Penati ultime notizie: ecco come funzionava il Sistema Sesto secondo la Procura

Un vero e proprio ‘sistema tangentizio‘ quello che secondo i pm di Monza, Walter Mapelli e Franca Macchia, è partito dal Comune di Sesto San Giovanni per arrivare fino a Milano: è l’ormai famigerato ‘Sistema Sesto’ che vedeva a capo l’ex presidente della provincia di Milano Filippo Penati, a rischio processo per corruzione, concussione e illecito finanziamento ai partiti. Le carte dell’inchiesta, pubblicate sul quotidiano Repubblica, configurano ‘un sistema tangentizio, tuttora operante, a livello comunale ma allargano lo sguardo alle iniziative della Provincia, e attraverso la figura di Penati e del collettore Renato Sarno, a livello di imprenditori di respiro nazionale e della direzione nazionale del Partito Democratico‘: all’interno c’è di tutto, dalle tangenti per le riqualificazioni delle aree urbane ai finanziamenti illeciti per le campagne elettorali, dagli appalti truccati alle imposizioni delle cosiddette Coop rosse. ‘Un quadro impressionante (per continuità temporale ultradecennale, per rilevanze delle somme promesse pagate, per l’imponenza delle operazioni economiche sottostanti, per ambiti di riferimento e numero di persone coinvolte) di accordi, progetti e pagamenti illeciti tale da configurare una rete parallela occulta tra politica ed imprenditoria‘, si legge infine nell’incartamento.
7 giugno 2012 – Inchiesta chiusa, si va verso il processo
Si va verso il processo nel caso del ‘Sistema Sesto’ che vede l’ex presidente della provincia di Milano Filippo Penati indagato per corruzione, concussione e illecito finanziamento ai partiti, insieme ad altre ventidue persone. I magistrati che si occupano del caso hanno infatti chiuso l’inchiesta ad un anno circa dalle prime perquisizioni che avviarono l’inchiesta sul sistema di potere milanese, fatto di presunte mazzette e appalti pilotati secondo le accuse, che ruotava intorno all’esponente del Pd, ex capo della segreteria di Pierluigi Bersani, e agli allora vertici del partito in Lombardia.
10 maggio 2012 – Sei nuovi indagati dalla Procura
Svolta nell’inchiesta sul ‘Sistema Sesto’ il presunto giro di tangenti che ruota intorno all’ex presidente della provincia Filippo Penati, eletto nelle fila del Partito Democratico: la Procura di Monza ha infatti iscritto nel registro degli indagati sei nuove persone, due banchieri, due imprenditori vicini all’area di centrosinistra, un commercialista e un funzionario di partito. Nomi eccellenti, tra cui spicca Massimo Ponzellini, ex presidente della Banca Popolare di Milano, che secondo le accuse avrebbe finanziato con cinquemila euro la fondazione ‘Fare Metropoli’ di Penati. I due imprenditori sono pugliesi: Enrico Intini, indagato a Bari per turbativa d’asta nello scandalo della sanità locale e legato a Gianpaolo Tarantini, e Roberto De Santis, che condivideva con Massimo D’Alema la proprietà di una barca. Gli ultimi due indagati sono Piero Rossi e Carlo Sergio Parma.
L’ipotesi investigativa è che dietro la fondazione ‘Fare Metropoli’ potrebbero celarsi tangenti da destinare a Filippo Penati, giacché, a dispetto della gran mole di denaro gestita dalla fondazione, non sembra riconducibile ad essa nemmeno un’attività o un’iniziativa politica. A breve dovrebbe giungere la chiusura delle indagini e la richiesta dei rinvii a giudizio per gli indagati.
14 dicembre 2011 – I PM: a Penati 1,4 milioni per la campagna elettorale
Il quadro accusatorio sulle presunte tangenti di Sesto San Giovanni si allarga. Oggi si parla anche di soldi per campagne elettorali: Filippo Penati, ex braccio destro di Bersani, avrebbe incassato 1,4 milioni di euro per la sua campagna. E’ questa l’ipotesi dei pm di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia. Al momento sono in corso accertamenti sulle carte sequestrate all’architetto Renato Sarno e si cerca di capire se l’importo sia di provenienza illecita.
Sarno è un architetto che i pm indicano come molto vicino a Penati. Piero Di Caterina, sia indagato chje accusatore, sostiene che Sarno avrebbe avuto un ruolo di “collettore” di soldi per la politica dell’ex sindaco di Sesto San Giovanni Penati.
18 settembre 2011 – Niente arresto per Filippo Penati
Niente arresto per Filippo Penati e per il suo braccio destro Giordano Vimercati. I pm di Monza rinunciano a proporre l’istanza al riesame di Milano dal momento che i due imputati stanno collaborando presentandosi spontaneamente davanti e ‘senza limitarsi a generici dinieghi di responsabilità ma fornendo una propria articolata ricostruzione dei fatti con indicazione di persone e produzione di documenti a sostegno delle rispettive versioni’.
Penati e Vimercati sono i principali indagati sul presunto giro di tangenti legate alla riqualificazione delle aree Falck e Marelli. Per loro l’accusa è di corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti.
Il fatto che i due imputati siano a piede libero non significa che la procura li ritenga scagionati. I pm ritengono che la colpevolezza degli imputati sia provata da episodi circostanziati. Semplicemente si ritiene che non ci siano pericoli di fuga, reiterazione del reato o inquinamento delle prove.
MDG
9 settembre 2011 – Filippo Penati indagato anche per la Milano-Serravalle
La posizione di Penati si aggrava sempre di più. L’accusa di oggi riguarda una presunta tangente pagata per l’acquisto da parte della Provincia di Milano del 15% delle quote dell’autostrada Milano-Serravalle dal gruppo Gavio.
Le quote furono acquistate a quasi 9 euro. Il gruppo Gavio le aveva pagate meno di 3 euro e realizzò una plusvalenza di 179 milioni di euro. Niente male.
Questa inchiesta si somma alle accuse di corruzione e concussione su presunte tangenti nell’ambito degli interventi di riqualificazione nelle aree Falck e Marelli di Sesto San Giovanni.
Poi c’è il filone del finanziamento illecito al partito: Penati si sarebbe legato a un manager del gruppo Gavio e all’imprenditore Piero Di Caterina.
1 agosto 2011 – Lettera aperta di Penati
Con una lettera al PD Filippo Penati si discolpa dalle accuse e si dice pronto a rinunciare alla prescrizione.
‘Con la politica non mi sono arricchito. Così è stato per tutta la mia vita’. Così inizia la lettera dell’ex capo della segreteria di Bersani ed ex presidente della provincia di Milano.
Penati quindi sceglie di difendersi nel processo e non dal processo.
Le accuse contro Penati sono pesanti: corruzione nel processo di riqualificazione delle ex aree Falck di Sesto San Giovanni, un affare miliardario.
‘Non è mai esistito, come si è detto, alcun sistema Sesto che sarebbe durato o durerebbe per oltre 15 anni. Non ho avuto in passato, e non ho oggi, conti all’estero o tesori nascosti. Non ho preso denaro da imprenditori e non sono mai stato il tramite dei finanziamenti illegali ai partiti a cui sono stato iscritto’.
Bersani apprezza il comportamento di Penati e lancia frecciatine agli avversari politici: ‘Ha fatto tutti i passi indietro che poteva fare. Spero che prima o poi qualcuno di questi commentatori attenti che, giustamente, seguono questa vicenda chiedano anche: ma Berlusconi, Verdini, Scajola, Milanese, come si stanno comportando? Stanno facendo dei passi indietro? Noi abbiamo un altro modo; presunzione di innocenza sì, però passi indietro’.
1 agosto 2011 – Spuntano una trentina di ricevute
Nell’inchiesta che vede indagati Filippo Penati, il suo braccio destro Giovanni Vimercati, il costruttore Giuseppe Pasini, l’architetto Marco Magni, l’immobiliarista Luigi Zunino e il suo ‘socio’ Giuseppe Grossi, spuntano documenti, ricevute, stampate di calcolatrice e cedolini che ora sono al vaglio della Guardia di Finanza che indaga per conto dei pubblici ministeri della procura di Monza Walter Mapelli e Franca Macchia. Gli importi di queste ricevute variano dai 2500 euro ai 7500 euro. Non si parla di vecchie lire perchè, infatti, questi scambi favori-soldi sono avvenuti, o almeno sono documentati, ancora fino all’inizio del 2007. Insomma, la procura e la Guardia di Finanza continuano a scavare in questo giro di tangenti che sarebbero state pagate all’amministrazione di sinistra per operazioni sulle ex aree Falck e Marelli e per l’interessata gestione del Sitam, il Sistema integrato tariffario area milanese.

29 luglio 2011 – Si aggrava la posizione di Penati
Caffè e mazzette, brioches e corruzione. La posizione di Filippo Penati si aggrava dopo le dichiarazioni di Giuseppe Pasini, costruttore e consigliere comunale del centro destra.
Penati è accusato di aver intascato mazzette miliardarie in cambio di appalti quando era sindaco a Senso San Giovanni.
Il costruttore Pasini fa accuse ben precise: ‘Fino a due anni fa ho pagato tranche tra i 20.000 e i 50.000 euro per un totale che si aggira sulle centinaia di migliaia di euro. La prassi era che, quando veniva rilasciata una licenza, Di Leva mi chiamava e mi diceva che la licenza o qualche altro atto a me favorevole era stato approvato, e mi invitava ad andare a bere un caffè. Io capivo che avrei dovuto portare qualcosa e preparavo in una busta dei contanti che consegnavo in Comune. Decidevo io l’importo in base alle mie disponibilità. Ricordo per esempio che due anni fa ottenni la licenza per la costruzione dell’edificio dell’Alstom Power nell’ambito dell’area Marelli e in quell’occasione gli ho dato circa 30-40.000 euro’.
L’affare più grosso in ballo era la riqualificazione dell’area Falck, un appalto faraonico.
Pasini parla al riguardo di miliardi di lire all’estero in contanti nel 2001 al ‘collettore di Penati’ Piero Di Caterina.
Ma Penati non ci sta e contrattacca: ‘Singolare che Pasini nel 2001 paghi 4 miliardi all’estero a Di Caterina e Di Caterina nel 2010 chieda che io gli restituisca quei soldi: siamo alle tangenti con l’elastico… Pasini si è candidato nel 2007 a sindaco di Sesto per il centrodestra, tutti si chiedono perché abbia aspettato 10 anni a parlarne. Crolla la credibilità di questi due imprenditori che, da indagati, mi accusano per coprire i loro guai’.
22 luglio 2011 – Un altro imprenditore accusa Penati
Le accuse contro Filippo Penati aumentano.
Le prime sono arrivate da Giuseppe Pasini, costruttore, consigliere comunale ed ex candidato sindaco PDL.
Pasini ha accusato Penati di avergli chiesto una maxi-tangente da 20 miliardi di lire una decina di anni fa per l’ok ad alcuni progetti urbanistici.
Penati sarebbe anche stato destinatario di oltre 5 miliardi tramite alcuni intermediari.
Adesso nuove accuse giungono da Di Caterina, imprenditore del trasporto pubblico.
Di Caterina, interrogato dai PM, non ci gira tanto attorno: ‘Sono stato spremuto come un limone. Non se ne poteva più di questo convivere gomito a gomito con i dinieghi immotivati, con i ritardi, con gli ostacoli della politica e della dirigenza dell’alta amministrazione. Adesso ho grande fiducia nei magistrati’.
Pasini ha raccontato agli inquirenti che Di Caterina era stato il tramite indicatogli da Penati per le erogazioni pretese dall’allora sindaco ds di Sesto San Giovanni.
Intanto ieri penati si è autosospeso dal Consiglio regionale lombardo.
20 luglio 2011 – Filippo Penati indagato per corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti
Filippo Penati, esponente del Partito Democratico e vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia è indagato, insieme ad altre persone, dalla procura della repubblica di Monza nell’ambito dell’inchiesta sull’area Falk di Sesto San Giovanni. Le accuse sono di concussione, corruzione e finanziamento illecito ai partiti. La Guardia di Finanza sta effettuando alcuneperquisizioni, disposte dal sostituto procuratore di Monza Walter Mapelli, sia negli uffici del Consiglio regionale sia in alcune abitazioni tra Sesto e Milano. La Guardia di Finanza in una nota fa sapere che ‘secondo l’ipotesi accusatoria sarebbero state corrisposte o promesse somme di denaro per agevolare il rilascio di alcune concessioni‘. Per ora il vicepresidente del Consiglio regionale non ha rilasciato dichiarazioni.
mar 12/06/2012 da Autori Vari in Corruzione, Filippo Penati, Giustizia, Monza, Sesto San Giovanni.
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Intanto sono stati fissa ti per lunedì, nel carcere di Monza, gli interrogatori di garanzia dell’ex assessore comunale all’Edilizia di Sesto San Giovanni Pasqualino Di Leva e dell’architetto Marco Magni arrestati ieri per corruzione.