Lodo Mondadori, Berlusconi condannato in appello a pagare 560 milioni

![]()
Berlusconi è più povero. Di 564,2 milioni di euro, per la precisione.
Questa mattina gli uomini di Fininvest hanno effettuato il versamento in favore della Cir di De Benedetti, in ottemperanza alla sentenza di appello che ha condannato Berlusconi per lo scippo della casa editrice Mondadori.
Il pagamento ‘non rappresenta in alcun modo acquiescenza alla sentenza’, aveva detto Ghedini, avocato del premier. Infatti Fininvest si riserva di chiederne la restituzione nel caso la Cassazione ribaltasse l’esito del procedimento.
‘Cir rende noto di aver ricevuto in data odierna da Fininvest il pagamento dell’importo di circa 564,2 milioni di euro, liquidato dalla Corte di appello di Milano con sentenza depositata in data 9 luglio 2011 – si legge in un comunicato di Cir – quale risarcimento del danno causato dalla corruzione giudiziaria a suo tempo posta in essere nella vicenda Lodo Mondadori. L’importo è comprensivo di spese legali e interessi dal 3 ottobre 2009 [...] Cir e i propri legali Vincenzo Roppo ed Elisabetta Rubini – prosegue la nota – preso atto dell’intenzione di Fininvest di presentare ricorso in Cassazione, sono pienamente fiduciosi che le buone ragioni della società, già riconosciute da una sentenza penale passata in giudicato e da due gradi di giudizio civile, troveranno in tale sede ulteriore e definitivo riconoscimento’.
L’avvocato del premier, nonché il parlamentare PDL Niccolò Ghedini, aveva già affermato che non ci sarebbero state altre leggi ad personam per cercare di aggirare il problema.
Ma chi finirà col pagare davvero per la sentenza Mondadori? Silvio Berlusconi tace. Sua figlia Marina afferma che dai conti di famiglia non uscirà un euro. E allora come andrà finire?
Secondo Libero la maxi-multa che il tribunale di Milano ha inflitto alla Fininvest finiremo per pagarla noi contribuenti: la multa inciderà sulle tasse che l’azienda paga all’erario italiano.
E quindi alla fine della fiera pagherà ‘l’intera platea dei contribuenti italiani’.
Niente male.
Leggiamo un estratto…
Berlusconi ‘Sacrificherà il Milan? Venderà un pezzo di Mediolanum? O rinuncerà a qualcun altro dei gioielli di famiglia? [...] Ci sono i 700 milioni che residuano dai due miliardi incassati nel 2005 collocando in Borsa il 16% di Mediaset. Ciò non toglie che il bilancio di Fininvest finirà in rosso. L’utile dell’anno scorso è stato di 160 milioni. Vuol dire che, se non ci saranno miglioramenti forti nella gestione, il gruppo potrebbe impiegare un po’ di anni ad assorbire questo colpo. In questo frattempo non pagherà tasse o ne pagherà meno di quanto avrebbe fatto senza l’incidente giudiziario. Insomma, alla fine l’onere della sentenza finirà, per qualche verso, per spalmarsi sull’intera platea dei contribuenti italiani’.

9 luglio 2011
Ci aveva provato Silvio Berlusconi ad evitare in extremis il pagamento di un maxi risarcimento alla Cir di Carlo De Benedetti, con la cosiddetta norma salva-Finivest inserita nel testo della Finanziaria 2011, ma le aspre polemiche avevano fatto saltare il codicillo: è arrivata l’attesa sentenza di Appello del cosiddetto Lodo Mondadori, che ha confermato la condanna dell’azienda del Cavaliere. L’unica nota lieta è un piccolo sconto, da 750 a 560 milioni di euro, un quarto secco in meno.
Lodo Mondadori, la storia
Lo scontro giudiziario fra la Cir di Carlo De Benedetti e la Fininvest di Silvio Berlusconi ha origine lontane: siamo nel 1988, e De Benedetti e Berlusconi sono soci insieme a Formenton della società che controlla la Mondadori. In quell’anno viene stipulato un accordo Formenton-Cir che porta l’Ingegnere De Benedetti ad avere la maggioranza nella società controllante lo storico gruppo editoriale, la Amef. Su pressioni della Fininvest però, l’accordo salta. Inizia la battaglia giudiziaria.
Perso un primo giudizio arbitrale, Formenton chiese alla corte d’Appello di Roma l’annullamento del cosiddetto Lodo Mondadori, che fu concesso dal giudice Vittorio Metta nel 1991. La Cir, sconfitta in tribunale, fu costretta ad un compromesso con la Fininvest che portò alla divisione del gruppo editoriale: a De Benedetti andarono Espresso, Repubblica e Finegil, mentre a Berlusconi i libri e i settimanali. Oltretutto la Cir si trovò a pagare un conguaglio di 365 miliardi di vecchie lire, uscendone fortemente indebolita.
Facciamo un balzo al 29 aprile 2003, quando il tribunale di Milano, dopo una complicata vicenda giudiziaria nata dalle dichiarazioni nel 1995 di Stefania Ariosto, condannò il giudice Vittorio Metta a 13 anni con l’accusa di aver ricevuto soldi da uomini Fininvest per aggiustare la sentenza a loro vantaggio, sentenza passata in giudicato nel 2007. Fra i condannati c’è Cesare Previti, braccio destro di Berlusconi, condannato anche all’interdizione dai pubblici uffici. Nella sentenza, il tribunale riconobbe alla parte civile Cir il diritto ai danni morali e patrimoniali, da quantificare in separata sede civile: ‘Tanto il danno emergente quanto il lucro cessante, sotto una molteplicità di profili relativi non solo ai costi effettivi di cessione della Mondadori, ma anche ai riflessi della vicenda sul mercato dei titoli azionari‘.
E siamo così all’atto finale: il 3 ottobre 2009 la sentenza di primo grado del processo in sede civile condanna la Finivest a pagare 750 milioni di euro. Il giudice che emise la sentenza, Vittorio Mesiano, venne spiato e molestato dalle telecamere di Mattino 5. L’esecutività della sentenza venne sospesa in attesa dell’Appello, che ha ora condannato la società di Berlusconi a pagare 560 milioni di euro. Sentenza questa volta immediatamente esecutiva.
Le Reazioni
‘È una sentenza che sgomenta e lascia senza parole. E che rappresenta l’ennesimo scandaloso episodio di una forsennata aggressione che viene portata avanti da anni contro mio padre, con tutti i mezzi e su tutti i fronti, compreso quello imprenditoriale ed economico. La Fininvest, che ha sempre operato nella più assoluta correttezza, viene colpita in modo inaudito, strumentale e totalmente ingiusto. E il parzialissimo ridimensionamento della sanzione rispetto al giudizio di primo grado nulla naturalmente toglie alla incredibile gravità del verdetto. Neppure un euro è dovuto da parte nostra, siamo di fronte a un esproprio che non trova alcun fondamento nella realtà dei fatti né nelle regole del diritto‘: con questa dura nota Marina Berlusconi commenta il verdetto con cui la Corte d’Appello di Milano ha confermato il risarcimento che l’azienda del premier dovrà versare alla Cir.
Secondo Niccolò Ghedini ‘La Corte di Cassazione non potrà che annullare questa incredibile sentenza‘, e di ‘sentenza politica già annunciata‘ parlano i capigruppo Pdl di Camera e Senato e esponenti di punta della maggioranza.
Il Pd considera le dichiarazioni di Marina Berlusconi vicine all’eversione, mentre Antonio Di Pietro osserva che ‘Se è vero, com’è vero, che Berlusconi è stato condannato in appello per danni causati a un altro gruppo imprenditoriale, significa che lui ci ha guadagnato illecitamente e l’altro ci ha rimesso. E’ inutile che Berlusconi e i suoi tentino di buttarla in politica, qui siamo solo di fronte a comportamenti truffaldini gravissimi‘. Toni simili anche da Fli e Giuseppe Giulietti, deputato del gruppo misto e portavoce di Articolo 21.
gio 26/07/2011 da Giulio Ragni in Giustizia, Silvio Berlusconi.
© 1998-2013 Trilud S.p.A. - P.iva: 13059540156 - Tutti i diritti riservati


![Elezioni amministrative 2013 Brescia: i candidati alle comunali [FOTO]](http://static.tuttogratis.it/143X93/attualita/tuttogratis/it/wp-content/uploads/2013/05/Emilio-del-bono.jpg)










![Elezioni comunali 2013 Messina: i candidati in corsa [FOTO] Elezioni comunali 2013 Messina: i candidati in corsa [FOTO]](http://static.tuttogratis.it/81X52/attualita/tuttogratis/it/wp-content/uploads/2013/05/Enzo-Garofalo.jpg)
![Elezioni amministrative 2013 Brescia: i candidati alle comunali [FOTO] Elezioni amministrative 2013 Brescia: i candidati alle comunali [FOTO]](http://static.tuttogratis.it/81X52/attualita/tuttogratis/it/wp-content/uploads/2013/05/Emilio-del-bono.jpg)
