Disturbi del sonno: i disoccupati dormono meno

Disturbi del sonno: i disoccupati soffrono di insonnia più della media consueta. Questo è quanto detto dai ricercatori dell’Università del Surrey, in Gran Bretagna, secondo cui l’avere un lavoro ed, ancora meglio, avere un lavoro appagante, influisce in maniera radicale sulla qualità del sonno.
La ricerca, condotta sui membri di 14 mila famiglie britanniche, ha dimostrato che, a riposare meglio, sono gli impiegati ed i lavoratori autonomi, mentre chi non svolge alcuna professione tende a soffrire d’insonnia il 40% in piu’ rispetto a chi lavora.
Inoltre, è emerso anche che sulla qualità del riposo notturno influisce anche la soddisfazione sul posto di lavoro: infatti, tra chi ha un lavoro, quelli che sono appagati dalla propria giornata lavorativa soffrono d’insonnia in media il 15% in meno rispetto a chi è frustrato lavorativamente.
Non solo: anche la tipologia di impiego gioca il suo ruolo. Infatti, chi svolge mansioni ripetitive dorme peggio rispetto ai liberi professionisti.
Le cause, appunto, che maggiormente inficiano su un riposo corretto sono solitamente stress, preoccupazioni e ansia ma anche un repentino cambiamento delle proprie abitudini.
E come fare a dormire meglio?
Senza ricorrere all’ausilio di farmaci o parafarmaci, il consiglio può essere quello di cercare di curare al meglio l’alimentazione, mangiando in serata pane, pasta e riso, alimenti ricchi di zuccheri a lento rilascio che contengono triptofano, un amminoacido coinvolto nella sintesi della serotonina, il neurotrasmettitore che favorisce il rilassamento.
Sono, inoltre, ovviamente da evitare tutte le bevande eccitanti, come caffè, tè e cioccolato e bere, invece, un’ oretta prima di andare a dormire, una tazza di latte caldo e miele che funge da antistress.
lun 21/03/2011 da Serena Lena in disoccupazione, Farmaci, insonnia, Lavoro, stress.














