Pranzo al Senato, buvette con prezzi di mercato dopo le proteste

Sono ore di panico al Senato per i parlamentari di ogni fronte politico: crollo dei titoli italiani in Borsa? Un terremoto politico nella maggioranza? Un’invasione di extraterrestri? No, a spaventare i senatori ci ha pensato il Presidente Schifani, che ha preso l’ardita decisione di aumentare i prezzi della buvette.
Primi da 6 a 11 euro, pesce e carne oltre 24 euro: una pesante scure si abbatterà presto sul menù di Palazzo Madama, dopo che gli italiani si sono indignati per questo ennesimo privilegio riservato ai politici nostrani, protestando soprattutto sui social network Facebook e Twitter. Di fronte ad un momento così difficile per il paese, anche i senatori sono pronti a questo immane sacrificio per le loro tasche, e i loro stomaci. Niente più pranzo da re con dieci euro, ma il vento di rivolta soffia ancora una volta tra i corridoi di Palazzo Madama. D’altronde bisogna capirli, poveri senatori: già si ammazzano di lavoro per quattro spicci, ora li vogliamo pure far morire di fame. Gli italiani sono proprio sadici.
Secondo indiscrezioni, la ribellione dei diretti interessati è pronta ad esplodere: Maurizio Gasparri starebbe pensando ad un interrogazione parlamentare per sospetta congiura delle toghe rosse nell’affare, Scilipoti è pronto a roboanti dichiarazioni a mezzo stampa, mentre Laura Allegrini minaccia il suicidio in preda ad una depressione sempre più galoppante. Il Pd, apparentemente d’accordo con gli aumenti, starebbe cercando come sempre un modo per appoggiare una mozione bipartisan, in modo da poter ridurre anche questi tagli al ristorante, o rimandarli al 2036: pronto anche un emendamento del Governo alla manovra finanziaria, per destinare gli aumenti della buvette solo ai redditi oltre cinquecento mila euro l’anno. Anche questi aumenti del ristorante saranno destinati a fallire? Non importa Presidente Schifani, basta il pensiero. Come sempre…
lun 12/09/2011 da Giulio Ragni in Costi della politica, Senato, terremoti.













