Parlamento italiano: stipendi più alti d’Europa, adesso è ufficiale. Ed ora cosa dirà la Casta?

Adesso è ufficiale: gli stipendi dei parlamentari italiani sono i più alti d’Europa. Noi lo sapevamo già, ma la Casta si era ribellata ai tagli alle indennità sostenendo che era in corso un attacco demagogico alla politica italiana, che, tolte le spese, gli introiti dei nostri rappresentanti sono in realtà più basse di quelle dei colleghi europei, e via dicendo. Ma la Commissione Giovannini, istituita per far luce sulle reali spese del Parlamento italiano per le tasche dei contribuenti, ha stabilito ufficialmente che l’indennità mensile lorda del parlamentare italiano è la più alta d’Europa. Ed ora la Casta cosa dirà?
Tuttavia la Commissione, fotografando la situazione retributiva di Italia, Francia, Germania, Spagna, Paesi Bassi, Austria e Belgio, afferma l’impossibilità di stabilire il costo complessivo della politica italiana rispetto ad altri paesi a causa delle varie voci di spesa: ‘Nonostante l’impegno profuso, la commissione non è in condizione di effettuare il calcolo delle medie‘, chiedendo una proroga fino a marzo. data l’urgenza, a questo punto provvederanno i presidenti Fini e Schifani, su come e dove tagliare le retribuzioni entro la fine di gennaio. In ogni caso ecco le differenze retributive tra l’Italia e gli altri paesi, in modo che possiate rendervi conto della situazione anomala del nostro Parlamento.
Indennità
Lo stipendio del parlamentare italiano è da record: in nessun paese europeo si percepisce un’indennità lorda mensile pari a quella del deputato (11.283 euro) e del senatore (11.550 euro) italiano. In media in Europa lo stipendio è di settemila euro, solo nei Pesi bassi si raggiunge gli ottomila. Tuttavia questa è solo una delle cinque voci di spesa del parlamentare, a cui vanno aggiunte diaria, spese di viaggio e trasporto, spese di segreteria, spese per assistenza sanitaria, assegno vitalizio e di fine mandato. Va comunque precisato che l’indennità netta del parlamentare italiano è di poco superiore ai cinquemila euro, ed è difficile fare un confronto con i paesi esteri a causa dei diversi regimi di tassazione.
Diaria
La diaria mensile, o spesa di soggiorno, non è solo una prerogativa italiana, e in questo caso non deteniamo il record di spesa: in questo campo la Germania ci batte, ma seguiamo a ruota, 3.984 euro contro 3.503. Tuttavia in Italia la diaria viene data a tutti, sia a chi vive fuori Roma sia a chi è residente nella Capitale, senza contare che, per evitare la decurtazione in caso di assenza in aula o in Commissione come prevede il nuovo regolamento delle Camere, si assiste spesso al caso di onorevoli e senatori che firmano il registro e poi si dileguano per non perdere questa ricca indennità accessoria. Non sarà il caso di rivedere il sistema una volta per tutte?
Portaborse
Altrimenti note come ‘spese di segreteria e di rappresentanza‘: se l’importo di questa voce è inferiore a quella degli altri paesi, in Italia abbiamo l’unico parlamento in cui si riceve la somma senza aver alcun obbligo di rendicontazione e senza dover dimostrare di aver pagato regolarmente un collaboratore. Proprio recentemente abbiamo visto come il lavoro nero sia ampiamente diffuso nelle nostre Camere, e anche qui tutti i parlamentari percepiscono i quattromila euro di benefit, anche quelli che non hanno un assistente. Un’anomalia davvero tutta italiana.
Benefits
Questa è la voce in cui si avverte la maggior differenza con gli altri paesi europei, e dove probabilmente interverranno i presidenti di Camera e Senato, ovvero la ‘libera circolazione ferroviaria, autostradale, marittima e aerea‘ consentita dall’apposita tessera data al deputato e al senatore italiano una volta eletto. Treni, aerei, navi e autostrade solo in Italia non si pagano, mentre all’estero i rimborsi sono assai limitati.
Vitalizi
Abbiamo già ampiamente trattato la riforma dei vitalizi, ma è utile comprendere le differenze rispetto agli altri paesi europei: fino al 31 dicembre, i parlamentari italiani usufruivano del vitalizio dopo almeno due legislature, al compimento del cinquantesimo anno, ma dal primo gennaio il regolamento è stato cambiato con l’avvento di una pensione con metodo contributivo e solo al compimento dei 65 anni, o 60 con almeno 2 legislature. Resta ora come allora l’assegno di fine mandato. Ecco come è regolato l’assegno del vitalizio negli altri paesi: In Francia, dopo cinque anni di mandato, il vitalizo minimo è pari a 780 euro a fronte di un versamento del 10,5 per cento dell’indennità legislativa, se ne ha diritto a 60 anni. In Germania, l’età alla quale il parlamentare matura la pensione è stata innalzata gradualmente dai 65 ai 67 anni. In Spagna la pensione è un beneficio di carattere integrativo, che può essere richiesta dopo almeno 11 anni di mandato, e la cui entità è pari alla differenza tra la pensione che il deputato riesce a maturare nella vita lavorativa e la pensione massima raggiungibile in quel paese. In Italia l’assegno è il più alto di tutti, con un importo pari a 2.486 euro mensili, con un versamento pari all’8,6 per cento dell’indennità lorda.
mar 03/01/2012 da Giulio Ragni in Costi della politica, parlamentari, Parlamento.















E’ uno schifo, considerando che invece tutti gli altri stipendi sono ALTAMENTE sotto alla media europea…