (scommessa tra gli utenti, un tipo di gioco che va forte all’estero) e ci rendiamo conto che il betting nel nostro paese rischia di passare momenti davvero poco felici nei prossimi mesi.
E’ la fine del calcio scommesse in Italia? No, non scherziamo. Ma ci permettiamo una sommessa domanda: perché ciclicamente escono fuori gli stessi scandali e i vertici Fifa fanno le stesse dichiarazioni (vigileremo di più, inaspriremo le sanzioni…) ma poi non succede mai nulla? Perché le squadre, i tifosi, le agenzie di scommesse non si costituiscono parte civile?…

Che dire… da una settimana il mondo del calcio è tornato in subbuglio. Sembra di essere tornati indietro di cinque anni con le inchieste e le intercettazioni su presunti imbrogli per favorire un gruppo di scommettitori. Indagate molte squadre di serie B, un arresto ai danni dell’ex azzurro Beppe Signori, accuse al capitano dell’Atalanta Doni e cinque squadre di serie A nel mirino dei giudici: Roma, Genoa, Lecce, Fiorentina e Cagliari. Incertezza anche su alcune partite del Napoli disputate lo scorso campionato.

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In questo grande marasma dove sta la verità? Cerchiamo di fare luce su alcuni fatti:
Doni respinge le accuse mosse sul suo conto sostenendo la sua estraneità ai fatti. Non esistono prove contro di lui né tanto meno intercettazioni che lo inchiodano. Su La Repubblica il capitano lascia tali dichiarazioni ‘Mi stanno infangando, parlano di me perché gli altri sono pesci piccoli’, in questo modo non smentisce i fatti ma semplicemente afferma la sua non colpevolezza. In conclusione sul libro degli indagati, oltre ai nomi già noti sono finiti anche fratelli Cannavaro e l’immancabile Mario Balotelli per una serata trascorsa in compagnia di due esponenti della camorra di Scampia. L’attaccante del Manchester City afferma di non conoscere il lato oscuro della vita delle due persone incontrate a Napoli. Peccato che gli europei sono soltanto tra un anno perchè i presupposti sono gli stessi dei mondiali del 2006.

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