Occhiali speciali per ipovedenti: un cieco potrà vedere il nipotino per la prima volta

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La tecnologia è arrivata ad un livello estremamente avanzato, tanto che molte cose che oggi sono possibili fino a neanche molti anni fa non avremmo mai pensato sarebbero state realizzabili. E si muove anche velocemente, grazie alle conoscenza acquisite e agli strumenti sempre più efficaci che gli scienziati approntano e migliorano. Quando poi la tecnologia si mette al servizio della medicina, apre la porta ad invenzioni che potrebbero davvero cambiare in meglio la vita di tante persone.
Il signor Elias Konstantopoulos, emigrato in America dalla Grecia quand’era ragazzo, ha oggi settantadue anni. Quando ne aveva quarantatre si era accorto che la sua vista stava cominciando ad avere dei problemi, e si era recato dall’oculista. La prognosi era stata infausta: il medico, accorgendosi che l’uomo stava già perdendo la visione laterale, gli aveva detto che soffriva di una patologia alla retina, che inevitabilmente nel giro di una decina di anni l’avrebbe portato alla cecità totale.
‘Perdere la vista è praticamente perdere tutto‘ era solito dire il povero Elias. Ma oggi forse una nuova tecnologia potrebbe ridargli la speranza di tornare a vedere: l’uomo ha deciso infatti di sottoporsi alla sperimentazione di un paio di occhiali speciali, e grazie ad essi la sua condizione è già leggermente migliorata.
Gli occhiali, dotati di una telecamera wireless, comunicano con alcuni elettrodi inseriti chirurgicamente negli occhi del paziente. Grazie a questa operazione di tre ore, poco dolorosa a detta del signor Konstantopoulos, l’uomo è in grado di distinguere i contorni degli oggetti scuri su sfondo chiaro (riuscendo per esempio a scorgere i contorni delle finestre aperte all’interno delle stanze), e se una macchina passa i suoi occhi vedono un veloce fascio di luce.
La tecnologia, chiamata Argus II, è stata progettata dalla società californiana Second Sight. Recentemente il suo uso è stato approvato anche in Europa oltre che negli Stati Uniti, e la usano trenta persone in tutto (quattordici in America e sedici in Europa).
Il signor Konstantopoulos mantiene cos’ viva la sua speranza di riacuistare la vista, per riuscire a vedere per la prima volta il suo nipotino.
mer 06/04/2011 da Gea Ferraris in medici, tecnologia, USA.














