Referendum 2011: quorum, risultati e aggiornamenti in diretta

Lo spoglio è concluso ed è una vittoria nettissima per i sì. I dati parlano di un quorum oltre il 54%. Sembra che il sogno dei privati di mettere le mani sull’acqua pubblica non si avvererà.
Si allontana anche l’idea di costruire centrali nucleari in Italia.
E il legittimo impedimento decade.
Qui di seguito le percentuali delle consultazioni. Lo spoglio è stato effettuato in tutti e 8.092 i comuni italiani e nelle sezioni estere.
Quesito 1: Acqua – Affidamento servizi pubblici ai privati [SI 95,35% - NO 4,65%]
Quorum al 54,81%
Quesito 2: Acqua – Sulle tariffe del servizio idrico [SI 95,80% - NO 4,20%]
Quorum al 54,82%
Quesito 3: Nucleare – [SI 94,05% - NO 5,95%]
Quorum al 54,79%
Quesito 4: Legittimo impedimento – [SI 94,62% - NO 5,38%]
Quorum al 54,78%
[Aggiornamenti a partire dalle 11:00 a cura di Mauro Di Gregorio]
Affluenza
Il quorum è stato l’oggetto della contesa fra destra e sinistra: il ministro dell’Interno Maroni e i giornali filo-PDL annunciavano già stamattina un quorum raggiunto.
Le sinistre ritenevano fuorvianti tali annunci e credevano che venissero fatti solo per invogliare la gente a stare a casa.
Di seguito i dati di affluenza nelle principali città italiane. Le uniche a non aver toccato il quorum sono state Palermo e Napoli.
TORINO 60,1%
AOSTA 59,4%
MILANO 52,0%
BOLZANO 62,1%
TRENTO 64,4%
VENEZIA 60,8%
TRIESTE 54,6%
GENOVA 61,2%
BOLOGNA 64,9%
FIRENZE 65,0%
PERUGIA 61,3%
ANCONA 63,8%
ROMA 60,6%
L’AQUILA 54,8%
CAMPOBASSO 62,7%
BARI 51,2%
POTENZA 57,9%
CATANZARO 54,8%
CAGLIARI 58,8%
PALERMO 48,5%
NAPOLI 49,3%
Cliccando qui è possibile vedere il dato di affluenza di domenica alle 22:00, di lunedì e di tutti i precedenti referendum a partire dal 1974.
Quattro volte sì
Dopo aver saputo del SI a tutti e 4 i quesiti del referendum, Francesco Totti ha invitato il premier Silvio Berlusconi a fare autocritica:
A parte gli scherzi, cosa succede adesso?
L’acqua e i privati: non vi è più obbligatorietà che i privati entrino con pacchetto di maggioranza nei CDA delle aziende che forniscono servizi idrici. Adesso i privati potranno comunque entrare nella gestione dell’acqua, ma con quote minoritarie rispetto ai soggetti pubblici.
Decade la norma che permette ai privati che entrano nel business dell’acqua di ottenere un profitto obbligatorio sancito dalla legge. I cittadini non saranno più chiamati a pagare una bolletta caricata del 7% per remunerare il capitale investito dai privati.
Nucleare: si allontana (per sempre?) l’idea di costruire centrali nucleari in Italia. Per la verità all’indomani dei fatti di Chernobyl gli italiani furono chiamati ad esprimersi sul medesimo argomento. Forse adesso di nucleare in Italia se ne riparlerà fra altri 30 anni.
Legittimo impedimento: decade la norma che permette a ministri e premier di presentare una autocertificazione che obbliga i tribunali a sospendere i procedimenti a loro carico in caso di attività istituzionali e relative attività preparatorie e susseguenti.
Interpretazione del voto
La questione quorum
Con il 54% non si può parlare di un quorum schiacciante.
I SI sono stati la stragrande maggioranza rispetto ai NO per il semplice fatto che chi voleva affossare il referendum non si è recato ai seggi.
Ecco il perché di un quorum così basso, ma di una così alta percentuale di SI.
Questo significa forse che possiamo ipotizzare che una grandissima parte di elettorato sia tuttora favorevole alla costruzione di centrali nucleari, alla gestione privata dell’acqua pubblica e al legittimo impedimento?
Antonio Di Pietro
Il grande vincitore di questo referendum è il leader dell’Italia dei valori. Quando Antonio Di Pietro raccoglieva le firme contro il nucleare, veniva preso per matto anche da esponenti dell’Opposizione. In Italia, si sa, le possibilità di toccare il quorum sono basse. Era infatti dal 1995 che un referendum non raggiungeva la soglia minima di votanti.
C’è da dire però che Di Pietro è stato aiutato dagli eventi (alcuni dei quali sciagurati): il disastro di Fukushima che l’anno scorso non era prevedibile e la caduta di credibilità di Berlusconi dovuta all’amicizia con Gheddafi e allo scandalo bunga bunga…
Internet e l’informazione libera
Ma c’è un vincitore che ha incassato un risultato ancora più grande di quello di Antonio Di Pietro, ed è Internet.
Internet è una fonte di informazione libera a getto continuo. E’ l’unica fonte di informazione non controllabile dai partiti o dagli imprenditori. Nei referendum precedenti le informazioni sono state veicolate quasi esclusivamente dalla televisione. In queste settimane pre-referendum abbiamo assistito a diversi tentativi da parte del PDL e dei giornalisti allineati di depistare l’opinione pubblica.
Ebbene, chi si informa su Internet scavalcando l’informazione tradizionale si lascia depistare molto più difficilmente.
Non a caso diversi esponenti politici hanno avanzato proposte di legge per ridurre la libertà su Internet (Gabriella Carlucci del PDL per esempio voleva eliminare l’anonimato di chi esprime commenti…
L’Agcom, autorità nominata dalla politica e lottizzata, ha ottenuto che ai video di YouTube & Co si applichino le stesse norme restrittive in materia di palinsesti televisivi…)
Reazioni a caldo
Martedì ore 10:30 - L’associazione ambientalista e nuclearista FareAmbiente vuole far annullare il referendum. I suoi sostenitori dicono che il voto degli italiani all’estero è stato inquinato da gravi brogli. Inoltre FareAmbiente cercherà di sensibilizzare gli italiani sui benefici del nucleare. Auguri.
Lunedì ore 23:30 - La principale trasmissione di approfondimento della TV italiana, Porta a Porta di Bruno Vespa, ignora i referendum e si concentra sui principali casi di cronaca nera dell’inverno: Sarah Scazzi, Yara Gambirasio, Melania Rea…
Lunedì ore 17:21 – Calderoli è stanco di incassare sconfitte e vuole dettare nuove regole a Berlusconi: ‘Alle Amministrative due settimane fa abbiamo preso la prima sberla, ora con il referendum è arrivata la seconda sberla e non vorrei che quella di prendere sberle diventasse un’abitudine… Per questo domenica andremo a Pontida per dire quello che Berlusconi dovrà portare in Aula il 22 giugno’.
Lunedì ore 15:40 - Anche se non c’è ancora nulla di ufficiale, grande entusiasmo e clima di festa nella sede politica dell’Italia dei Valori.
Lunedì ore 14:50 – Querelato Roberto Maroni: un blogger avrebbe querelato il ministro dell’Interno Roberto Maroni in relazione alle sue dichiarazioni che volevano il quorum già raggiunto in mattinata. Si tratta di Antonio Crea e la querela è stata depositata alla questura di Roma. Il reato ipotizzato è turbativa elettorale.
Lunedì ore 14:28 - Silvio Berlusconi dà l’addio al nucleare: ‘Dovremo dire addio al nucleare in seguito del voto popolare e dovremo impegnarci sulle energie rinnovabili’.
Lunedì ore 13:30 – Daniela Santanché sale sul carro dei vincitori per quanto riguarda il nucleare: siccome avevamo già deciso di abolire il nucleare ‘Se il referendum passa vuol dire che il paese è con noi’.
Lunedì ore 13:05 - Italia dei valori è cauta: ‘Non sappiamo quali notizie in anteprima abbia chi ritiene che il quorum sia stato raggiunto, ma ricordiamo che le urne sono aperte fino alle 15 e per questo invitiamo i cittadini che ancora non lo avessero fatto ad andare a votare’. Il timore dell’IDV è che gli italiani che non sono ancora andati a votare decidano di rinunciare, ritenendo che il quorum è già stato raggiunto.
Lunedì ore 13:00 - Il ministro dell’Interno Maroni sostiene che ci sarà il quorum: ‘… la proiezione fatta dagli esperti del ministero dell’Interno rispetto al dato di domenica fa pensare che si raggiungerà il quorum per tutti e quattro i referendum, anche senza considerare il voto degli italiani all’estero…’
Lunedì ore 11:30 - Secondo i giornalisti del Corriere della sera Benedetta Argentieri e Andrea Galli, il successo dei referendum si deve attribuire a Internet. Facebook, Twitter, e-mail e blog avrebbero contribuito al tam tam elettorale.
Se questo è vero ci auguriamo di vedere presto una riduzione dei manifesti elettorali per le strade. L’Amazzonia ringrazierà.
Lunedì ore 10: 38 - Silvio Berlusconi assicura che qualunque sia l’esito del referendum, non si tratta di un test sulla credibilità del suo governo. Comunque vada a finire, il premier assicura che andrà avanti con le riforme.
Lunedì ore 9:00 – Bossi critica Berlusconi: secondo il leader del Carroccio, questi referendum sarebbero un ‘imbroglio’. Bossi aggiunge però che Berlusconi ha perso la capacità di comunicare in televisione.
Lunedì ore 8:40 - Silvio Berlusconi sarebbe adirato con il sindaco di Roma Gianni Alemanno e con la governatrice del Lazio Renata Polverini che ieri si sono fatti vedere ai seggi. Lo riporta Marco Galluzzo sul Corriere della sera. L’intento di Berlusconi era di far passare quanto più possibile sotto silenzio questi referendum e invitare la gente ad andare al mare, in modo da bucare il quorum.
Lunedì ore 7:50 - Le proiezioni danno una partecipazione dei votanti che potrebbe superare il 55% del quorum, e stando al netto dei voti all’estero. E’ quanto afferma il sondaggista Luigi Crespi.
Possibili sviluppi
La volontà popolare è sempre rispettata?
Chi garantisce che l’esito di una consultazione referendaria sia poi applicato dalla politica? Soprattutto in casi in cui ci sono in ballo interessi miliardari legati allo sfruttamento dell’acqua da parte dei privati.
Non per pensare male, ma il pensiero va al referendum del 1993 sul finanziamento pubblico ai partiti politici.
Sull’onda dello sdegno per i fatti di Tangentopoli, i Radicali promossero un referendum che si tradusse in un vero e proprio plebiscito popolare ottenendo il 90,3% dei voti a favore dell’abrogazione.
E poi che successe?…
E poi successe una cosa curiosa: il finanziamento ai partiti sbattuto fuori dalla porta rientrò dalla finestra sotto forma di legge. Il cosiddetto ‘contributo per le spese elettorali’ venne applicato già l’anno successivo, con buona pace di chi si era recato a votare.
Chi garantisce che adesso le cose non andranno nello stesso modo? Non possiamo saperlo.
Il potere di Berlusconi
Ciò che però è chiaro è che il potere politico di Berlusconi è al minimo. La gravissima batosta alle elezioni amministrative di maggio è stata resa ancora più bruciante dal fatto che sul carro dei vincitori sono saliti due esponenti delle categorie umane che Berlusconi più disprezza al mondo: un comunista a Milano (Pisapia) e un magistrato a Napoli (De Magistris). E adesso ecco che il premier incassa 4 sconfitte su 4 al referendum.
Tremonti si rivela sempre più ostile al premier.
E Bossi sembra che lo voglia scaricare.
C’è da scommettere che il vecchio leone Silvio difenderà il suo ruolo fino all’ultimo, ma un premier lasciato solo non può governare. E’ probabile a questo punto che Berlusconi si veda costretto a fare delle concessioni ai suoi alleati leghisti. Possibile inoltre un’ennesima compravendita di parlamentari per erodere le fila dei nemici di PD e FLI.
Curiosità
I furbetti del referendum
In molti hanno provato ad escogitare stratagemmi per affossare o per agevolare il raggiungimento del quorum.
I TG controllati dal PDL hanno fornito informazioni errate…
Alcuni commercianti hanno promesso sconti per chi andava votare…
Ecco tutti gli espedienti messi in atto dai ‘furbetti del referendum’.
Ma andiamo avanti…
Parodie del referendum
Quando mancavano ancora diversi minuti allo spoglio, ma sembrava comunque che il quorum sarebbe stato raggiunto, ecco che Internet si riempiva di simpatiche parodie sui referendum 2011.
Ecco a voi la più divertente:
I 4 quesiti referendari
Chiudiamo ricordando il testo e il senso dei 4 quesiti sui quali si sono espressi gli italiani.

Aggiornamenti in diretta dal popolo di Twitter
dom 13/06/2011 da Giulio Ragni in Antonio Di Pietro, Daniela Santanché, Gabriella Carlucci, Italia dei Valori, Lega Nord, pdl, Perugia, Referendum, Referendum 2011, Referendum acqua, Referendum legittimo impedimento, Referendum nucleare, Roberto Maroni, Silvio Berlusconi, Umberto Bossi.
Non solo il sud… anche al nord c’è chi si ritiene non Italiano.
TRIESTE 38,3%
Saluti da un Bolognese…
BOLOGNA 51,1%
sono del sud, sono andato a votare e mi sento pure italiano…un connubio di tanti cmq…
io sono siciliana…ma qui non si deve fare una questione di nord e sud…indipendentemente dal fatto di essere terrona, io sono contenta che si sia raggiunto, e oltrepassato il quorum…ciao a tutti quanti
Speriamo solo che non facciano leggi a doc per aggirare il voto italico come solitamente fanno!
P.S. ricordatevi tutti che 150 anni fa molti sono morti per unificare l’italia, meraviglioso stato dalla forma unica in tutto il pianeta!
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Certo che se fosse per il voto del sud, altro che quorum. Si vede che forse sono interessati ad avere le centrali nucleari e l’acqua privata!
sono pugliese,ieri ho voluto votare dalle camere sterili dove sono ricoverata per curare un linfoma maligno e ti assicuro che ottenere l’autorizzazione a votare non è stata facile impresa dal momento che in Italia ogni diritto è negato. Il sud è semplicemente scoraggiato,deluso da quel calderone di politici che ci strumentalizzano nelle campagne elettorali proponendo di “salvarci”. Noi,con le nostre produttive pianure,con il nostro mare cristallino,la magnifica valle d’Itria,il meraviglioso Gargano ci salveremmo da soli se avessimo una valida classe dirigente e un più audace spirito imprenditoriale! LE CENTRALI NON LE VOGLIAMO,CI BASTANO I DANNI DELLA MAFIA!!!!!!!!!!!!