Longevità: scoperto un gene speciale negli abitanti di un paese del Lazio

Volete una vita lunga e in salute? Se avete la fortuna di avere qualche origine nel Basso Lazio, per voi potrebbe essere più facile. I ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma hanno scoperto un gene della longevità negli abitanti di Campodimele, un piccolo paese nella Regione del Centro Italia. Gli studiosi, coordinati da Marcello Arca, avrebbero infatti individuato delle particolari caratteristiche positive in questi cittadini della provincia di Latina.
I ricercatori hanno messo in pratica una mappatura genetica degli abitanti di Campodimele, visto che dalle prime analisi hanno presentato valori particolarmente bassi di colesterolo e Ldl, il famoso colesterolo cattivo. Per quale motivo quasi tutti i cittadini di questo piccolo paese nel basso Lazio registravano questi risultati? Sembrerebbe tutto merito di una mutazione della proteina chiamata Angptl3, che rallenterebbe l’eliminazione delle lipoproteine che trasportano il colesterolo e i trigliceridi nel sangue. In ricerche precedenti sugli abitanti di Campodimele, che presenta molti ultracentenari, non si erano mai indagate le caratteristiche genetiche: si è sempre pensato si trattasse esclusivamente di sana alimentazione e stile di vita.
Questi italiani un po’ speciali erano già stati anche dall’Organizzazione Mondiale della sanità, che però li aveva appunto classificati come un esempio da seguire per il loro sano stile di vita. Questa scoperta ovviamente potrà avere ulteriori risvolti per quanto riguarda terapie atte a proteggere ad esempio dall’arteriosclerosi, con nuove varianti genetiche che potrebbero servire da antidoto contro colesterolo cattivo e altri fattori negativi per la nostra salute.
L’elisir di lunga giovinezza è stato a lungo oggetto di diverse ricerche, nazionali e internazionali. Una delle ultime è riuscita a invertire l’invecchiamento cellulare. La scoperta dell’Università di Montpellier, guidati dal dottor Jean-Marc Lemaître è riuscita a trasformare delle cellule di uomini anziani, dai 74 fino a 101 anni, in cellule staminali pluripotenti indotte, cioè quelle cellule che sono in grado di moltiplicarsi, grazie a un cocktail di due particolari geni.
mer 15/05/2012 da Simona Buscaglia in Vecchiaia.
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