Malato di tumore? Per molti italiani vuol dire perdere il lavoro

Per un malato di tumore, non c’è solo il percorso di terapia per cercare di sconfiggere la malattia ma anche, e purtroppo, la sfida per mantenere il lavoro: negli ultimi dieci anni, per molti italiani malati di cancro scoprire la malattia si è poi tradotto nella perdita del proprio posto in ufficio o della propria attività. È quello che emerge da un’indagine del Censis, intitolata Ad alta voce, in collaborazione con la Federazione italiana delle associazioni del volontariato oncologico.
Di 274 mila malati che hanno avuto questi problemi, circa 85 mila hanno dovuto affrontare la perdita del lavoro o la diminuzione del proprio reddito negli ultimi cinque anni. I dati che emergono sul cancro sono anche il simbolo della diffusione della malattia: a circa 2.2 milioni di italiani è stato diagnosticato un tumore. Il 57% ha superato la malattia negli ultimi cinque anni mentre circa 800 mila negli ultimi dieci anni. Ciò dimostra come il cancro sia ormai una questione sociale e non solo qualcosa legato alla salute: sono sempre più necessarie forme di supporto a lungo termine e interventi che rendano il ritorno nella società più facile.
Da quanto emerge dall’indagine infatti, molti pazienti si sentono abbandonati, e hanno come unico punto di riferimento e sostegno la propria famiglia. Molto spesso queste carenze istituzionali sono coperte dalle varie associazioni di volontariato, che offrono sostegno medico e psicologico ai pazienti. Complessivamente si evidenzia un giudizio positivo sulla sanità, nella fase della terapia, ma si registra un voto insufficiente per quel che riguarda le attività e i servizi di supporto. Con lo stato di crisi c’è inoltre paura per i tagli economici alla sanità, che potrebbero trasformarsi in un futuro incerto per i malati di cancro del nostro paese.
mer 09/11/2011 da Simona Buscaglia in Cancro.














