Processo Mills e caso Ruby: Berlusconi si salverà col legittimo impedimento?

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Una settimana calda questa che inizia, per Silvio Berlusconi, ma ancora una volta non sono i problemi della ripresa economica o la rivolta in Libia repressa nel sangue ad angustiare il Presidente del Consiglio, bensì i processi che pendono sul suo capo e che lo potrebbero vedere nelle prossime settimane maggiormente impegnato nelle aule dei tribunali piuttosto che nelle sedi politiche: anche per questo i suoi legali stanno pensando di ricorrere al legittimo impedimento.
Che cosa è il legittimo impedimento? Esso è un istituto che consente all’imputato, in alcuni casi, di giustificare la propria assenza in aula, e si distingue dall’assenza non volontaria dell’imputato, che permette al procedimento invece di andare avanti in contumacia. La norma è stata parzialmente abrogata dalla Corte Costituzionale, per cui toccherà ai giudici stabilire se sia ammissibile o meno il legittimo impedimento. Un’arma che comunque i legali del premier non mancheranno di utilizzare.
Perché Berlusconi uscirà indenne dai processi
In ogni caso esistono diversi motivi per cui Silvio Berlusconi non finirà mai dietro le sbarre: con o senza legittimo impedimento, i processi Mills, Mediatrade e Mediaset probabilmente non giungeranno mai a conclusione poiché i termini della prescrizione per i tipi di reati imputati al premier sono stati abbassati proprio dal Governo Berlusconi, senza contare che il fattore età avanzata ha il suo bel peso: chi ha più di 70 anni in Italia non va in galera. Legge fatta a suo tempo per salvare dal carcere Cesare Previti.
Per il caso Ruby, tra conflitti di attribuzione e l’oggettiva difficoltà a dimostrare un reato come lo sfruttamento della prostituzione minorile, è altrettanto probabile che si finisca in un nulla di fatto, permettendo così al premier di continuare a dire che è incensurato, sebbene in tutti questi anni di inchieste giudiziarie molte persone a lui collegate, come Cesare Previti, non abbiano potuto contare dei medesimi benefici.
Interdizione perpetua dai pubblici uffici: fine dello scudo politico
Più delicata è invece la questione della concussione, che prevede anche l’interdizione dai pubblici uffici in caso di colpevolezza: se Berlusconi fosse obbligato dalla legge ad abbandonare qualsivoglia attività politica, potrebbe forse diventare funesta realtà il profetico finale de Il Caimano di Nanni Moretti. E allora sarebbe l’atto finale di una tumultuosa stagione politica, le cui conseguenze potrebbero essere nefaste per il futuro del paese. L’unica cosa certa è che per ora non dovremmo preoccuparci nei prossimi mesi della stabilità del governo: bisogna arrivare almeno ad aprile affinché gli onorevoli possano ottenere il vitalizio. E pensate davvero che la Casta ci rinuncerà?
lun 21/02/2011 da Giulio Ragni in presidente del Consiglio, Ruby Rubacuori, Silvio Berlusconi.














