Repubblichini di Salò come i partigiani: dal Pdl contributi anche agli ex fascisti

Ci risiamo. I nostalgici di Salò presenti all’interno del Pdl ci riprovano, e dopo il tentativo di abolire la legge antifascismo di qualche mese fa, vorrebbero ora equiparare le associazioni degli ex combattenti della Repubblica sociale a quelle dei partigiani e di altre associazioni ex combattentistiche che prendono contributi statali. Immediate ed indignate le reazioni dell’Anpi, l’associazione nazionale dei partigiani, e delle opposizioni.
La proposta di legge che ha come primo firmatario Gregorio Fontana, nasce con la volontà di dotare le associazioni ex combattentistiche di una personalità giuridica: e già qui nascono i problemi, perché tra le varie norme della proposta di legge c’è anche una sorta di vigilanza del Ministero sulle attività stesse delle associazioni, e molti tra le fila dell’opposizione vi hanno intravisto la volontà di sottoporre a controllo l’Anpi. Ma l’elemento di maggior criticità è l’apertura al riconoscimento delle associazioni dei combattenti di Salò, giacché la proposta di legge è aperta a tutte le associazioni ex belligeranti senza limitazioni di sorta. Un modo surrettizio di sdoganare il fascismo, ancora una volta.
Dura la replica dell’Associazione Partigiani: ‘L’Anpi ha manifestato più volte netta e ferma opposizione a un’operazione del genere inammissibile sotto ogni profilo, storico e politico. Continueremo ad opporci con ogni mezzo anche chiamando alla mobilitazione iscritti e cittadini contro manovre di questo tipo che negano la Storia e la realtà‘. Tutta questa polemica tra l’altro scoppia proprio alla vigilia del 2 giugno, Festa della Repubblica.
Ancora una volta la nostra classe politica dimostra di non essere d’accordo nemmeno sulla storia del nostro paese: possono arrampicarsi sugli specchi di scivolose letture revisionistiche del nostro passato, sbandierare tutti gli ottusi pamphlet di Giampaolo Pansa o ripudiare con veemenza Bella Ciao tutte le volte che viene intonata da qualche parte del nostro paese, ma questi signori se ne devono fare una ragione: c’era una parte giusta ed una parte sbagliata in quella tumultuosa pagina della nostra storia, e nessun errore commesso da chi combatteva per liberare l’Italia dalla dittatura nazifascista può essere minimamente paragonato all’orrore di chi sparava ai propri connazionali in nome di quella stessa dittatura. Si mettano l’animo in pace.
mer 01/06/2011 da Giulio Ragni in Fascismo, Leggi e decreti, pdl.














