Lega Nord ultime notizie: dubbi sul disploma di Belsito

Dopo la laurea in Albania del ‘Trota’ Renzo Bossi, gli inquirenti avanzano sospetti anche sul diploma di ragioneria ottenuto dall’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito: la scuola privata di Frattamaggiore, provincia di Napoli, che ha rilasciato il pezzo di carta a Belsito, era infatti già fallita all’epoca dei fatti, senza contare che le firme in calce sembrano essere false. Dubbi emergono pure sulla laurea che Belsito dice di aver conseguito in un’università telematica John Kennedy di Milano. E la domanda che ora viene lecito chiedersi è: con quali referenze Belsito faceva il tesoriere di un partito?
3 maggio 2012 – Renzo Bossi laureato in Albania
Anche Renzo Trota Bossi ha ottenuto il suo sudato pezzo di carta. Un’università albanese gli ha rilasciato una laurea breve in Gestione aziendale. Si ignora quanto possano essere blasonate le università albanesi e quanto possa essere lunga la tradizione imprenditoriale in quella particolare zona dei Balcani. Ma non ci si può non rallegrare del fatto che dopo tanto impegno e sacrificio anche uno come il Trota sia riuscito a laurearsi.
O no?
Il punto è che gli inquirenti, che hanno messo le mani sul diploma di laurea custodito nella cassaforte dell’ex tesoriere infedele Francesco Belsito, ritengono che la laurea possa essere stata comprata con i soldi della Lega Nord.
Bossi Jr avrebbe conquistato il diploma il 29 settembre del 2010.
Nella cassaforte è stato ritrovata anche una laurea intestata a Pierangelo Moscagiuro, bodyguard di Rosy Mauro.

3 maggio 2012 – Tosi: inopportuna la ricandidatura di Bossi
Una ricandidatura inopportuna. Che il sindaco di Verona Flavio Tosi fosse una delle anime più critiche del cosiddetto ‘cerchio magico’ di Bossi era noto da tempo, e la cosa gli stava procurando persino l’espulsione dal Carroccio: ora che l’ala maroniana ha preso saldamente il controllo del partito, Tosi continua a non lesinare sulle critiche verso l’ex segretario, giudicando infelice la possibile ricandidatura di Bossi a segretario, avanzata ieri dal Senatùr dal palco di Zanica. ‘La ricandidatura di Umberto Bossi a segretario federale? Non me l’aspettavo. E francamente la ritengo inopportuna’, ha chiosato il sindaco di Verona, ricordando che ‘ a decidere sarà il congresso. Io ritenevo improbabile una riproposizione di Umberto Bossi alla segreteria: dopo di che di che, ovviamente, al congresso ognuno è libero di candidarsi e saranno i militanti a decidere se il segretario sarà ancora lui o qualcun altro. Naturalmente il sottoscritto si augura che sia Roberto Maroni‘. Maroni che dopo l’uscita del vecchio leader, ha opportunamente evitato qualsiasi dichiarazione.
02 maggio 2012 – Bossi vuole ricandidarsi a segretario
Dal palco di Zanica, in provincia di Bergamo, Umberto Bossi rilancia la sua candidatura a segretario della Lega Nord, dopo le dimissioni di poche settimane fa a seguito dello scandalo. ‘Sì, per forza, per la gente, altrimenti la gente pensa che non siamo uniti‘, ha risposto il Senatùr ad una domanda diretta sul tema durante la Lega Unita Day, in cui si sono riuniti tutti i vertici del partito davanti ai militanti. Un tentativo, da parte del Carroccio, di recuperare un po’ di consensi incitando alla rivolta fiscale contro l’Imu, dopo i fischi e le contestazioni a Bossi degli ultimi giorni. Sulle inchieste che riguardano la Lega, Maroni e Bossi sembrano avere due opinioni divergenti, con il primo che prosegue lo stillicidio di espulsioni dei ‘traditori’, l’ultima pochi giorni fa con Stiffoni, e Bossi che invece tende a minimizzare: ‘Secondo me non ha rubato nessuno, non vedo ladri ma qualche errore‘. Leggerezze insomma, come quella, parole sue, di affidare l’amministrazione del partito ‘a uno legato alla ‘ndrangheta‘.
30 aprile 2012 – A Lugano la cassaforte di Belsito
Ci sarebbe una cassaforte in Svizzera, e più precisamente a Lugano, dove l’ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito avrebbe nascosto milioni di euro dei fondi del rimborso elettorale della Lega: è questa la convinzione dei magistrati che si occupano dello scandalo, secondo cui questa cassaforte sarebbe celata all’interno di una Società a Garanzia Limitata, ‘Aurora’. I magistrati ritengono che dietro questa società, che è intestata a Franco Domenico Belsito, ci sarebbe proprio l’ex tesoriere che, come il suo amico avvocato Bruno Mafrici, avrebbe usato nomi diversi per utilizzare due codici fiscali e sfuggire al controllo della Finanza. L’ipotesi degli inquirenti inoltre è che in questo fiume di denaro siano transitati anche i soldi della ‘ndrangheta: per questo motivo i pm Woodcock e Lombardo e gli investigatori della Dia di Reggio Calabria si recheranno in Svizzera nei prossimi giorni, al fine di scoprire se davvero dietro ‘Aurora’ ci sia Belsito o un suo omonimo, e quanti milioni siano effettivamente passati per la società svizzera.
Stiffoni: prelievi sospetti dal conto spese del Senato
Come se non ci fossero già abbastanza grane per il Carroccio, dai corridoi del Palazzo di Giustizia giungono voci di prelievi sospetti da parte di Piergiorgio Stiffoni, autosospeso dalla Lega pochi giorni fa. Gli inquirenti ipotizzerebbero prelievi di Stiffoni dal conto che serve di norma per rimborsare le spese dei senatori: nel mirino contanti ed emissioni di assegni circolari, e non è da escludere una eventuale contestazione di peculato per il senatore, poiché si tratta di soldi pubblici.
29 aprile 2012 – Licenziato l’autista del Trota
Aveva denunciato ai media e ai magistrati di essere stato il ‘bancomat’ del Trota, con tanto di video con una telecamera nascosta che documentava il tutto. Ora Alessandro Marmello, autista e bodyguard di Renzo Bossi, è stato licenziato dalla Lega, come il suo collega Oscar Morando pochi giorni prima, in quanto sarebbe venuto meno il ‘rapporto di fiducia’, ma l’avvocato Franz Sarno, suo difensore, ha annunciato che impugnerà il licenziamento davanti all’autorità giudiziaria ‘perché si basa su motivi pretestuosi e infondati‘. Marmello il 10 aprile scorso aveva raccontato agli inquirenti come tenesse lui la cassa per i bisogni quotidiani del figlio di Umberto Bossi, spiegando come avesse ricevuto l’incarico di prelevare soldi in contanti, in genere mille euro a volta, dalle casse del partito, come anticipo di spese per il mantenimento del Trota, dai pranzi alle cene fino alla benzina e ad altre spese per l’auto, senza alcun vincolo di spesa. A dargli questo compito erano stati l’ex tesoriere Francesco Belsito, la responsabile amministrativa Nadia Dagrada ed altre persone che gestivano il denaro del partito.
28 aprile 2012 – Piergiorgio Stiffoni si dimette
Continua l’onda lunga del repulisti in casa Lega: nella convulsa giornata di venerdì è toccato al senatore Piergiorgio Stiffoni rassegnare le proprie dimissioni da Amministratore del Gruppo della Lega Nord al Senato. Stifffoni, il cui nome è stato tirato in ballo per l’affare dei diamanti, si è anche autosospeso dal movimento e dal gruppo Lega Nord al Senato ‘al fine di non danneggiare l’immagine del movimento, fino alla conclusione dell’attività istruttoria da parte della magistratura, sicuro che verrà fatta piena luce sulla realtà dei fatti‘, afferma un comunicato. Le dimissioni sono arrivate poco dopo la notizia che i magistrati di Milano hanno ascoltato come testimone Federico Bricolo, il capogruppo al Senato della Lega, un interrogatorio che, secondo quanto trapelato, avrebbe avuto come tema principale la gestione dei rimborsi delle spese per il gruppo dei senatori della Lega da parte proprio di Piergiorgio Stiffoni.
27 aprile 2012 – Belsito: Umberto Bossi era a conoscenza di tutto
Francesco Belsito insiste: Umberto Bossi era a conoscenza di tutti gli affari e gli investimenti da lui gestiti. L’ex tesoriere della Lega Nord è stato interrogato ieri per diverse ore dai magistrati di Milano. Un lungo monologo secondo le indiscrezioni giornalistiche, in cui Belsito, indagato per truffa e appropriazione indebita, si è addossato responsabilità minime per questi investimenti che ‘erano a conoscenza del segretario Umberto Bossi‘. L’ex tesoriere avrebbe anche negato illeciti per gli acquisti dei diamanti, operazione che secondo la sua versione dei fatti non sarebbe stata effettuata utilizzando i suoi conti bancari. Una tesi che però non avrebbe convinto gli inquirenti, ancora alle prese con la ricostruzione di questa complicata vicenda.
24 aprile 2012 – Rosi Mauro torna in aula
Non si dimette Rosi Mauro: la vicepresidente del Senato, nonostante le numerose proteste e richieste di dimissioni, ha comunicato la sua intenzione di rimanere al suo posto: ‘Resto qui, il regolamento me lo consente‘.
La Mauro è tornata oggi nell’Aula della Camera, ed è stata accolta tanto da fischi che da applausi da parte dei presenti in sala, mentre i membri dell’Idv le hanno rivolto dei ‘buu‘. Tali manifestazioni di dissenso non hanno lasciato indifferente la vicepresidente che ha pianto qualche lacrima, per poi riprendere il controllo e domandare se qualcuno avesse degli interventi da fare.
Ha risposto alla richiesta il Capogruppo dell’Idv al Senato, Felice Belisario, chiedendo nuovamente alla Mauro le dimissioni: ‘Lei rappresenta in tutto e per tutto la casta abbarbicata alla poltrona e ai benefit vari. Lei ha perso ogni autorevolezza. È vero, non è sfiduciabile, ma mettere in difficoltà questa Aula rende deplorevole la sua ostinazione. [...] ogni volta che presiederà l’emiciclo il gruppo dell’Idv metterà in atto gesti simbolici di protesta‘. Richiesta di dimissioni anche dal vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda: ‘Lei non fa più parte del gruppo della Lega: la sua permanenza alla carica affievolisce l’equilibrio dell’intero ufficio di presidenza, [...] non è un fatto personale, sto ponendo un problema politico‘. Luciana Sbarbati dell’Udc ha preso invece le difese della vicepresidente : ‘Non si può chiedere dimissioni a una persona che non è indagata‘.
Tangente da 10 milioni per un affare Finmeccanica?
Potrebbe essere una tangente da 10 milioni di euro a mettere nei guai sul serio la Lega Nord: il filone napoletano delle indagini sul Carroccio ha condotto i magistrati sino in Svizzera, dove cercano i riscontri a un’altra ipotesi di riciclaggio e tangenti riguardo Finmeccanica, ed un affare da 51 milioni di euro riguardo una vendita di 12 elicotteri al governo indiano da parte di Agusta Westland, una società di cui è stato amministratore Giuseppe Orsi, oggi al vertice proprio di Finmeccanica. Le indagini sono piuttosto complesse ed ancora nella fase iniziale, ma secondo quanto trapelato, si sarebbe passati dai 41 milioni iniziali ai 51 finali proprio per girare una tangente alla Lega, attraverso un intermediario ‘referente’ di Orsi, il quale ha avuto la spinta decisiva per arrivare ai vertici di Finmeccanica proprio dal partito leghista.
Lega Nord nega le accuse
Roberto Maroni, ormai ufficialmente consacrato nuovo leader del Carroccio, respinge al mittente le accuse di tangenti, dichiarando che il partito è totalmente estraneo a quanto affermato da Lorenzo Borgogni, l’ex direttore centrale di Finmeccanica, le cui dichiarazioni coinvolgerebbero l’attuale ad della società Giuseppe Orsi: ‘In merito alle insinuazioni riportate oggi da alcuni quotidiani riguardo a presunte tangenti alla Lega Nord da parte di Finmeccanica, precisiamo che chi associa il partito a questa vicenda sarà perseguito in sede civile e penale. Mai preso tangenti nè da Finmeccanica nè da nessun altro‘.
23 aprile 2012 – Belsito interrogato dai magistrati
L’ex tesoriere della Lega Francesco Belsito è stato ascoltato questa mattina dai magistrati milanesi in un interrogatorio durato poco più di due ore riguardo all’indagine sulle presunte distrazioni dei fondi del Carroccio. Al termine dell’interrogatorio Belsito è uscito dalla sede della Guardia di Finanza di Milano insieme ai suoi legali, e se ne è andato senza rilasciare commenti alla stampa.
L’ex tesoriere aveva dichiarato in precedenza di sentirsi tranquillo: ‘In procura ricostruirò una versione corretta. Poi ognuno darà le versioni che vuole‘. Belsito ha riferito di non essere a conoscenza di un dossier su Roberto Maroni, e ha negato di aver usato i soldi della Lega per fini personali: ‘È tutta documentazione fatturata alla Lega. [...] Non è neanche vero che avessi intenzione di fare investimenti in Argentina con imprenditori italiani e con i soldi della Lega‘.
21 aprile 2012 – Sequestrati 350mila euro per il caso Tanzania
La Procura di Milano ha disposto il sequestro preventivo di 350mila euro presso un notaio veneto: questa cifra sarebbe parte dei famosi investimenti in Tanzania, Cipro e Norvegia realizzati dall’allora tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito. La cifra sarebbe stata depositata al notaio da uno degli indagati, l’imprenditore Paolo Scala. Intanto nel pomeriggio di ieri è stato ascoltato dai magistrati il senatore Piergiorgio Stiffoni per la vicenda dei diamanti, che aveva visto coinvolta anche Rosy Mauro, la quale aveva dichiarato di averli comprati con i suoi risparmi.
20 aprile 2012 – Per Umberto Bossi non ci sono reati
Torna a parlare il Senatùr Umberto Bossi, dopo le ultime rivelazioni sulla casa di Calderoli pagata con i soldi del partito, e dice la sua sulle inchieste che hanno travolto il Carroccio: ‘Non c’era un reato. Un partito può benissimo buttare i soldi dalla finestra, non è comunque un reato. Si fa fatica a configurare un reato in tutte le cose dette. I soldi non sono quelli dello Stato, ma sono quelli delle tessere dei militanti e dei soldi della Lega, la Lega può fare quello che vuole. Quello che vogliono è annichilirci, spaventarci, ma le cose difficili creano la forza degli uomini‘. In realtà non è esattamente così, poiché i soldi sottratti alla Lega da Belsito sarebbero secondo le accuse i rimborsi elettorali pagati dai cittadini con le loro tasse per finanziare i partiti. In serata era previsto un incontro chiarificatore tra Bossi e Maroni, ma è saltato per circostanze ignote. Ai giornalisti Bossi ha comunque negato di essere a conoscenza del dossier di Belsito sull’ex ministro dell’Interno.
Sulla vicenda della casa è arrivata comunque la replica di Calderoli in una nota: ‘Mi si infanga per aver avuto in dotazione da parte del movimento una casa-ufficio dal costo di 2200 euro al mese, quando io ne verso mensilmente 3000 di euro alla Lega Nord. Ho fatto il mio dovere, lavorando e tanto. E tutto questo senza aver mai preso un euro di stipendio, per aver lavorato sette giorni su sette, tutte le settimane dell’anno. Da un anno e mezzo la Lega ha sottoscritto un contratto di affitto per un appartamento a Roma che è stato dato in uso a me, come mia residenza e mio ufficio dove poter incontrare, anche riservatamente, i vertici del movimento e delle altre forze politiche. Buona parte dei decreti delegati del federalismo fiscale sono stati studiati e partoriti in quella sede. Io a Roma non ho fatto semplicemente il lavoro di senatore o quello di ministro, o meglio per quattro ministri avendo avuto anche le loro deleghe, ma ho dovuto svolgere al meglio quanto mi era richiesto dal movimento‘. Sul fronte dell’inchiesta giudiziaria, è previsto a Milano la prossima settimana l’interrogatorio dell’ex tesoriere Francesco Belsito, il quale avrebbe chiesto di poter rendere dichiarazioni spontanee davanti agli inquirenti: quali altri segreti verranno scoperchiati?
Belsito come Al Capone: la vignetta postata da Maroni

Il settimanale Panorama ha postato un’immagine che mette in risalto la somiglianza fra l’ex tesoriere Francesco Belsito e il celebre gangster Al Capone. Senza perdere un minuto Roberto Maroni l’ha postata sulla sua pagina Facebook, accompagnandola con questo pensiero: ‘Consiglio la lettura di Panorama non solo per le puttanate che Belsito dice su di me (e ne pagherà le conseguenze, tanto lui i diamanti ce li ha …), ma anche per questa deliziosa vignetta che il settimanale ci regala. Padania libera da ladroni e dossieristi. dossieristi – conclude Maroni – Viva la grande Lega!!!‘.
19 aprile 2012 – Soldi della Lega per la casa di Calderoli
Non si spegne lo scandalo che sta travolgendo la Lega: secondo quanto scoperto oggi dai Carabinieri del Noc esaminando gli atti sequestrati, parte dei fondi destinati al partito sarebbero invece serviti per pagare l’affitto di 2.200 euro mensili della casa di Roberto Calderoli al Gianicolo.
Non si placano nemmeno le controversie interne: stamattina a Omnibus il deputato Gianluca Pini ha dichiarato di sapere che ‘il mio ex capogruppo ha speso in un anno 90.000 euro con la carta di credito del gruppo‘; non ha fatto nomi, ma è chiaro che il riferimento era per Marco Reguzzoni. Pini ha parlato di un ‘malcostume diffusissimo‘: ora si aspetta la replica, appunto, di Reguzzoni.
Francesco Storace, leader de La Destra, ha commentato ironicamente le diatribe interne del partito del Carroccio: Pini attacca Reguzzoni, Maroni dice di essere stato spiato, tra poco ‘i leghisti si spareranno per le strade‘.
Nel frattempo, continua l’indagine della Procura di Milano in merito all’investimento in oro e diamanti eseguito da Belsito.
Dossier di Belsito su Maroni, Bossi sapeva
La resa dei conti in casa Lega è ben lungi dall’essere terminata. La notizia del giorno è che l’ex tesoriere Francesco Belsito aveva creato un dossier su Roberto Maroni, dopo averlo fatto spiare da alcuni investigatori privati. Belsito si sentiva con le spalle al muro dopo la notizia sui giornali degli investimenti in Tanzania, e per cautelarsi decise di mettere sotto controllo l’allora ministro dell’Interno, che considerava il suo principale nemico. Il dossier non è stato ancora acquisito dai magistrati ma il settimanale Panorama ha rivelato per primo il clamoroso retroscena: il dossier esiste e Maroni lo ha visto, tanto da poter riferire ai cronisti: ‘Sia chiaro, non mi fermerò fino a quando gli eventuali colpevoli non saranno cacciati. Altrimenti me ne andrò via io. Per quanto riguarda il dossier è ridicolo. Contiene cose inventate e inverosimili. È stato fatto per screditare. Voglio solo citare quanto comparso su Panorama: si è scoperto che avevo una grande barca a Portorose in Slovenia, mentre era Porto Rosa di fronte alle Eolie dove qualche anno fa avevo una barca. È incredibile che l’ex ministro dell’Interno sia stato oggetto di attività di dossieraggio. Non è un tentato dossieraggio, è un dossier che io ho visto. Mi sembra molto grave, soprattutto se qualcuno sapeva o era consenziente. Sembra che sia stato pagato con i soldi della Lega: è la cosa più grave‘.
Belsito lo aveva detto a Umberto Bossi
Il leader della Lega Umberto Bossi era stato informato da Belsito circa la sua attività ‘cautelativa’, come dice lo stesso ex tesoriere a Panorama durante un’intervista: ‘Gli ho detto che mi sentivo accerchiato e che stavo cercando di capire alcune cose su Maroni. Se mi ha scoraggiato? In realtà non mi ha detto niente. Non appena ho capito chi fossero i miei nemici ho deciso di fare un po’ di ricerche su quelli che sostengono di essere trasparenti, puliti e corretti. Presto ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità‘. E sembra che anche altri esponenti del Carroccio vicino a Maroni siano state vittime di questa attività di spionaggio. E intanto Francesco Belsito ha confermato durante la trasmissione Ballarò che l’oro e i diamanti erano stati investiti con i soldi dei rimborsi elettorali della Lega, e che all’interno del partito erano a conoscenza di ciò: ‘L’oro e i diamanti sono stati acquistati nell’ambito di regolari investimenti dei soldi della Lega, perfettamente tracciabili in quanto provenienti da conti correnti intestati al partito. Io ne avevo la custodia in quanto tesoriere. Lo prova il fatto che non appena cessato l’incarico mi sono immediatamente attivato per il trasferimento dei beni al nuovo tesoriere‘. Nelle carte acquisite dagli investigatori della Finanza appaiono le firme di Rosy Mauro e Piergiorgio Stiffoni nei certificati di consegna dei diamanti, a sconfessare quanto detto dalla vicepresidente del Senato Mauro, secondo cui i diamanti li aveva comprati con i suoi risparmi.
The Bossi family
In questi giorni gli internauti si stanno sbizzarrendo nel prendere in giro il clan leghista. Dopo le vignette sul Trota e i commenti sarcastici sulle sparate di Borghezio adesso tocca alla famiglia Bossi nel suo complesso. Il video che vi proponiamo è già un cult!
17 aprile 2012 – Le dimissioni di Boni e i diamanti di Belsito
Mentre proseguono le indagini a tutto campo sul caso dei rimborsi elettorali, cade un’altra testa eccellente della Lega Nord: il presidente del Consiglio regionale della Lombardia Davide Boni ha annunciato le sue dimissioni dalla carica. A quanto si apprende, non ci sarebbe stata nessuna pressione da parte dei vertici del Carroccio, e le dimissioni sarebbero da considerare una decisione personale di Boni, finito sotto indagine per corruzione qualche mese fa. Dal consiglio regionale della Lombardia si sono già dimessi altri due esponenti della Lega, Renzo Bossi e Monica Rizzi, e a loro si è aggiunto poche ore fa anche Stefano Maullu del Pdl.
Belsito riconsegna oro e diamanti
L’ex tesoriere della Lega Nord Francesco Belsito, indagato dalle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria per truffa ai danni dello Stato e riciclaggio, ha consegnato i diamanti e i lingotti d’oro su cui stava indagando la Guardia di Finanza di Milano, dopo l’irruzione di ieri nelle Fiamme Gialle nella sede di via Bellerio. La riconsegna è avvenuta tramite il suo legale, l’avvocato genovese Paolo Scovazzi.
16 aprile 2012 – 200mila euro in diamanti spariti dalle casse della Lega
Continuano i clamorosi colpi di scena nello scandalo Lega. La Guardia di Finanza ha fatto irruzione nella sede di via Bellerio durante un vertice di partito: secondo le indiscrezioni 200mila euro di diamanti sarebbero spariti dalle casse del Carroccio, un ennesimo tassello di questo intricato puzzle di ammanchi e beni sottratti al partito. Anche la Procura della Corte dei Conti della Lombardia ha aperto un procedimento sul caso dei bilanci del partito, che avrebbe avuto rimborsi elettorali non dovuti. Da quanto si è appreso si tratterebbe di un procedimento autonomo rispetto a quello penale e relativo a un presunto danno erariale, partendo dall’ipotesi di truffa ai danni dello Stato contestata dalla Procura di Milano: secondo quanto rilevato dai magistrati, l’ex tesoriere Belsito avrebbe truccato i bilanci facendo avere rimborsi elettorali non dovuti alla Lega per un totale di 18 milioni di euro.
Monica Rizzi si dimette
L’assessore leghista della Regione Lombardia, Monica Rizzi, si è dimessa dal suo incarico. Nella nota di dimissioni, la Rizzi fa sapere di obbedire alle richieste del partito di fare un passo indietro, nonostante le inchieste contro di lei siano state archiviate e sia stata ritirata la denuncia per dossieraggio a suo carico. La Rizzi ha ringraziato ‘infinitamente Umberto Bossi per la splendida esperienza che mi ha permesso di fare in questi due ultimi anni‘.
Il motivo della richiesta di dimissioni a Monica Rizzi sta nello scandalo emerso in merito al presunto utilizzo dei fondi pubblici per fini privati da parte di alcuni membri del partito, lo stesso scandalo che ha portato alle dimissioni di Umberto Bossi dall’incarico di segretario federale e quelle del figlio Renzo da consigliere regionale. Il Presidente della Regione Formigoni ha dichiarato che provvederà a sostituire la Rizzi entro oggi o al massimo domani.
Dimissioni anche da parte dell’assessore Pdl Stefano Maullu.
GF
13 aprile 2012 – Espulsi Rosy Mauro e Belsito, salvo Renzo Bossi
È arrivata la resa dei conti in casa Lega, e per Rosy Mauro e Francesco Belsito arriva l’espulsione dal partito. Dopo che il vicepresidente del Senato aveva rifiutato di dimettersi come richiesto dai vertici del Carroccio, il partito, con voto unanime del consiglio federale, ha cacciato via l’esponente del ‘cerchio magico’ bossiano, sospettata di aver pagato con i soldi dei rimborsi elettorali una visita medica, una laurea per sé e una per il suo caposcorta (e forse fidanzato) Pier Moscagiuro. E molti oggi si interrogano se Rosy Mauro sia un capro espiatorio, visto che Renzo Bossi, colpevole tanto e più di lei, non è stato espulso dal partito. Dopo un breve incontro con Bossi, Rosy Mauro ha dichiarato ai cronisti: ‘Non mi sento tradita da lui, ma il rancore è prevalso sulla verità‘.
I dirigenti della Lega Nord hanno anche ufficialmente ratificato l’espulsione Francesco Belsito, l’ex tesoriere che ha dato inizio a questo scandalo che ha travolto il Carroccio. E intanto dense nubi si affacciano sul triumvirato che guida il partito dopo le dimissioni di Bossi: la Procura di Milano sta infatti compiendo accertamenti sulla posizione di Roberto Calderoli in questa intricata storia di investimenti, a seguito di alcune conversazioni telefoniche intercettate in cui spuntava il suo nome. Da parte sua l’ex ministro si dice estraneo ai fatti e pronto ad essere ascoltato dai magistrati.
12 aprile 2012 – Ecco i bonifici che conducono a Bossi
Si è prodigato in scuse ai militanti nella serata dell’orgoglio padano, ma per Umberto Bossi i guai sono appena iniziati: infatti sono stati resi noti sui giornali i documenti delle spese della famiglia contenute nella cartellina ‘The Family’ ritrovata nella cassaforte dell’ex tesoriere Francesco Belsito: ci sono due bonifici desinati sul conto della moglie Manuela Marrone da 5mila e 4mila euro, multe e conti medici dei figli del Senatùr, fatture e polizze dei lavori di ristrutturazione della villa di Gemonio. Poi ci sono i conti correnti aperti presso la Banca Popolare di Lodi che risultano intestati a Umberto Bossi, ed alcuni estratti conto sono stati ritrovai anch’essi nella cassaforte di Belsito: sarà necessario dunque fare degli accertamenti per scoprire eventuali movimenti ‘sospetti’. Proprio ieri Roberto Maroni si è presentato in Procura sostenendo che la Lega si costituirà parte civile e che Bossi è stato raggirato: ma i documenti ritrovati dagli investigatori dimostrerebbero come Umberto Bossi fosse perfettamente a conoscenza dei versamenti anomali dalle casse del partito, anche perché fu lui a firmare la distinta dei bonifici bancari in almeno due casi, quelli appunto destinati a sua moglie di cui abbiamo riferito prima. Novemila euro in tutto di cui l’ex segretario della Lega Nord dovrà rendere conto ai magistrati.
Bossi e Tremonti sapevano dell’affare in Tanzania
La Direzione Antimafia di Reggio Calabria ricostruisce gli spericolati affari del tesoriere Belsito con i fondi dei rimborsi elettorali, e tra le carte emergerebbe la conoscenza dell’operazione in Tanzania e a Cipro da parte di Umberto Bossi e Giulio Tremonti, da sempre uomo vicino al Carroccio. In particolare l’allora ministro dell’Economia avrebbe avallato gli investimenti esteri nella convinzione che la moneta unica sarebbe saltata entro due mesi. Inoltre dalle telefonate intercettate Belsito affermava che anche Roberto Maroni sapeva tutto degli affari e che lavorava contro Bossi: ‘Baffetto ha tutto in mano‘, diceva l’ex tesoriere del ministro dell’Interno, ed anche Romolo Girardelli, ritenuto dalla Procura antimafia di Reggio Calabria uno dei referenti della potentissima cosca De Stefano nel settentrione, voleva incontrare Maroni.
11 aprile 2012 – Bossi chiede scusa ai militanti
Prima ha teorizzato complotti ai danni della Lega da non meglio precisate forze oscure, poi ha chiesto scusa ai militanti: nella serata dell’orgoglio padano andata in scena ieri a Bergamo, Umberto Bossi ha parlato alla folla ancora stupita e incredula dall’ondata di inchieste che ha travolto il Carroccio: ‘I danni sono stati fatti da persone che portano il mio cognome, e questo mi dispiace molto. Sarebbe stato meglio farli studiare all’estero come ha fatto Berlusconi: d’ora in poi niente parenti di primo e secondo grado dei dirigenti all’interno del partito‘. Ma il Senatùr ha poi ribadito che Belsito è stato fatto infiltrare dai nemici della Lega per compromettere il partito.
Maroni: ‘Partito umiliato, non morto’
Prima di Umberto Bossi ha preso la parola l’ex Ministro dell’Interno Roberto Maroni, il quale ha esordito parlando dell’onta e del dolore di essere considerati un ‘un partito di corrotti‘ e per le accuse di ‘collusione con la mafia e con la ‘ndrangheta‘. Ma il partito ‘non è morto e non morirà mai‘ afferma convinto, sottolineato dalla viva approvazione dei tremila presenti, e riprende il concetto già espresso nei giorni scorsi di pulizia all’interno del partito: ‘Non ci sono cerchi che tengano e per ripartire dobbiamo fare pulizia, perché è intollerabile la violazione del nostro codice etico, chi sbaglia paga senza guardare in faccia a nessuno. Chi ha preso i soldi della Lega li dovrà restituire fino all’ultimo centesimo‘. Maroni si dice poi certo che Bossi non c’entri nulla, sottolineando apprezzamento per il gesto delle dimissioni.
Capitolo dimissioni: se Belsito verrà espulso, si profila una battaglia per la vicepresidente del Senato Rosy Mauro, che ha annunciato di non voler lasciare il proprio posto, nonostante le pressione dei vertici del Carroccio e della base. Maroni è netto: ‘Ci penserà la Lega a dimetterla‘. E giù applausi.
ven 04/05/2012 da Autori Vari in 'ndrangheta, Davide Boni, Francesco Belsito, inchieste, Lega Nord, Milano, Monica Rizzi, Renzo Bossi, Rosy Mauro, Stefano Maullu, Umberto Bossi.
credo che anche il figlio dovrebbe dimettersi dal consiglio regionale della lombardia,in quanto non è più affidabile,preciso dovrebbe dimettersi tutto il consiglio regionale in quanto 11 persone sono indagati a vario tipo.
Io ero un militante leghista, al tempo della lega pura e dura, al tempo della secessione. Sono stato, e non piango, buttato fuori dalla lega per i miei attacchi reiterati agli organi superiori. Non voglio dire che avevo sicuramente ragione, però non approvavo cedimenti, non insinuavo che rubavano, però sicuramente affermavo che cercavano un interesse personale, fosse anche solo un posto al sole. Sicuramente ero, e uso la parola “ero”, un irriducibile, un guerriero, sicuramente più felice nel servire che nel comandare. Però nel servire gli ideali, non le persone.
Non ho approvato il passaggio al federalismo, e ovviamente gli accordi con questo e quel partito.
Non credo di essere ancora secessionista, la verità è che non mi importa più niente, facciano dell’italia quello che vogliono. Io mi sto spostando all’estero, e spero di spostare anche tutti i miei interessi, possibilmente in paradisi fiscali.
Sicuramente sono un anarchico individualista, non mi importa `di nessuno. Gli ideali nel cuore li ho, ma ormai troppe delusioni e sono diventato cinico. Non credo a nessuno., anzi no…credo a troppo pochi amici, alla mia donna e a Claudia, il mio cane Boxer.
Ancora una volta so che a dispetto delle mie parole credo in un individuo, credo in Maroni. Sarei veramente dispiaciuto se mi deludesse anche lui. E per deludere non voglio dire che cambi idee, pareri o ideali. Voglio dire che sarei veramente addolorato che fosse una persona men che onesta, io l’ho sempre rispettato.
Vedo anche i commenti idioti di chi sta scrivendo qua sotto, che peccato che la Lega non si sia fatta riconoscere per essere veramente diversa. Mi dispiace.
Ladri è dir poco!! solo la gente onesta in questo momento sta pagando …cosi non va !! con che coraggio ci chiedono sacrifici con che coraggio mi domando!!……Credo che siamo al limite
fanno capire che tutti i politici sono dei ladri!!!!!!!!!!!!! ma sono gente che lavorano ?? forse ladrun ……
ROMA ladrona ahahahaha
ma andate affare in kulo (TM) tutti quanti
tutti uguali siete
pulizia? si ma col kalashnikov
Roma ladrona…..Roma padrona… noi l’abbiamo duro…le tasse le paghiamo solo noi….lavoriamo solo noi del Nord… ecccet. eccettt.
quante cazzate avete dette e scritte??????? una enormità!!! che vi distinqueno dal resto d’ITALIA !!!!!!
Che tristezza i fatti politici e finanziari di questi tempi. Ho l’impressione che stiamo diventando dei “papponi” e la società va verso un lento e costante degrado.
So solo una cosa…ho fatto bene ad andarmene dall’italia, ma non per la lega, che forse era l’unica vedere chare le cose. Ma per tutti gli imbecilli che stanno scrivendo cazzate, ma non vi ricordate di Ochetto? di di Pietro? di Penati? Che cazzo di soldi pubblici? Non son soldi della Lega Nord?
Il vostro problema è che siete degli incapaci e amareggiati, quindi ve la prendete così perchè la Lega Nord ha additato il dito, giustamente, verso il problema che siete con le vostre meschinità. Che il trota sia un ignorante, che Bossi, suo figlio, etc. abbiano usato soldi DELLA LEGA per propri affari è una vergogna, e la verità è che mi ha deluso.
Ma mi aveva deluso molto prima, quando aveva abbandonato la secessione! Viva la secessione! Anzi, no, viva l’anarchismo (individuale)!
Se un genitore non sa guidare una famiglia, come può guidare un popolo?
ladroni del nord che rubano al sud; (esiste ancora la libertà di pensiero ? ) grazie
scommetto che ora non ce l’hanno piu’ tanto duro…italia ladrona un par di ciufoli, ladri ipocriti e ignorantoni…
Sacrosanto stigmatizzare questi comportamenti, però…
1) come mai non vedo la stessa attenzione alle ruberie degli altri?
2) quanti inquisiti ha il PD e quanti di loro si sono dimessi, o sono stati cacciati?
3) come mai non ho ricevuto una mail con oggetto “Scandalo Margherita, milioni di euro rubati”?
4) qualcuno mi spiega dov’è la rilevanza penale di questi fatti? No, perchè io sono avvocato e non mi risulta che sia reato che un partito dia soldi, che rimborsi cene, che paghi la benzina, a un suo parlamentare o consigliere regionale… Altrimenti TUTTI i partiti dovrebbero avere la Finanza in casa! Nè mi risulta che sia reato per un partito investire i soldi che ha in cassa (in Italia o in Tanzania o altrove) tanto che nel bilancio dei partiti è prevista proprio una voce in cui indicare le partecipazioni finanziarie che ha!
Come leghista mi fa profondamente schifo quel che leggo sui giornali non perchè ci siano stati “furti” (ripeto, i soldi dei rimborsi erano della Lega che li poteva e li può usare come meglio ritiene) ma perchè si davano soldi a gente che non ne ha bisogno (Bossi, Mauro ecc.) quando le sezioni sul territorio faticano a pagare l’affitto e i candidati alle elezioni locali si devono pagare tutto coi propri soldi, tranne i manifesti. Questo è lo schifo.
Quanto agli altri, specie i meridionali e i romani… i vostri commenti mi fanno ridere. E attenzione, la Lega è l’UNICA cosa che trattiene la rabbia del nord in un ambito istituzionale. Se la Lega crolla, non so che può succedere. Dire che qui siamo stufi non rende minimamente l’idea.
Sapessi quanto siamo stufi noi al sud di tutti i soldi che i governi nordisti ci hanno rubato, come le imprese spostate dal meridione al nord solo per dare il posto a qualche amico loro…Ma sta zitto, và che è meglio
E poi chiariamolo una volta per tutte…quelli sono SOLDI PUBBLICI perché presi dalle tasse degli italiani, lo chiamano rimborso spese ma è un finanziamento pubblico truccato…finanziamento pubblico che avevamo CANCELLATO con un referendum. Quindi se utilizzano quei soldi per rinvestirli in Tanzania e fare affari con la ‘ndrangheta (altro che non sono reati ma INFORMATI!!!) se permetti mi incazzo e non poco.
La verità è che la Lega è un partito di ladri che voleva fare la morale agli altri. Vent’anni di leghismo hanno definitivamente ucciso questo paese, guidato da un manipolo di ignoranti e arraffoni che non hanno fatto nemmeno gli interessi del nord. E voi vi siete bevuti la str…ata del secessionismo, della devolution e del federalismo, mentre intascavano soldi e si piazzavano nelle banche. Ma svegliatevi!!!
l’ideatore di roma ladrona si e’ dimostrato di essere il piu’ grande ladrone,falso come giuda .come fanno a credere ancora a lui i militanti della lega,meno male che quest’annol’ampolla dell’acqua del po era turbida…
carissimi leghisti siamo ben contenti che andate via da roma ( cosi risparmieremo un sacco di soldi ) non mi sembra che i piu sagrificati siete stati voi con tutti i solldi che e sparito
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E’ uno schifo totale questa lega nord! Vanno tanto a guardare ai meridionali e guarda cosa fanno questi “padani”…
dalla politica allo sport dal gioco al lavoro dalla giustizia alla chiesa è tutta una merda……..Italia dai una pedata nel culo a tutti quelli che sono ingordi o sanno che sbagliano e speriamo che la sentino…Ne va del nostro futuro e dei nostri figli