Pranzo al Senato? Alla buvette con 10 euro fai un pasto da re

Vi piacerebbe portare per una volta la vostra ragazza in un ristorante di lusso ma non potete permettervelo? Tranquilli signori, con dieci euro oggi potete pranzare come un re, dall’antipasto al dolce. Questo nuovo fantastico locale altro non è che il Senato, dove potrete sbafare portate luculliane con prezzi da osteria. Altro che sprechi della politica: i frequentatori di Palazzo Madama non buttano via niente quando si tratta di cibo, come rivela un’inchiesta de Il Giornale.
Il menù del Senato prevede pietanze per tutti i gusti: primi succulenti, secondi di carne e pesce, svariate verdure come contorni, e per concludere un bel carrello di dolci. Eppure c’è chi si lamenta: ‘Il ristorante del Senato? Non è certo Chez Maxim, ma una cosa da mensa. Il pesce non è mai fresco e i cibi spesso sono precotti. Inoltre per pranzo alla fine sono 10-12 euro cioè le vecchie 20-25mila lire, non proprio zero, non una cosa da uno o due euro‘ afferma al programma telefonico La Zanzara il senatore Riccardo Villari , che, non contento, si dilunga in confronti con Montecitorio: ‘Alla Camera si mangia certamente meglio. E non pensate di trovare il pesce fresco: spesso tutti i senatori hanno una sola ora per pranzare e quindi vanno in massa ai tavoli. Si deduce facilmente che i cibi non possono essere cucinati al momento, è tutta roba già pronta. Diciamo che il prezzo corrisponde a quello che mangi‘.
Di diversa opinione invece Carlo Monai, deputato dell’Italia dei Valori: ‘Il bar della buvette è in linea con i prezzi di mercato. Il ristorante, invece, no. Ci costa in media 15 euro, ma la tavola è apparecchiata come un tre stelle Michelin, i camerieri sono in livrea, lo chef è bravo e prepara piatti di grande qualità‘. Ma anche lui fa una piccola lamentela: ‘Ottimi vini, ma nessuna bottiglia friulana‘. Poveri signori politici, in quali tristi condizioni sono costretti a lavorare…sarà per questo che vanno così poco in Parlamento?
mar 26/07/2011 da Giulio Ragni in Costi della politica, Senato.














Buongiorno
Loro non hanno certo fame di cibo. Ma una certa fame ce l’hanno di sicuro: hanno fame di denaro (per loro non c’è emolumento che basti, non c’è benefit che basti, non c’è vitalizio che basti, ecc), hanno fame di potere (quello che la loro funzione, ottenuta “chiedendo” voti a destra e a manca e “promettendo” l’impossibile, gli dà non basta mai), hanno fame di visibilità e venderebbero al miglior offerente quanto di più prezioso hanno nella sfera dei parenti pur di “comparire”. Hanno sempre più fame: questa è la tragica verità!
Ed è tanta la fame che oggi, mentre vedono le loro poltrone traballare pericolosamente, stanno stringendo le fila: il richiamo del ministro Calderoli ai politici e alle parti sociali per lavorare anche nel mese di agosto è sintomatico. Ma lavorare dove? In un campus, propone il brillante ed estroso ministro. Non nelle sedi delegate a questo proposito e debitamente fornite di aria condizionata, ma il campus è quanto di meglio possa immaginare.
La stessa proposta viene dall’opposizione: i politici tutti riuniti con le solite parti sociali a discutere su ciò che conviene all’Italia e agli Italiani.
Lo stesso fa confindustria e confcommercio.
Si sono autoconvocati tutti quanti, nel mese di agosto, per stabilire come soffocare meglio questa nazione.
Ma la “società civile”, quella fatta dai precari, dalle signore di “SNOQ”, dal popolo viola, ecc., questa “società civile” non è stata convocata da nessun politico e da nessuna delle parti sociali.
Forse le varie diramazioni della “società civile” dovrebbero anch’esse serrare le fila, stabilire un programma unitario, e presentarsi anch’essi alle elezioni, pare imminenti? Almeno per corrodere un po’ di voti alla loro base elettorale. Una citoyenne