Consumo alcol in Italia: calato negli ultimi vent’anni ma è allarme tra i giovani

Il consumo dell’alcol in Italia è calato negli ultimi vent’anni ma l’allarme più grave rimane per la salute dei giovani. Questo è il quadro che esce dallo studio dell’Osservatorio permanente sui giovani e l’alcol del Censis, effettuata sulle indagini dell’Osservatorio Doxa.
L’autocontrollo dei giovani sul consumo di bevande alcoliche è calato nel tempo. Si registra un incremento del consumo di birra, vino, consumato principalmente in famiglia, e aperitivi. Una caratteristica differenzia l’Italia dal resto d’Europa: il consumo d’alcol è legato a situazioni dove si è in compagnia e a tavola. Solo nei giovani, complici forse le mode e la globalizzazione, si nota un incremento dell’alcol slegato dall’alimentazione, come nei paesi anglosassoni.
Nella fascia dei 35-44 anni invece, l’uso degli alcolici è costante ma moderato, dimostrando che con l’età aumenta anche l’autocontrollo, cercando magari di più la qualità rispetto alla quantità. Tra i tipi d’alcol consumati, l’incremento più significativo è quello dei superalcolici, che registra un +20%, seguito dagli aperitivi, diventati un vero e proprio fenomeno sociale, che segnano un +10%. Aumenti costanti ma moderati invece per birra e vino, anche se la prima è preferita.
mer 28/10/2011 da Simona Buscaglia in Alcool.
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