Mangiare al fast food è un trend in crescita. Salute addio

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Gli Italiani sembra non sappiano più mangiare in maniera sana, eppure il nostro Paese è rinomato per la buona cucina e per pietanze che ci invidiano in tutto il mondo, eppure, come molti altri popoli, stiamo cadendo nella trappola del fast food.
Fast food, ma anche cibi precotti o in scatola, da cucinare in pochi minuti, tenta ormai gran parte della popolazione, che raggiunge la quota spaventosa del 37%, dato molto triste per un Paese da sempre abituato alle gioie della buona cucina, che esporta ristoranti e cuochi in tutto il mondo.

Se esaminiamo la situazione con calma, notiamo però che ben pochi provano più piacere in hamburger e patatine fritte, piuttosto che nella pasta fatta in casa, in effetti non c’è neanche bisogno di chiedere una cosa del genere, ma i dati parlano di 37 persone su 100 che preferiscono le patatine fritte del fast food ad un bel piatto di ravioli ricotta e spinaci. Ma come è possibile?

La ragione sta nello stress e nel poco tempo. Ormai la società è iperattiva, e non si ha molto tempo per cucinare, anche perché le donne, che tempo fa non lavoravano, sono ora costrette a lavorare, e quindi nessuno ha più il tempo di dedicarsi alla buona cucina.

Questo genera la situazione che spinge le persone a pasti veloci nei fast food o nel cucinare cibi precotti o in scatola. Se ci pensate bene, dopo 8-9 ore di lavoro, ed un ora nel traffico della grande città, mettersi un’ora ai fornelli non viene in mente a nessuno, anche perché la fame e la stanchezza prendono il sopravvento.

Eppure non vi stupite se frequentando i fast food alla fine vi sentirete un po’ giù di morale: una ricerca mostra che chi si nutre di cibo spazzatura sviluppa depressione a lungo andare.

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