Riscaldamento globale: guerra anche a metano e particolato

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riscaldamento globale guerra anche a metano e particolato

Contro il riscaldamento globale non sarebbe più sufficiente la guerra alle emissioni di Co2 ma bisognerebbe intervenire anche nei confronti di metano e particolato. Lo afferma uno studio del Joint Research Centre di Ispra, pubblicato su Science, che parlerebbe di un miglioramento dell’ambiente, della produttività dei raccolti e della salute degli esseri umani, colpiti ogni anno da malattie legate all’inquinamento.

Secondo gli studiosi, infatti, per intervenire nel breve periodo è necessario diminuire le emissioni di metano e particolato, mantenendo sempre costante il contrasto alle emissioni di CO2, che però impiega comunque anni ad abbandonare l’atmosfera. Queste proposte sono contenute nelle diverse immediate soluzioni che sono risultate più efficaci in un’elaborazione a computer.

Secondo la ricerca, condotta da un team di ricerca internazionale guidato da Drew Shindell, esperto di clima della NASA, queste misure aggiuntive potrebbero ridurre la temperatura del pianeta di circa 0.5 gradi entro il 2050, evitando 4.7 milioni di morti premature legate ai problemi d’inquinamento atmosferico. Anche i raccolti ne gioverebbero: dal 2030 in poi si registrerebbe un aumento di produttività fino a 135 milioni di tonnellate, combattendo l’ozono. Tutte queste misure sarebbero utili a proteggere soprattutto le zone più fragili del mondo: l’Artico, che negli ultimi 50 anni si è riscaldato del doppio rispetto al resto del pianeta, e l’Himalaya, che si riscalda tre volte più velocemente.

lun 16/01/2012 da Simona Buscaglia in Inquinamento.

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