Problemi digestivi e mal di stomaco: un test per affrontarli

Problemi digestivi e mal di stomaco colpiscono, soprattutto nella stagione fredda, la salute di 15 milioni d’italiani: ora un test, distribuito in farmacia, può aiutare ad affrontarli. L’iniziativa per una campagna d’informazione e prevenzione è stata lanciata da Apoteca Natura e Società italiana di medicina generale (Simg), e ha come slogan Stomaco e intestino al centro della tua salute.
Dal primo novembre, in oltre 500 farmacie sparse su tutto il territorio nazionale, è possibile effettuare un test gratuito, che traccia una mappa personalizzata dei problemi gastrointestinali e di mal di stomaco, descrivendo poi un percorso di recupero personalizzato. Le donne sono doppiamente colpite da questi problemi rispetto agli uomini, con una media del 25% di soggetti affetti da queste patologie, contro l’11% della categoria maschile.
«Questa collaborazione unisce il meglio delle due professionalità a vantaggio del cittadino/paziente – dichiara Giuseppe Ventriglia, responsabile Area fitoterapia della Simg – In base ai risultati di questo questionario personalizzato, infatti, il farmacista potrà svolgere un’importante funzione di sensibilizzazione e di filtro, aiutando la persona a prendere atto del suo problema e capire quando è opportuno rivolgersi al medico per un approfondimento». Le principali cause di questi problemi sono diete fai da te, fumo di sigaretta e abuso di alcool. Molto spesso rimedi naturali come il gel d’aloe o l’orzo oppure cumino, per i gonfiori, sono più che sufficienti per risolvere questi problemi.
gio 27/10/2011 da Simona Buscaglia in Farmaci.















Si parla di antiacidi per il bruciore e mal di stomaco – contenenti SODIO BICARBONATO, con la capacità di REAGIRE con gli acidi dello stomaco.
Allegato IX D.Lgs. 46/1997 emendato col D.Lgs. 37/2010:
4. Regole speciali
4.1. Regola 13
Tutti i dispositivi che comprendono come parte integrante una sostanza la quale,
qualora utilizzata separatamente, possa essere considerata un medicinale ai sensi
dell’articolo 1 del decreto legislativo 24 aprile 2006, n. 219 e che possa avere un
effetto sul corpo umano con un’azione accessoria a quella del dispositivo, rientrano
nella classe III.
Questi “dispositivi medici a base vegetale”, se marcati CE, godono degli stessi benefici dei farmaci da banco: DETRAZIONE DEL 19%, pubblicità, ecc.
Il produttore (non farmaceutico, in questo caso è una S.p.A. Società Agricolas) può commercializzare col marchio CE i dispositivi medici di classe I con una semplice autocertificazione, ritengo:
1) scansando le relative verifiche dell’AIFA (agenzia del farmaco) sulla correttezza delle modalità di produzione (il farmaco da banco non può scansarle);
2) non essendo così assoggettati alla sorveglianza di un organismo notificato (come lo sono invece i dispositivi medici di classe IIa, IIb e III);
3) eludendo la normativa europea relativa ai medicinali vegetali tradizionali.
Questo, a mio parere, è uno stratagemma e come consumatore non mi piace per niente.