Oscar Luigi Scalfaro morto nella notte. L’ex Presidente aveva 93 anni

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E’ morto ieri notte all’età di 93 anni l’ex presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
Appresa la notizia, Giorgio Napolitano si è recato subito a porgere l’estremo saluto presso l’abitazione del suo predecessore. Con lui il segretario generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra.
I cittadini hanno potuto porgere l’estremo saluto al Presidente Emerito questa mattina nella chiesa di Sant’Egidio a Roma. Al momento sono in corso i funerali in forma privata nella chiesa di Santa Maria in Trastevere.
Le cariche
Scalfaro, di professione magistrato, è stato capo dello Stato dal 1992 al 1999. Il culmine di una vita spesa per la politica, dal momento che Scalfaro è stato deputato a partire dalla fondazione della Repubblica. Ma è stato anche fra i padri costituenti nel 1946. Dal 1948 al 1992 è stato eletto ininterrottamente alla Camera sempre nelle fila della Dc.
Poi negli anni è stato più volte ministro.
Fra i ruoli di prestigio, anche la presidenza del Senato in via provvisoria all’inizio della XV legislatura e quella della Camera.
Nel 1992 divenne presidente della Repubblica.
Finita l’esperienza al Colle, divenne senatore a vita come da prassi e si avvicinò al Partito Democratico.
La Presidenza della Repubblica
Scalfaro salì al Colle nel 1992, due giorni dopo la strage di Capaci. E soffiando la Presidenza ad un candidato eccellente, Giulio Andreotti, capace, preparato, ma sul quale gravavano sospetti, poi confermati anche in Cassazione, di vicinanza alla mafia.
Gli anni della sua Presidenza furono particolarmente difficili, dal momento che dovette gestire la prima grande disaffezione per la politica dovuta allo scandalo Tangentopoli. Scalfaro assistette alla fine della Prima Repubblica e alla nascita di nuovi partiti rampanti come Forza Italia e la Lega Nord.
Memorabile la sua frase “non ci sto”, pronunciata il 3 novembre 1993 a reti unificate, per rispedire al mittente le accuse di avere gestito fondi neri ad uso personale quando era ministro dell’Interno. In quell’occasione Scalfaro coniò un termine che poi fu riprso molte volte: “gioco al massacro”.
Prima di entrare in politica
Scalfaro nacque a Novara il 9 settembre 1918 e si laureò in giurisprudenza nel 1941. Giovane sposo, perse la moglie Maria Inzitari dalla quale aveva avuto una bambina, Marianna.
L’esperienza nell’esercito fu breve: chiamato per svolgere il servizio militare nel 38° Reggimento di Fanteria a Tortona, fu subito congedato in quanto magistrato, nell’ottobre del 1942. Pochi anni dopo, l’inizio di una carriera politica lunga una vita intera.
Anti-berlusconiano di ferro
Oscar Luigi Scalfaro era uno dei più strenui oppositori di Silvio Berlusconi, del quale denunciava gli attacchi alla Costituzione. A Berlusconi Scalfaro rivolgeva costanti inviti a chiarire al Parlamento i perché delle sue condotte.
Inoltre lo invitò a più riprese a difendersi nei processi piuttosto che dai processi.
Proprio l’avversione a Berlusconi fu la molla che spinse il vecchio democristiano conservatore a passare nelle fila del PD.
L’intervista
Ecco una delle ultime interviste di Oscar Luigi Scalfaro. Sul divano di Serena Dandini nello studio di Parla con me, il presidente emerito della Repubblica fece il quadro politico dell’Italia di oggi e spiegò quelli che, secondo lui, sono i problemi costituzionali del Paese.
Una curiosità
Non tutti sanno che Scalfaro negli ani ’50 rischiò grosso per le spalle di una signora.
Ecco in breve i fatti: 20 luglio del 1950, Scalfaro e altri colleghi di partito pranzano al ristorante romano Da Chiarina. Ad un certo punto l’attenzione del giovane parlamentare viene attirata dal una signora in abiti piuttosto succinti, per l’epoca. La donna indossa un abito leggero che lascia scoperte le spalle. Nel giro di pochi minuti Scalfaro non ci vide più e inferocito attraversa il ristorante aggredendo verbalmente la signora. Qualche quotidiano parlò anche di uno schiaffo.
“È uno schifo! Una cosa indegna e abominevole! Lei manca di rispetto al locale e alle persone presenti. Se è vestita a quel modo è una donna disonesta. Le ordino di rimettere il bolerino!”. Questa la ricostruzione del Foglio.
La cosa divenne subito seria, perché la signora in questione, militante del Movimento Sociale Italiano, querelò Scalfaro ed uno dei suoi commensali per ingiurie. La donna era figlia e moglie di due ufficiali dell’aeronautica. Entrambi i militari sfidarono Scalfaro a duello, ma questi rifiutò di battersi. La cosa ebbe grande eco sui giornali. La stampa cattolica difendeva Scalfaro. I quotidiani di destra e di sinistra lo attaccavano.
E per aver rifiutato di battersi a duello, Scalfaro fu accusato da Totò di aver avuto un comportamento prima villano e poi codardo:
“Ho appreso dai giornali che Ella ha respinto la sfida a duello inviataLe dal padre della signora Toussan, in seguito agli incidenti a Lei noti.
La motivazione del rifiuto di battersi da Lei adottata, cioè quella dei princìpi cristiani, ammetterà che è speciosa e infondata.
Il sentimento cristiano, prima di essere da Lei invocato per sottrarsi a un dovere che è patrimonio comune di tutti i gentiluomini, avrebbe dovuto impedire a Lei e ai Suoi Amici di fare apprezzamenti sulla persona di una Signora rispettabilissima.
Abusi del genere comportano l’obbligo di assumerne le conseguenze, specialmente per uomini responsabili, i quali hanno la discutibile prerogativa di essere segnalati all’attenzione pubblica, per ogni loro atto.
Non si pretende da Lei , dopo il rifiuto di battersi, una maggiore sensibilità, ma si ha il diritto di esigere che in incidenti del genere, le persone alle quali il sentimento della responsabilità morale e cavalleresca è ignoto, abbiano almeno il pudore di sottrarsi al giudizio degli uomini, ai quali questi sentimenti e il coraggio civile dicono ancora qualcosa”.
Principe Antonio Focas Flavio Comneno De Curtis
(Avanti!, 23 novembre 1950)
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lun 30/01/2012 da Mauro Di Gregorio in Giulio Andreotti, Oscar Luigi Scalfaro.














