Gambe robotiche contro la paralisi. Una sportiva torna a camminare

Per chi non può più stare in piedi da solo, ora arrivano le gambe robotiche contro la paralisi. Grazie a questa eccezionale invenzione dell’Università di Berkeley in California, una sportiva australiana è tornata a camminare. Amanda Boxtel, oggi 43enne, dal febbraio del 1992 è costretta su una sedia a rotelle, in seguito a un incidente sugli sci che le causò una lesione midollare.
Nell’ottobre di un anno fa, è stata chiamata dai ricercatori per provare quello che viene definito esoscheletro: una sorta di scheletro robotico esterno, che permette a chi soffre di paralisi di camminare con l’ausilio di due stampelle. La donna precedentemente si è sottoposta anche al trapianto di cellule staminali in India, ma l’esito non ha dato i risultati sperati.
Il progetto di quelle che vengono anche chiamate elegs è partito inizialmente per aiutare i militari a sopportare carichi molto pesanti, fino a 600 chili, sulle spalle. Le gambe robotiche funzionano grazie all’uso di batterie al litio, contenute in uno zainetto, permettendo sei ore di carica, che consentono al malato di camminare e muoversi. Il robot per ora costa molto: circa centomila dollari, ma è la base per permettere a chi non può più stare sulle sue gambe di tornare a muoversi.
mer 26/10/2011 da Simona Buscaglia














