Norma salva manager per Rai e Finmeccanica. La vuole la Lega

Brutto colpo per la magistratura. Questa volta non si tratta dell’ennesima accusa o polemica sollevata dal Premier Berlusconi ai ‘magistrati di sinistra’ ma di una vera e propria rivoluzione legislativa: è stato approvato un emendamento che va a colpire e a cambiare radicalmente la legge comunitaria 2010, vietando alla Corte dei conti di avere risarcimenti dagli amministratori delle società partecipate dallo Stato per oltre il 50 per cento.
La proposta è partita dal leghista Gianluca Pini e calza a pennello per molti dirigenti Rai, ma anche per alcuni nomi grossi di Finmeccanica, che grazie all’approvato emendamento vedono cambiare la loro posizione da così a così.
Infatti, se si tratta di danno erariale, gli amministratori delle società partecipate dallo Stato per oltre il 50 per cento sono salvi da responsabilità civile nonostante le ammende o le sanzioni della Corte dei Conti.
In questo modo le classi dirigenti delle società pubbliche e i loro vertici diventano difficilmente indagabili e sanzionabili da parte della Corte dei Conti, sottraendo quindi alla Magistratura un potere non indifferente. L’emendamento, che peraltro è retroattivo, prevede due fattispecie di violazioni in cui può incorrere l’amministratore pubblico.
Il primo caso riguarda un danno erariale conseguente a un’azione che un cda abbia commesso violando le norme vigenti, come nel caso dei vertici Rai.
Mentre nel caso Finmeccanica, l’azienda controllata dal Tesoro alla quale la magistratura ha contestato la creazione di fondi neri attraverso ‘sopraffatturazioni’ legate ad appalti affidati all’Enav, l’emendamento Pini fa in modo che non si possa parlare di danno erariale perché la commessa supera di gran lunga l’esborso della tangente.
In pratica, l’unica cosa che resta in piedi della precedente versione della legge comunitaria è la responsabilità personale ‘per colpa grave o dolo’, che rientra nell’appartenenza del codice penale.
In attesa che la norma venga approvata definitivamente sia dalla Camera lunedì che dal Senato le critiche e le polemiche sono molte. L’unico che potrebbe fermare la volontà della maggioranza é il capo dello Stato Giorgio Napolitano, che potrebbe respingere la legge per vizi di costituzionalità.
ven 25/03/2011 da Roberta Mazzacane in Corte dei conti, Lega Nord, Leggi e decreti.
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