Misurare la pressione sanguigna: perché non farlo dal barbiere?

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Misurare la pressione sanguigna: perché non farlo dal barbiere?

Dagli Stati Uniti arriva una proposta particolare per migliorare l’assistenza medica sul territorio: provare la pressione dal barbiere. Perché proprio li? Perché in diverse tradizioni etniche che compongono gli Stati Uniti (come quella afro-americana o quella degli italo-americani) il barbiere è visto come luogo di ritrovo per soli uomini, dove poter passare ore e ore a discutere in completo rilassamento. Oggi negli Usa, comprendendo tutte le etnie presenti, il 65% degli americani ultrasessantenni soffre di ipertensione. Questo problema è dovuto, soprattutto, al tipo di alimentazione, troppo piena di grassi, e allo stile di vita, molto sedentario. Purtroppo solo il 27% delle persone malate, controlla adeguatamente la sua pressione. Nel nostro Paese la situazione è migliore, sono 13 milioni gli ipertesi, ma solo il 21% tiene sotto controllo la sua situazione medica, il 75% non segue la terapia che gli è stata assegnata e addirittura il 50% non sa di essere ammalato.

I ricercatori dell’Università UTS del Texas, diretti da Robert Haley, hanno scelto per la loro sperimentazione 17 negozi, gestiti da barbieri di colore. Dopo un adeguato training 8 di loro hanno, per 2 anni, distribuito brochure informative sull’ipertensione, mentre gli altri 9, oltre a tappezzare le pareti del negozio di poster sulla malattia, offrivano anche un controllo gratuito per i clienti in attesa del taglio e se i loro valori pressori risultavano elevati, gli consigliavano un controllo medico.
Nei due anni di sperimentazione si sono ottenuti dei dati interessanti e confortanti. Infatti quasi il 20% dei clienti dei 9 barbieri operativi hanno iniziato a controllarsi regolarmente, mentre i controlli degli habitué dei barbieri che davano solamente i depliant della malattia sono aumentati solamente dell’11%.
I veri eroi di questa storia sono i barbieri - hanno commentato gli autori dello studio – ci hanno dimostrato come saper operare sul territorio, sul tessuto sociale possa diventare parte integrante dell’assistenza in una popolazione a rischio per una malattia dove noi avevamo finora fallito. L’iniziativa dovrà essere allargata a livello nazionale in modo da incentivare tutti i barbieri americani a incoraggiare i loro clienti a un miglior monitoraggio della loro pressione‘. Una lezione che potremmo magari copiare anche in Italia con i ‘varveri’ della nostra Sicilia.

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