Calcio scommesse, Cristiano Doni: Ho truccato le partite, confessino anche gli altri

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‘Si, ho truccato le partite, confessino anche gli altri corrotti‘. A parlare è Cristiano Doni, che in un’intervista concessa al quotidiano Repubblica racconta i retroscena dello scandalo calcio scommesse, che lo ha visto coinvolto insieme ad altre sedici persone e diversi gruppi criminali internazionali. Parole che certamente sono destinate a lasciare il segno, mentre l’ormai ex bandiera dell’Atalanta vuota il sacco su inganni, omertà e affari sporchi del mondo del pallone nostrano.
‘Io spero solo che gli altri calciatori vedano quello che mi è successo e capiscano. Non siano tanto imbecilli e facciano quello che in queste ore sta facendo Masiello. È stato molto coraggioso e, diversamente da me, ha avuto l’intelligenza di denunciare tutto per tempo. Spezzare quell’omertà che sta devastando il calcio‘, racconta Doni, che afferma che le sue responsabilità sono da attribuire a due sole partite del campionato incriminato, Ascoli-Atalanta e Atalanta-Piacenza. Ma il suo zampino c’era anche in una lontana partita del 2000, Atalanta-Pistoiese, partita per cui furono indagati ed assolti diversi calciatori e dirigenti. Ma anche quella gara fu il frutto di una combine.
Secondo Doni in Italia c’è un problema culturale che ha favorito la nascita delle scommesse illegali sul nostro campionato di calcio: ‘Da noi c’è l’abitudine di non infierire sull’avversario, di non mandare in B un collega in pericolo se non c’è un motivo di classifica, di mettersi d’accordo. In Spagna ad esempio non è così. Da noi invece capita che in campo ti chiedano il risultato, è capitato anche a me sia di chiedere sia di avere avuto richieste. E su queste abitudini da quando hanno legalizzato le scommesse ‘campano’ tutti: gli ingenui, gli amici, i balordi, i mafiosi. E il problema assume altre proporzioni. Ma il punto di partenza è un difetto culturale che non riguarda solo i calciatori, ma anche gli altri protagonisti, gli arbitri che vedono tutto e non fanno nulla, il quarto uomo, gli osservatori della Figc, i giornalisti… Perché non è mai successo nulla tutte le volte che un giocatore è stato inseguito negli spogliatoi dagli avversari dopo un risultato inatteso?‘. Doni comunque giura di non aver mai danneggiato l’Atalanta, di aver fatto di tutto per non farla retrocedere. ‘Ho tradito solo lo sport‘ dice lui: hai detto niente, caro Doni.
sab 28/01/2012 da Giulio Ragni in Andrea Masiello, Bari, calcio, Calcio scommesse, FIGC, inchieste.

















