Silvio Berlusconi candidato alle prossime elezioni politiche? Il suo ritorno agita il Pdl

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berlusconi

Dopo mesi di silenzio è tornato alla ribalta mediatica Silvio Berlusconi, e lo ha fatto nel solo modo che conosce: dividendo l’opinione pubblica. Nonostante avesse ribadito più volte di non voler candidarsi più come premier, Berlusconi ha annunciato recentemente di voler continuare ad essere il leader dei moderati, e le sue prime parole moderate sono state la minaccia di uscire dall’euro o in alternativa di chiedere alla Germania di fare questo passo. Eccolo qui il leader moderato per antonomasia, quanto c’era mancato…vero, no?

Sembrano passati secoli eppure era appena lo scorso novembre quando Silvio Berlusconi si dirigeva mestamente al Quirinale tra i fischi e gli insulti della folla scesa giubilante per strada a festeggiare la Caduta del dominatore assoluto di una stagione politica durata circa vent’anni, un lasso di tempo che ha segnato indiscutibilmente il declino dell’Italia. Ma se non vi sentivate ancora sazi del berlusconismo, ci ha pensato il caro Silvio (ogni riferimento al medesimo vezzeggiativo attribuito al dittatore nordcoreano Kim Jong Il è puramente casuale) a rigenerarlo in un batter d’occhio, puntando sugli scontenti del governo Monti e sperando di risalire nei sondaggi, sfidando il ‘grillismo’ sul suo stesso terreno. La sua tattica è azzardata ma piuttosto evidente: far cadere il ‘governo dell’Imu’, andare ad elezioni anticipate e giocarsi il tutto per tutto con questa legge elettorale, in modo da piazzare una maggioranza comunque decisiva per salvaguardare i suoi interessi, televisioni e giustizia, soprattutto ora che rischia 3 anni e 8 mesi nel processo Mediaset.

Tuttavia la sua nuova discesa in campo agita un Pdl sempre più alla deriva, proprio mentre si parla concretamente di primarie e di un rinnovamento della classe dirigente. La domanda vera è se davvero il centrodestra è pronto a voltare pagina e a ipotizzare di guidare il paese senza lo sfrenato populismo berlusconiano. Alfano continua a ripetere che ‘Berlusconi ha i voti‘, quindi indirettamente si dice pronto ad un passo indietro in caso di candidatura ufficiale del Cavaliere: ma tre governi sotto l’effigie berlusconiana ci hanno insegnato che non basta vincere le elezioni, governare è un’altra cosa, che richiede capacità strategiche e senso dello Stato, non certo slogan deliranti sull’uscita dall’euro per fare ‘contenti e fessi’ gli italiani. C’è bisogno di un nuovo candidato premier che sappia davvero farsi interprete dei bisogni e delle speranze di quell’area elettorale: ne ha bisogno il centrodestra, lo merita soprattutto il paese.

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roberto
roberto 25 June 2012, 09:59
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sarebbe il massimo dalla gioia andrei a votare anche subito

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