Dieta di mantenimento: fibre e proteine per non riprendere peso

Chi combatte con i problemi di linea lo sa da tempo: dimagrire è relativamente facile, il difficile è non riprendere peso. Per questo motivo è importante seguire una dieta di mantenimento dopo aver raggiunto il peso forma, e non riacquistare i chili faticosamente perduti. Già, ma come fare? Per fortuna la scienza ci viene in soccorso anche stavolta, grazie ad una ricerca americana incentrata sull’approccio migliore da seguire per chi, finita la dieta dimagrante, si trova a dover combattere con la riduzione del metabolismo basale, un fenomeno legato proprio alla restrizione calorica indotta dalla dieta. E la parolina magica, anzi due, sono fibre e proteine.
Lo studio dei ricercatori del New Balance Foundation Obesity Prevention Center Children Hospital di Boston,pubblicato su Jama, rivela infatti che fibre e proteine sono gli elementi cardini di una buona dieta di mantenimento, dieta in cui non bisogna rinunciare a nulla, nemmeno ai grassi e ai carboidrati. Secondo gli studiosi l’apporto di fibre vegetali è fondamentale per ridurre l’incremento della glicemia e dell’insulina dopo aver assunto i pasti quotidiani, e per dimostrarlo hanno condotto un esperimento con tre diversi gruppi di persone, i quali hanno seguito tre diverse diete di mantenimento con lo stesso apporto calorico, ma con una composizione interna differente.
Ebbene, dallo studio è emerso come risultato peggiore quello della dieta a basso contenuto di grassi, che aveva come effetto una riduzione sensibile del metabolismo basale. La seconda dieta a basso indice glicemico ha prodotto invece una riduzione intermedia del metabolismo basale, mentre la terza, quella povera di carboidrati, ha ridotto il metabolismo basale meno delle altre due. Apparentemente quest’ultima sembrerebbe essere la migliore per non recuperare i chili persi, ma gli studiosi si sono accorti che con questo tipo di dieta risultavano più elevati sia il livello ematico di cortisolo, che è un indicatore dello stress, sia il livello di proteina C reattiva, un indicatore di infiammazione: ecco perché la dieta migliore per non riacquistare peso è quella con la composizione più equilibrata, senza limitazioni eccessive né dei grassi né dei carboidrati. Gabriele Riccardi, presidente del Corso di Laurea magistrale in Nutrizione umana dell’Università di Napoli, ha commentato: ‘La composizione della dieta di mantenimento è fondamentale per limitare il rischio di recuperare peso dopo il dimagrimento. La ricerca dimostra che non è vero che una caloria è sempre una caloria, qualunque sia l’alimento utilizzato. Alcuni alimenti, infatti, stimolano il metabolismo energetico più di altri. Tra questi danno un contributo significativo non solo i cibi ricchi in proteine, ma anche quelli ricchi in fibre (i legumi o alcuni cereali integrali come avena, orzo e segale, molte verdure e frutta) in grado tra l’altro di incrementare l’azione della leptina, ormone che aiuta a limitare la fame e ad aumentare il metabolismo basale‘. 40% di carboidrati, 40% di grassi e 20% di proteine, più tante fibre vegetali: questa la formula magica per rimanere sani e in forma.
mer 11/07/2012 da Giulio Ragni in dieta.
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