Sprechi della politica: viaggio a Comitini, il paese dei dipendenti pubblici

È amaro constatare che c’è voluto un articolo del New York Times per smascherare uno di casi più clamorosi riguardante i costi della politica italiana, costi inutili e dannosi per le tasche dei cittadini. Oggi vi proponiamo infatti un ideale viaggio a Comitini, paesino siciliano di 960 anime in provincia di Agrigento, che ha una curiosa particolarità: 9 vigili urbani e ben 64 impiegati lavorano per il Comune.
Comitini come drammatico specchio del sistema Italia, fatto di assistenzialismo e clientelismo: è difficile pensare che questo ameno borgo, dove non ci sono problemi di traffico, abbia bisogno di ben nove vigili, uno a tempo pieno e otto part-time, e di avere 64 impiegati come dipendenti pubblici del Comune. Uno spreco di denaro che è servito a tenere in vita l’economia del paesino, permettendo ai residenti di non emigrare negli ultimi anni. Un sistema che però non è più sostenibile in tempi di crisi economica galoppante.
‘So bene che 60 lavoratori comunali in una città di 1000 abitanti sono molti. Ma se non gli avessimo offerto un lavoro, queste persone sarebbe emigrate, magari in America. Avremmo sessanta persone e sessanta famiglie che cercano un’occupazione altrove. A pagarli non è il Comune, ma la Regione e lo Stato‘ afferma il primo cittadino di Comitini. E vediamo come funziona questa economia di Comitini: l’inviata del New York Times racconta ad esempio come gli ausiliari del traffico passino il loro tempo a prendere il caffé al bar ed evitino anche di fare le poche multe alle auto in divieto di sosta ‘perché qui ci si conosce un po’ tutti‘. Ma le realtà come Comitini, sostiene ancora il giornale americano, sono molteplici in tutto il territorio italiano, in cui il voto di scambio e il clientelismo sono una prassi. Purtroppo, conclude l’articolo, ‘questa cattiva gestione delle risorse pubbliche sta strangolando l’Italia e le altre economie in difficoltà in tutta Europa‘. Parole che non possiamo che sottoscrivere.
sab 17/09/2011 da Giulio Ragni in Costi della politica, Sprechi.














